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Dipendenza energetica: Europa al centro della sfida globale

L'immagine allegata ritrae un paesaggio con turbine eoliche in campagna: produzione di energia rinnovabile in Europa, simbolo della transizione energetica e della sicurezza energetica

23 aprile 2026

La domanda globale di energia continua a crescere e la dipendenza energetica dell’Europa sta diventando il fulcro della competizione geopolitica fra Stati Uniti, Europa e Cina. È quanto è emerso dall’intervento di Massimo Deandreis, direttore generale di SRM, centro studi che fa capo al Gruppo Intesa Sanpaolo, durante la quinta edizione della Biennale Tecnologia, evento che si è svolto dal 15 al 19 aprile a Torino.

Gli Stati Uniti sono autonomi dal punto di vista delle fonti fossili, mentre dipendono dall’estero per molte materie prime e per gran parte delle cosiddette terre rare. L’Europa dipende dall’estero sia per le fonti fossili sia per le terre rare, mentre la Cina ha una bassa dipendenza da fonti fossili esterne e ha un controllo pressoché totale del mercato mondiale delle terre rare.

In questo contesto, la sicurezza energetica europea diventa una priorità strategica. L’Europa sta modificando gradualmente il proprio mix energetico: proprio il 2026 dovrebbe essere l’anno del sorpasso delle fonti rinnovabili rispetto a petrolio e carbone, segnando un passaggio chiave nella transizione energetica europea.

Un modo per diminuire la dipendenza europea dalle fonti fossili provenienti da Paesi con i quali esistono tensioni geopolitiche, tensioni che potrebbero mettere a rischio tali forniture o renderle difficilmente accettabili dal punto di vista politico, è quello di fare un’alleanza più forte coi Paesi del Nord Africa, dove si possono, fra l’altro, produrre energie rinnovabili a bassi costi. La posizione geografica dell’Italia, in mezzo al Mar Mediterraneo, rende il nostro Paese il ponte ideale per il traffico energetico dal sud al nord, dall’Africa all’Europa.

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