Porti italiani: cresce il peso strategico del Mediterraneo
Le tensioni geopolitiche rallentano le rotte globali, ma i porti italiani continuano a crescere. Nel 2025 gli scali nazionali hanno movimentato oltre 510 milioni di tonnellate di merci, con un aumento del 3,5% rispetto all’anno precedente, mentre i container hanno sfiorato quota 13 milioni di TEU (+7,1%).
È uno dei dati più significativi che emergono da Port Infographics 2026, il report realizzato da Assoporti e SRM, il centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo, dedicato all’evoluzione dei traffici marittimi, della logistica e delle grandi rotte energetiche globali.
“I dati dimostrano che il Mediterraneo mantiene una centralità strategica a livello globale e l’Italia, grazie alla sua posizione geografica e alla rete portuale, può giocare un ruolo sempre più rilevante nei nuovi equilibri logistici.”
Massimo Deandreis, Direttore Generale SRM
Il Mediterraneo torna centrale
Le tensioni internazionali stanno modificando gli equilibri del commercio mondiale e riportando il Mediterraneo al centro delle rotte strategiche. Lo Stretto di Hormuz, attraverso cui passa il 37% del petrolio greggio mondiale trasportato via mare, ha registrato un forte calo dei transiti giornalieri, mentre il Canale di Suez continua a operare con traffici inferiori del 48% rispetto al 2022.
Le conseguenze si riflettono direttamente sulle supply chain globali: tempi di navigazione più lunghi, costi logistici in aumento e nuove rotte che stanno ridisegnando la geografia dei commerci marittimi.
Materie prime e approvvigionamenti
Il report dedica un focus specifico alle materie prime energetiche e industriali, oggi elemento centrale degli equilibri economici globali. Le rinfuse liquide e solide rappresentano infatti il 74% delle merci trasportate via mare, confermando quanto energia, metalli e commodity industriali dipendano dalla stabilità delle rotte marittime.
Per l’Italia il tema è particolarmente rilevante. Tra i principali Paesi fornitori di materie prime via mare figurano Stati Uniti, Libia, Arabia Saudita e Azerbaijan per le rinfuse liquide, mentre Brasile, Ucraina e Canada guidano i flussi delle rinfuse solide.
Crescono merci, container e passeggeri
Nonostante uno scenario internazionale complesso, il sistema portuale italiano mostra capacità di adattamento e resilienza. Crescono le rinfuse solide (+7,1%), aumentano le rinfuse liquide (+1,8%) e il traffico Ro-Ro supera i 122 milioni di tonnellate, consolidando il ruolo dell’Italia nei collegamenti logistici mediterranei. Anche il traffico passeggeri torna a salire, raggiungendo 75 milioni di viaggiatori, di cui oltre 14 milioni crocieristi.
Tra i dati più rilevanti:
- 510,8 milioni di tonnellate di merci movimentate nei porti italiani (+3,5%)
- 12,8 milioni di TEU containerizzati (+7,1%)
- 122,2 milioni di tonnellate Ro-Ro
- 75 milioni di passeggeri transitati negli scali italiani
- 14,4 milioni di crocieristi nel 2025.
Una leva strategica per il Paese
Il messaggio che emerge dal report va oltre i numeri. I porti non sono più soltanto luoghi di transito delle merci, ma infrastrutture strategiche per la competitività industriale, la sicurezza energetica e la resilienza economica del Paese.
In un contesto segnato dalla ridefinizione delle rotte commerciali e da nuove tensioni geopolitiche, investire in efficienza logistica, sostenibilità e connessioni marittime significa rafforzare il ruolo dell’Italia nei nuovi flussi globali del commercio e dell’energia.
Scarica il Port Infographics 2026
Data ultimo aggiornamento 13 maggio 2026 alle ore 12:25:01