Prezzi record dell’oro e nuove sfide per l’oreficeria italiana
L’oro ha raggiunto nuovi record e il settore orafo rallenta. Nel primo trimestre del 2026 il prezzo medio del metallo giallo ha raggiunto quota 4.877 dollari l’oncia, spinto dall’incertezza geopolitica, dalle tensioni commerciali internazionali e dai conflitti in Medio Oriente. Uno scenario che sta cambiando profondamente gli equilibri dell’oreficeria mondiale e che coinvolge direttamente anche l’Italia, primo esportatore europeo di gioielli in oro.
È quanto emerge dalle analisi presentate ad OroArezzo dal Research Department di Intesa Sanpaolo, con gli interventi di Daniela Corsini, Stefania Trenti e Sara Giusti.
Dopo anni di crescita, il settore rallenta
Dopo anni di espansione sostenuta, il comparto mostra oggi segnali di frenata. Nel 2025 il fatturato del settore orafo italiano è diminuito del -5%, mentre la produzione ha registrato un calo del -13,8%. Le prime evidenze del 2026 indicano una frenata ancora più marcata: nei primi due mesi dell’anno il fatturato segna -10% e la produzione -29%.
A pesare è soprattutto il forte aumento del prezzo dell’oro, che ha inciso sulla domanda mondiale di gioielli. Nel 2025 i consumi globali in quantità sono diminuiti del -18%, con un ulteriore calo del -24% nel primo trimestre 2026. Negli Stati Uniti, uno dei mercati più rilevanti per il comparto, la contrazione ha raggiunto il -44%.
Export ancora solido, ma cresce l’incertezza
Nonostante il contesto complesso, l’industria italiana continua a mostrare una buona capacità di presidio dei mercati internazionali. L’export di gioielli in oro si è attestato nel 2025 a €10,8 miliardi, pari al 45% dell’export europeo del settore. Il dato risulta fortemente influenzato dalla flessione del mercato turco: al netto della Turchia, le esportazioni italiane avrebbero registrato una crescita del 7,6%, sostenuta soprattutto da Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Hong Kong e Canada.
Tra i mercati osservati con maggiore attenzione ci sono proprio gli Emirati Arabi Uniti, diventati negli ultimi anni un hub strategico per il commercio orafo internazionale e per la redistribuzione verso l’Asia. Tuttavia, l’evoluzione del conflitto in Iran sta aumentando l’incertezza lungo le filiere commerciali e logistiche dell’area.
Imprese più caute, ma restano gli investimenti
Tra le imprese del settore cresce intanto la cautela sulle prospettive del 2026. La quota di aziende che prevede un calo del fatturato è salita dal 34% al 63% in pochi mesi. Allo stesso tempo, però, resta significativa la propensione agli investimenti, segnale della volontà di rafforzare competitività, innovazione e presenza internazionale anche in una fase complessa.
I numeri chiave del settore
Alcuni dati sintetizzano con chiarezza le dinamiche che stanno attraversando il settore orafo italiano:
- prezzo medio dell’oro nel 1° trimestre 2026: 4.877 dollari/oncia
- export italiano di gioielli in oro nel 2025: €10,8 miliardi
- domanda mondiale di gioielli in oro: -18% nel 2025
- fatturato del settore orafo italiano: -5% nel 2025
- produzione italiana: -29% nei primi mesi del 2026.
Le nuove sfide della filiera
Le difficoltà principali segnalate dalle imprese riguardano il costo delle materie prime, il rallentamento della domanda interna e internazionale e le tensioni geopolitiche. In questo scenario, innovazione, presidio dei mercati esteri e capacità di adattamento diventano elementi decisivi per tutelare competitività e valore di una filiera che rappresenta una componente strategica del Made in Italy manifatturiero.
Data ultimo aggiornamento 11 maggio 2026 alle ore 12:00:13