{"clientID":"8f0f2457-784e-48e4-98d6-0415047ebc97","signature":"1b7d588a5acbce37f866186501ec2d14f26b16f94bbb11b0017b314f918129da","encryption":"d00eb0e03501a6b3d0ffac2db4d56565","keyID":"494d1aae-e754-42bc-1137-9a9628244ec6","user":"C1AAFC8C323DFDA567B3CD7D0E48C3DD"}

7° Rapporto la Bioeconomia in Europa

30 giugno 2021 - E’ stato presentato a Trieste il 7° Rapporto sulla Bioeconomia in Europa, redatto dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo in collaborazione con il Cluster SPRING, ASSOBIOTEC - Federchimica e SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno.

Le stime del 7° Rapporto presentano un importante elemento di novità perché utilizzano una nuova metodologia volta ad aggiornare i numeri del settore al 2020 con l’obiettivo di misurare gli effetti della crisi innescata dalla pandemia sul meta-settore della Bioeconomia, evidenziando le componenti più resilienti, sia in Italia che nei principali Paesi europei.

Nel Rapporto è anche presentata una prima stima del valore della Bioeconomia delle regioni italiane, elaborata con i colleghi di SRM. La dimensione territoriale è il punto di partenza fondamentale per la bioeconomia circolare che ha una intrinseca capacità di creare filiere multidisciplinari integrate nelle aree locali. I territori sono laboratori in cui imparare, sperimentare e innovare sul campo, connettendo settori diversi, dall’agricoltura, all’energia, all’industria bio-based, al comparto dei rifiuti, sfruttando i punti di forza e le specializzazioni produttive delle singole aree.

Il terzo capitolo è dedicato alla chimica bio-based, ovvero quella parte della chimica che utilizza materie prime biologiche rinnovabili invece che fossili. Si tratta di un’attività che fatica ad essere colta attraverso le sole statistiche ufficiali vista la sua trasversalità e innovatività ma che rappresenta un elemento chiave dello sviluppo della Bioeconomia in ottica circolare.

Streaming della presentazione del Rapporto

{"toolbar":[]}