{"clientID":"8f0f2457-784e-48e4-98d6-0415047ebc97","signature":"1b7d588a5acbce37f866186501ec2d14f26b16f94bbb11b0017b314f918129da","encryption":"d00eb0e03501a6b3d0ffac2db4d56565","keyID":"494d1aae-e754-42bc-1137-9a9628244ec6","user":"C1AAFC8C323DFDA567B3CD7D0E48C3DD"}

Prospettive di ripresa del turismo nel Mezzogiorno

Prospettive di ripresa del turismo nel Mezzogiorno. Dopo il calo della domanda turistica dello scorso anno, nel 2021 si prevede una veloce ripresa del settore grazie al turismo domestico

Intesa Sanpaolo e SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno – hanno organizzato un ciclo di webinar rivolto agli operatori del settore turistico delle regioni del Mezzogiorno.

Le previsioni illustrate nel corso dei lavori hanno evidenziato una rilevante contrazione della domanda turistica nel Mezzogiorno, ma anche prospettive che lasciano ben sperare in un biennio in recupero.

Sia nel breve che nel medio-lungo periodo, il settore turistico dovrà adeguare la propria offerta per poter intercettare una domanda in profonda trasformazione.

Clicca qui per conoscere gli scenari elaborati da SRM per il settore turistico in:

Fin dalle prime fasi dell’emergenza da COVID-19, Intesa Sanpaolo ha messo in campo misure significative per le aziende dell’industria turistica: un plafond da €2 miliardi a sostegno della liquidità e un accordo con Federalberghi che ha permesso la sospensione fino a 24 mesi delle rate dei finanziamenti in essere.

SICILIA

Le previsioni illustrate nel corso dei lavori evidenziano una rilevante contrazione della domanda turistica in Sicilia nello scorso anno con un -62,5%. In questo contesto emerge un calo più contenuto delle presenze turistiche italiane (-36,6%) rispetto a quelle straniere (circa -86%). Si stima che la crisi abbia tagliato oltre il 60% del valore della spesa turistica registrata nel 2019 e il 63% del fatturato delle imprese del settore “core” della filiera turistica, con un impatto negativo sul Pil regionale di -0,84% (Italia -1,48%).

In un contesto macro-economico che si prevede in miglioramento, il turismo affronterà una sfida rilevante. Dai tre scenari elaborati da Srm, che si distinguono per la velocità della ripresa, emerge una crescita della domanda turistica nell’isola con valori tra 7,1, 9,4 e 11,4 milioni di presenze, rappresentando rispettivamente il 47%, il 62,5% e il 75,1% del potenziale espresso nel 2019. In particolare, si prevede una ripresa più veloce del turismo domestico rispetto a quello internazionale.

In termini di valore aggiunto, si stima che in Sicilia la ripresa della domanda turistica possa far recuperare tra 99,4 milioni, 270 milioni e 406,8 milioni di euro a seconda delle tre ipotesi considerate, con un relativo impatto sulla ricchezza totale dell’area tra lo 0,12%, lo 0,34% e lo 0,51% (si ricorda che il peso della filiera turistica sul totale dell’economia regionale è del 9,6%). Il recupero della ricchezza nella regione si presenta più contenuto rispetto al dato nazionale sia per la più debole ripresa della domanda straniera, sia per un minore effetto moltiplicativo di ricchezza del turismo locale (ogni presenza aggiuntiva sul territorio genera 71,5 euro di valore aggiunto, mentre in Italia supera i 103 euro).

Le prospettive per l’immediato futuro lasciano ben sperare in un biennio in recupero, conseguenza di una serie di fattori positivi, tra cui il graduale rientro dell’emergenza sanitaria, anche grazie alla campagna vaccinale in programma. Sia nel breve che nel medio-lungo periodo, il settore turistico siciliano dovrà adeguare la propria offerta per poter intercettare una domanda in profonda trasformazione. Tra le priorità da affrontare per le imprese del settore c’è quella di adeguare le strutture ai protocolli sanitari, con particolare attenzione alla salubrità degli ambienti. Per riconquistare il turismo internazionale sarà necessario puntare su politiche di marketing forti e coordinate, orientate sia agli aspetti digitali che a quelli sostenibili, su una riqualificazione dell’offerta di prodotti e servizi, per valorizzare al massimo la fascia medio-alta della domanda nazionale e straniera.

I tre scenari elaborati da Srm per il settore turistico siciliano nel dettaglio:

  • Scenario 1 (più ottimistico)

Per il 2021 si stimano 11,4 milioni di presenze turistiche, con un recupero della domanda del 2019 del 75%, meno del dato nazionale (76,8%) e meridionale (79%). In riferimento alla provenienza, la spinta del turismo domestico è in linea con quella nazionale e meridionale (91% contro 90,1% Italia e 91,5% Mezzogiorno), mentre quella relativa alla componente internazionale si presenta meno vivace (59,5% contro 63,7% Italia e 60% Mezzogiorno). Il minor recupero della domanda internazionale, unito a una debole capacità propulsiva del turismo locale, ridimensiona, rispetto all’Italia e al Mezzogiorno, la positività dell’impatto economico generato dalla crescita delle presenze. In particolare, l’impatto positivo sulla spesa turistica è di circa +7,5 miliardi di euro rispetto all’anno precedente (recupero del 71,4% sul 2019, Italia 73,9% e Mezzogiorno 75,9%). Tale incremento favorirebbe una crescita di 2,8 miliardi di euro del fatturato del settore (recupero del 69% rispetto al 2019, Italia 70,3% e Mezzogiorno 72,2%).

  • Scenario 2 (base)

Per il 2021 si stimano circa 9,4 milioni di presenze turistiche, con un recupero della domanda del 2019 del 62,5%, minore del dato nazionale (65,4%) e meridionale (67,4%). Anche in questo caso, si riscontra una maggiore vivacità nella ripresa della domanda domestica, quasi in linea con quella nazionale e meridionale (80,8% contro 81,7% Italia, mentre 80,9% Mezzogiorno), rispetto a quella estera, più distante dalle altre aree geografiche considerate (44,5%, Italia 49,5%, Mezzogiorno 45,7%). L’ impatto positivo sulla spesa turistica è di circa +6 miliardi di euro rispetto all’anno precedente (recupero sul 2019: 57,5%, Italia 61,9%, Mezzogiorno 62,9%). Tale incremento favorirebbe una crescita di 2,3 miliardi di euro del fatturato del settore (recupero del 55,8% rispetto al 2019, Italia 59,2%, Mezzogiorno 60%).

  • Scenario 3 (meno ottimistico)

Per il 2021 si stimano 7,1 milioni di presenze, riconquistando quasi la metà della domanda turistica del 2019, recupero inferiore al dato nazionale e meridionale (52,3% e 53%). La componente domestica recupera quasi il 70% sul 2019 (Italia 71,7%, Mezzogiorno 69,4%), mentre quella internazionale appena il 24% (Italia 34%, Mezzogiorno 26,4%). L’impatto positivo sulla spesa turistica annuale è di +4,6 miliardi di euro (recupero sul 2019: 43,5%, Italia 50,7% Mezzogiorno 50,1%) con una spinta del fatturato del settore di 1,7 miliardi di euro (recupero del 42,6% rispetto al 2019, Italia 48,9%, Mezzogiorno 47,6%).

SARDEGNA

Le previsioni illustrate nel corso dei lavori evidenziano una rilevante contrazione della domanda turistica in Sardegna, nello scorso anno con un -63%. In questo contesto emerge un calo più contenuto delle presenze turistiche italiane (-36%) rispetto a quelle straniere (circa -88%). Si stima che la crisi abbia tagliato oltre il 60% del valore della spesa turistica registrata nel 2019 e il 63,5% del fatturato delle imprese del settore “core” della filiera turistica, con un impatto negativo sul Pil regionale di -1,92% (Italia -1,48%).

In un contesto macro-economico che si prevede in miglioramento, il turismo affronterà una sfida rilevante.
Dai tre scenari elaborati da Srm, che si distinguono per la velocità della ripresa, emerge una crescita della domanda turistica nell’isola con valori tra 6,7, 8,7 e 10,9 milioni di presenze, rappresentando rispettivamente il 44%, il 57% e il 72% del potenziale espresso nel 2019. In particolare, si prevede una ripresa più veloce del turismo domestico rispetto a quello internazionale.

In termini di valore aggiunto, si stima che in Sardegna la ripresa della domanda turistica possa far recuperare tra 68,9 milioni, 192,8 milioni e 335 milioni di euro a seconda delle tre ipotesi considerate. Il recupero della ricchezza nella regione si presenta più contenuto rispetto al dato nazionale sia per la più debole ripresa della domanda straniera, sia per un minore effetto moltiplicativo di ricchezza del turismo locale.

Le prospettive per l’immediato futuro lasciano ben sperare in un biennio in recupero, conseguenza di una serie di fattori positivi, tra cui il graduale rientro dell’emergenza sanitaria, anche grazie alla campagna vaccinale in programma. Sia nel breve che nel medio-lungo periodo, il settore turistico sardo dovrà adeguare la propria offerta per poter intercettare una domanda in profonda trasformazione. Tra le priorità da affrontare per le imprese del settore c’è quella di adeguare le strutture ai protocolli sanitari, con particolare attenzione alla salubrità degli ambienti. Per riconquistare il turismo internazionale sarà necessario puntare su politiche di marketing forti e coordinate, orientate sia agli aspetti digitali che a quelli sostenibili, su una riqualificazione dell’offerta di prodotti e servizi, per valorizzare al massimo la fascia medio-alta della domanda nazionale e straniera.

I tre scenari elaborati da Srm per il settore turistico sardo nel dettaglio:

  • Scenario 1 (più ottimistico)

Per il 2021 si stimano 10,9 milioni di presenze turistiche, con un recupero della domanda del 2019 del 72%, meno inteso del dato nazionale (76,8%) e meridionale (79%). In riferimento alla provenienza, lo sprint della domanda nazionale è in linea con quello nazionale e meridionale (90,3% contro 90,1% Italia e 91,5% Mezzogiorno) mentre, quello relativo alla componente internazionale, si presenta meno vivace (54,5% contro 63,7% Italia e 60% Mezzogiorno). Il minor recupero della domanda internazionale, unito ad una minore capacità propulsiva del turismo locale ridimensiona, rispetto all’Italia ed al Mezzogiorno, la positività dell’impatto economico generato dalla crescita delle presenze. In particolare, l’impatto positivo sulla spesa turistica è di circa +6.100 milioni di euro rispetto all’anno precedente (recupero del 68,5% sul 2019, Italia 73,9% e Mezzogiorno 75,9%). Tale incremento favorirebbe una crescita di oltre 1.770 milioni di euro del fatturato del settore (recupero del 65,5% rispetto al 2019, Italia 70,3% e Mezzogiorno 72,2%).

  • Scenario 2 (base)

Per il 2021 si stimano, 8,7 milioni di presenze turistiche, con un recupero della domanda del 2019 di 57,3%, minore del dato nazionale (65,4%) e meridionale (67,4%). Anche in questo caso, si riscontra una maggiore vivacità nella ripresa della domanda domestica, quasi in linea con quella nazionale e meridionale (79,7% contro 81,7% Italia, mentre 80,9% Mezzogiorno), rispetto a quella estera, più distante dalle altre aree geografiche considerate (35,7%, Italia 49,5%, Mezzogiorno 45,7%). L’ impatto positivo sulla spesa turistica è di circa +4.770 milioni di euro rispetto all’anno precedente (recupero sul 2019: 53,3%, Italia 61,9%, Mezzogiorno 62,9%). Tale incremento favorirebbe una crescita di 1.390 milioni di euro del fatturato del settore (recupero del 51,3% rispetto al 2019, Italia 59,2%, Mezzogiorno 60%).

  • Scenario 3 (meno ottimistico)

Per il 2021 si stimano 6,7 milioni di presenze, riconquistando oltre il 44% della domanda turistica del 2019, recupero inferiore al dato nazionale e meridionale (52,3% e 53%). La componente domestica recupera il 70,2% sul 2019 (Italia 71,7%, Mezzogiorno 69,4%), mentre quella internazionale quasi il 20% (Italia 34%, Mezzogiorno 26,4%).
L’impatto positivo sulla spesa turistica annuale è di quasi 3.760 milioni di euro (recupero sul 2019: 41,9%, Italia 50,7% Mezzogiorno 50,1%) con una spinta del fatturato del settore di 1.105 milioni di euro (recupero del 40,8% rispetto al 2019, Italia 48,9%, Mezzogiorno 47,6%).

CAMPANIA

Le previsioni illustrate nel corso dei lavori evidenziano una rilevante contrazione della domanda turistica in Campania nello scorso anno con un -70%. In questo contesto emerge un calo più contenuto delle presenze turistiche italiane (-52,5%) rispetto a quelle straniere (circa -90%). Si stima che la crisi abbia tagliato il 70% del valore della spesa turistica registrata nel 2019 e il 71% del fatturato delle imprese del settore “core” della filiera turistica, con un impatto negativo sul Pil regionale del -1,72% (Italia -1,48%).

In un contesto macro-economico che si prevede in miglioramento, il turismo affronterà una sfida rilevante. Dai tre scenari elaborati da Srm, che si distinguono per la velocità della ripresa, emerge una crescita della domanda turistica in Campania con valori tra 9,2, 13,4 e 16,3 milioni di presenze, rappresentando rispettivamente il 41,7%, il 60,9% e il 73,9% del potenziale espresso nel 2019. In particolare, si prevede una ripresa più veloce del turismo domestico rispetto a quello internazionale.

In termini di valore aggiunto, si stima che nella regione la ripresa della domanda turistica possa far recuperare tra i 290 milioni e circa 1 miliardo di euro a seconda delle tre ipotesi considerate. Si ricorda che il peso della filiera turistica sul totale dell’economia regionale è del 12,7%. Il recupero della ricchezza in Campania si presenta superiore alla media nazionale ma occorre considerare che il calo nel 2020 è stato più intenso.

La componente internazionale della domanda turistica è il vero fattore che inciderà sulla variabilità della ripresa negli scenari territoriali, dettando sia il quantum che la tempistica del recupero. Ciò è ancor più evidente in quei territori turistici che vantano una forte attrattività internazionale e che pertanto presentano una maggiore sensibilità al tema. È il caso di alcune località turistiche campane, come la penisola sorrentina e la costiera amalfitana (ma anche ovviamente le isole), caratterizzate da un peso della componente internazionale particolarmente elevato, oltre l’84%, superiore al dato medio campano (48,3%) e nazionale (50,5%). A ciò si aggiunge una maggiore esposizione a un turismo intercontinentale: si stima che in tali territori circa il 40% dei turisti stranieri proviene da paesi extraeuropei, valore elevato rispetto al dato campano (35%) e nazionale (22,7%).

Le prospettive per l’immediato futuro lasciano ben sperare in un biennio in recupero, conseguenza di una serie di fattori positivi, tra cui il graduale rientro dell’emergenza sanitaria, anche grazie alla campagna vaccinale in programma. Sia nel breve che nel medio-lungo periodo, il settore turistico campano dovrà adeguare la propria offerta per poter intercettare una domanda in profonda trasformazione. Tra le priorità da affrontare per le imprese del settore c’è quella di adeguare le strutture ai protocolli sanitari, con particolare attenzione alla salubrità degli ambienti. Per riconquistare il turismo internazionale sarà necessario puntare su politiche di marketing forti e coordinate, orientate sia agli aspetti digitali che a quelli sostenibili, su una riqualificazione dell’offerta di prodotti e servizi, per valorizzare al massimo la fascia medio-alta della domanda nazionale e straniera.

I tre scenari elaborati da Srm per il settore turistico campano nel dettaglio:

  • Scenario 1 (più ottimistico)

Per il 2021 si stimano 16,3 milioni di presenze turistiche, con un recupero della domanda del 2019 del 74%, meno inteso del dato nazionale (76,8%) e meridionale (79%). In riferimento alla provenienza, la spinta del turismo domestico è quasi in linea con quella nazionale e meridionale (89% contro 90,1% Italia e 91,5% Mezzogiorno), mentre quella relativa alla componente internazionale si presenta meno vivace (57,8% contro 63,7% Italia e 60% Mezzogiorno). Il minor recupero della domanda internazionale ridimensiona, rispetto all’Italia e al Mezzogiorno, la positività dell’impatto economico generato dalla crescita delle presenze. In particolare, l’impatto positivo sulla spesa turistica è di circa +5,2 miliardi di euro rispetto all’anno precedente (recupero del 69,5% sul 2019, Italia 73,9% e Mezzogiorno 75,9%). Tale incremento favorirebbe una crescita di oltre 3,7 miliardi di euro del fatturato del settore (recupero del 66% rispetto al 2019, Italia 70,3% e Mezzogiorno 72,2%).

  • Scenario 2 (base)

Per il 2021 si stimano, 13,4 milioni di presenze turistiche, con un recupero della domanda sul 2019 del 61%, minore del dato nazionale (65,4%) e meridionale (67,4%). Anche in questo scenario si riscontra una maggiore vivacità nella ripresa della domanda domestica (74,8%) rispetto a quella estera (46%), ma il recupero dei valori del 2019 resta, in entrambi i casi, più basso rispetto a quanto si prevede per l’Italia (presenze nazionali 81,7%, presenze straniere 49,5%) e per il Mezzogiorno (80,9% e 45,7%). L’impatto positivo sulla spesa turistica è di circa +4,1 miliardi di euro rispetto all’anno precedente (recupero sul 2019: 54,6%, Italia 61,9%, Mezzogiorno 62,9%). Tale incremento favorirebbe una crescita di circa 3 miliardi di euro del fatturato del settore (recupero del 52,2% rispetto al 2019, Italia 59,2%, Mezzogiorno 60%).

  • Scenario 3 (meno ottimistico)

Per il 2021 si stimano 9,2 milioni di presenze, riconquistando quasi il 42% della domanda turistica del 2019, recupero inferiore al dato nazionale e meridionale (52,3% e 53%). La componente domestica recupera il 58,7% sul 2019 (Italia 71,7%, Mezzogiorno 69,4%), mentre quella internazionale il 23,5% (Italia 34%, Mezzogiorno 26,4%). L’impatto positivo sulla spesa turistica annuale è di 2,8 miliardi di euro (recupero sul 2019: 37,5%, Italia 50,7% Mezzogiorno 50,1%) con una spinta del fatturato del settore di circa 2 miliardi di euro (recupero del 36,3% rispetto al 2019, Italia 48,9%, Mezzogiorno 47,6%).

ROMA E LAZIO

Le previsioni illustrate nel corso dei lavori evidenziano una rilevante contrazione della domanda turistica sia nella città di Roma (-74,1%) che nel Lazio (-71,8%). In questo contesto emerge un calo più contenuto delle presenze turistiche italiane (circa -45%) rispetto a quelle straniere (circa -88%). Si stima che la crisi abbia tagliato oltre il 70% del valore della spesa turistica registrata nel 2019 e il 75% del fatturato delle imprese del settore “core” della filiera turistica romana, con un impatto negativo sul Pil di -1,97% (Italia -1,48%).

La grave emergenza sanitaria ed il diffuso contagio a livello internazionale hanno sottoposto tutte le economie a tre tipi di shock: shock dell’offerta per la chiusura delle attività commerciali e produttive; shock della domanda come conseguenza del lockdown e shock degli asset finanziari per l’aumento della volatilità e per il peggioramento della situazione finanziaria. A questi tre fattori ne vanno aggiunti almeno altri due legati da un lato a fattori istituzionali e geopolitici e dall’altro alla componente psicologica individuale e di massa.

In un contesto macro-economico che si prevede in miglioramento, il turismo affronterà una sfida rilevante.

Dai tre scenari elaborati da Srm, che si distinguono per la velocità della ripresa, emerge una crescita della domanda turistica a Roma con valori tra 12,8, 20,3 e 23,1 milioni di presenze, rappresentando rispettivamente il 37,3%, il 58,9% e il 67,1% del potenziale espresso nel 2019. In particolare, si prevede una ripresa più veloce del turismo domestico rispetto a quello internazionale. In termini di valore aggiunto, si stima che la ripresa della domanda turistica possa far recuperare tra 451,5 milioni, 1.300 milioni e 1.624 milioni di euro a seconda delle tre ipotesi considerate; quindi solo un parziale recupero rispetto a quanto perso nel 2020.

Le prospettive per l’immediato futuro lasciano ben sperare in un biennio in recupero, conseguenza di una serie di fattori positivi, tra cui il graduale rientro dell’emergenza sanitaria, anche grazie alla campagna vaccinale in programma. Sia nel breve che nel medio-lungo periodo, il settore turistico della regione dovrà adeguare la propria offerta per poter intercettare una domanda in profonda trasformazione. Tra le priorità da affrontare per le imprese del settore c’è quella di adeguare le strutture ai protocolli sanitari, con particolare attenzione alla salubrità degli ambienti. Per riconquistare il turismo internazionale sarà necessario puntare su politiche di marketing forti e coordinate, orientate sia agli aspetti digitali che a quelli sostenibili, su una riqualificazione dell’offerta di prodotti e servizi, per valorizzare al massimo la fascia medio-alta della domanda nazionale e straniera.

Nel Lazio le previsioni per il 2021 indicano un recupero di presenze che spazia, a seconda degli scenari considerati, tra 15,3, 23,5 e 27,2 milioni. In questo modo si riacquisterebbe rispettivamente il 39,2%, il 60,3% e il 70% del valore del 2019. L’impatto positivo della domanda consentirebbe di recuperare in termini di spesa turistica tra i 5.140 milioni e i 9.544 milioni di euro e in termini di fatturato tra i 3.744 milioni e i 6.823 milioni di euro con un impatto sul Pil che, nei tre scenari proposti, varia da 490,2, 1.435 e 1.856 milioni di euro di valore aggiunto.

I tre scenari elaborati da Srm per il settore turistico della provincia di Roma nel dettaglio:

  • Scenario 1 (più ottimistico)

Per il 2021 si stimano 23,1 milioni di presenze turistiche, con un recupero della domanda del 2019 del 67%, meno inteso del dato nazionale (76,8%). In riferimento alla provenienza, lo sprint della domanda nazionale è quasi in linea con quello nazionale (90,9% contro 90,1% Italia) mentre, quello relativo alla componente internazionale, si presenta meno vivace (56% contro 63,7% Italia).
L’impatto positivo sulla spesa turistica è di circa +8.632 milioni di euro rispetto all’anno precedente (recupero del 63% sul 2019, Italia 73,9%). Tale incremento favorirebbe una crescita di oltre 6.000 milioni di euro del fatturato del settore (recupero del 58,1% rispetto al 2019, Italia 70,3%).

  • Scenario 2 (base)

Per il 2021 si stimano 20,3 milioni di presenze turistiche, con un recupero della domanda del 2019 del 59%, minore del dato nazionale (65,4%). Anche in questo caso, si riscontra una maggiore vivacità nella ripresa della domanda domestica (+80,7%) rispetto a quella estera (+48,6%) ma in entrambi i casi il recupero è inferiore rispetto alla media italiana. L’ impatto positivo sulla spesa turistica è di circa +7.164 milioni di euro rispetto all’anno precedente (recupero sul 2019: 52,3%, Italia 61,9%).
Tale incremento favorirebbe una crescita di 5.016 milioni di euro del fatturato del settore (recupero del 48,5% rispetto al 2019, Italia 59,2%).

  • Scenario 3 (meno ottimistico)

Per il 2021 si stimano 12,8 milioni di presenze, riconquistando oltre il 37,3% della domanda turistica del 2019, recupero inferiore al dato nazionale (52,3%). La componente domestica recupera il 65,2% sul 2019 (Italia 71,7%), mentre quella internazionale il 24,3% (Italia 34%).
L’impatto positivo sulla spesa turistica annuale è di 4.566 milioni di euro (recupero sul 2019: 33,3%, Italia 50,7%) con una spinta del fatturato del settore di 3.243 milioni di euro (recupero del 31,3% rispetto al 2019, Italia 48,9%).

PUGLIA

Le previsioni illustrate nel corso dei lavori evidenziano una rilevante contrazione della domanda turistica in Puglia nello scorso anno con un -43,2%. In questo contesto emerge un calo più contenuto delle presenze turistiche italiane (-34,2%) rispetto a quelle straniere (circa -70%). Si stima che la crisi abbia tagliato il 43,2% del valore della spesa turistica registrata nel 2019 e il 47% del fatturato delle imprese del settore “core” della filiera turistica, con un impatto negativo sul Pil regionale pari a -0,66% (Italia -1,48%).

In un contesto macro-economico che si prevede in miglioramento, il turismo affronterà una sfida rilevante. Dai tre scenari elaborati da Srm, che si distinguono per la velocità della ripresa, emerge una crescita della domanda turistica in Puglia con valori tra 9,6, 11,8 e 13,4 milioni di presenze, rappresentando rispettivamente il 62,3%, il 76,3% e l’86,6% del potenziale espresso nel 2019. In particolare, si prevede una ripresa più veloce del turismo domestico rispetto a quello internazionale.

In termini di valore aggiunto, si stima che nella regione la ripresa della domanda turistica possa far recuperare tra i 59 e i 317 milioni di euro a seconda delle tre ipotesi considerate. Si ricorda che il peso della filiera turistica sul totale dell’economia regionale è del 10,6%.

Le prospettive per l’immediato futuro lasciano ben sperare in un biennio in recupero, conseguenza di una serie di fattori positivi, tra cui il graduale rientro dell’emergenza sanitaria, anche grazie alla

campagna vaccinale in programma. Sia nel breve che nel medio-lungo periodo, il settore turistico pugliese dovrà adeguare la propria offerta per poter intercettare una domanda in profonda trasformazione. Tra le priorità da affrontare per le imprese del settore c’è quella di adeguare le strutture ai protocolli sanitari, con particolare attenzione alla salubrità degli ambienti. Per riconquistare il turismo internazionale sarà necessario puntare su politiche di marketing forti e coordinate, orientate sia agli aspetti digitali che a quelli sostenibili, su una riqualificazione dell’offerta di prodotti e servizi, per valorizzare al massimo la fascia medio-alta della domanda nazionale e straniera.

I tre scenari elaborati da Srm per il settore turistico pugliese nel dettaglio:

  • Scenario 1 (più ottimistico)

Per il 2021 si stimano 13,4 milioni di presenze turistiche, con un recupero della domanda del 2019 di quasi l’87%, più inteso del dato nazionale (76,8%) e meridionale (79%). In riferimento alla provenienza, lo sprint della domanda nazionale è rilevante, superiore a quello nazionale e meridionale (92,3% contro 90,1% Italia e 91,5% Mezzogiorno), mentre quello relativo alla componente internazionale si presenta meno vivace ma comunque più consistente rispetto alle altre aree considerate (69,5% contro 63,7% Italia e 60% Mezzogiorno). L’impatto positivo sulla spesa turistica è di +6.879 milioni di euro rispetto all’anno precedente (recupero dell’83,7% sul 2019, Italia 73,9% e Mezzogiorno 75,9%). Tale incremento favorirebbe una crescita di 2.900 milioni di euro del fatturato del settore (recupero del 76,8% rispetto al 2019, Italia 70,3% e Mezzogiorno 72,2%).

  • Scenario 2 (base)

Per il 2021 si stimano 11,8 milioni di presenze turistiche, con un recupero della domanda sul 2019 del 76,3%, maggiore del dato nazionale (65,4%) e meridionale (67,4%). Anche in questo scenario si riscontra una maggiore vivacità nella ripresa della domanda domestica (83%) rispetto a quella estera (56%), ed il recupero dei valori del 2019 resta, in entrambi i casi, più alto rispetto a quanto si prevede per l’Italia (presenze nazionali 81,7%, presenze straniere 49,5%) e per il Mezzogiorno (80,9% e 45,7%). L’impatto positivo sulla spesa turistica è di quasi +6.000 milioni di euro rispetto all’anno precedente (recupero sul 2019: 72,4%, Italia 61,9%, Mezzogiorno 62,9%). Tale incremento favorirebbe una crescita di 2.526 milioni di euro del fatturato del settore (recupero del 66,8% rispetto al 2019, Italia 59,2%, Mezzogiorno 60%).

  • Scenario 3 (meno ottimistico)

Per il 2021 si stimano 9,6 milioni di presenze, riconquistando oltre il 62% della domanda turistica del 2019, recupero maggiore al dato nazionale e meridionale (52,3% e 53%). La componente domestica recupera il 71,6% sul 2019 (Italia 71,7%, Mezzogiorno 69,4%), mentre quella internazionale il 34,3% (Italia 34%, Mezzogiorno 26,4%). L’impatto positivo sulla spesa turistica annuale è di 4.968 milioni di euro (recupero sul 2019: 60,4%, Italia 50,7% Mezzogiorno 50,1%) con una spinta del fatturato del settore di 2.123 milioni di euro (recupero del 56,2% rispetto al 2019, Italia 48,9%, Mezzogiorno 47,6%).

{"toolbar":[]}