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Carlo Messina: strumenti innovativi per una ripresa sana

Ceo Carlo Messina Intesa SAnpaolo

In una intervista pubblicata oggi sul quotidiano il Messaggero, il CEO di Intesa Sanpaolo Carlo Messina ricorda l’impatto che potrebbe avere la crisi COVID-19 sulle fasce più vulnerabili del Paese.

«Credo sia necessario tenere alta l’attenzione rispetto al rischio di un forte aumento della povertà. Dobbiamo mitigare gli impatti sociali di una crisi profonda», dice Messina.

Il CEO di Intesa Sanpaolo propone di mettere in campo strumenti finanziari «concreti e innovativi»:

«Penso a interventi più strutturali, con equilibrio di risorse tra pubblico e privato. A qualcosa di simile a quanto abbiamo fatto noi con la città di Bergamo. Interventi a fondo perduto e prestiti d’impatto a lunga scadenza e a tassi molto bassi destinati alle piccole imprese, esercizi commerciali e artigiani, strutture di base del tessuto produttivo locale».

«Oppure alle nuove emergenze che contribuiremo a risolvere con i 125 milioni messi a disposizione dal nostro Fondo d’impatto. Dobbiamo rafforzare la coesione sociale del Paese, credo sia una necessità assoluta, come lo è tentare di risolvere l’elevata disoccupazione giovanile, un problema strettamente connesso alla povertà», dice Messina.

Centrale anche il tema della ripresa dell’economia reale.

Superato il problema immediato della sopravvivenza economica, Carlo Messina vede la necessità di affrontare l’eccesso di burocrazia, gli investimenti pubblici bloccati e la bassa produttività: «se il Decreto Semplificazione promesso dal governo sarà varato in tempi brevi, potrà avviare i motori di una ripresa sana, che riconduca il Pil a crescere a ritmi del 2%».

«Inoltre siamo un Paese con forti potenzialità nell’economia circolare. E con ritardi nella digitalizzazione delle imprese. Sono questi i fronti da rilanciare in un patto per la crescita il più aperto possibile», aggiunge Messina.

Commentando la necessità del sistema bancario di accelerare l’erogazione di finanziamenti garantiti dallo Stato, Carlo Messina propone di far leva sulle aziende capo-filiera da cui dipendono migliaia di microimprese e PMI diffuse sul territorio italiano:

«Un fattore di accelerazione è erogare risorse all’impresa capo-filiera, condizionando la destinazione del finanziamento al pagamento degli stipendi e dei fornitori entro un certo lasso di tempo. Data l’importanza delle filiere nel nostro Paese, l’effetto sulla ripresa e sull’occupazione sarebbe formidabile. Basti pensare a quanto potrebbe essere attivato dalle oltre 2.700 imprese italiane definite capo-filiera», dice Messina.

Il CEO di Intesa Sanpaolo avverte nuovamente contro l’andare verso livelli eccessivi di rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo: «oggi è indispensabile fare debito. Ma fin d’ora dobbiamo porci il problema di come, in prospettiva, poterlo ridurre».

«E qui diventa ancora più attuale il nostro progetto di utilizzare parte del patrimonio immobiliare pubblico per strutturare speciali fondi d’investimento che possano essere sottoscritti da investitori istituzionali e dalle famiglie italiane, dando così un taglio netto al nostro debito», spiega Messina.

Carlo Messina ricorda anche l’importanza per il Paese della combinazione proposta con UBI Banca nel contesto post-COVID:

«Siamo convinti di aver promosso un’operazione con una valenza strategica e un grande significato per il sistema bancario italiano e europeo… E ho intenzione di continuare in un atteggiamento di dialogo e di apertura per raccogliere suggerimenti da imprenditori e fondazioni azioniste di Ubi, affinché insieme si dia vita ad un gruppo ancora più forte».

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