Bob ai Giochi Olimpici Invernali di
Milano Cortina 2026: tutto quello che devi sapere
Il bob è una delle discipline storiche delle Olimpiadi Invernali e rientra nel gruppo degli sport su ghiaccio comunemente definiti “discipline del budello”, caratterizzati da velocità elevate, controllo tecnico e coordinazione tra gli atleti. In occasione di Milano Cortina 2026, il bob sarà ospitato a Cortina d’Ampezzo, sede prestigiosa per la storia olimpica italiana e internazionale, strettamente legata allo sviluppo di questa disciplina.
Il ritorno delle discipline su pista alle Dolomiti assume un valore significativo dal punto di vista sportivo e infrastrutturale. Cortina rappresenta uno dei luoghi storicamente associati al bob, grazie all’esperienza maturata in occasione dei Giochi Invernali del 1956. A distanza di settant’anni, la disciplina torna su un tracciato rinnovato, intitolato a Eugenio Monti, figura di riferimento dello sport italiano e olimpico, riconosciuto per i risultati conseguiti e per i valori espressi nel corso della carriera.
Com’è fatta la pista di bob
La nuova Pista Eugenio Monti è stata realizzata sul sedime della storica pista di Cortina, riprogettata secondo criteri attuali. Il percorso di realizzazione ha generato un confronto pubblico articolato, incentrato su sostenibilità ambientale, inserimento paesaggistico e utilizzo futuro dell’impianto. Il progetto definitivo ha portato alla costruzione di una pista conforme ai requisiti tecnici richiesti dalle federazioni internazionali, che sarà un punto di riferimento per gli anni a venire.
Il tracciato si sviluppa attraverso una sequenza di curve, paraboliche e variazioni di pendenza, progettate per garantire sicurezza e prestazioni elevate. Le velocità raggiunte possono superare i 120 chilometri orari, rendendo centrale la capacità del pilota di gestire traiettorie e linee di discesa. L’impianto è destinato a ospitare competizioni di bob, skeleton e slittino ed è concepito come infrastruttura polifunzionale per il medio e lungo periodo.
Differenze tra Bob, Skeleton e Slittino
Bob, skeleton e slittino utilizzano la stessa pista, ma presentano differenze sostanziali in termini di modalità di gara e assetto tecnico.
Nel bob, il mezzo è carenato e l’equipaggio è composto da due o quattro atleti. La gara ha inizio con una fase di spinta collettiva e la conduzione è affidata al pilota, responsabile della traiettoria lungo il tracciato.
Lo skeleton prevede una slitta singola e una partenza individuale. L’atleta scende in posizione prona, con la testa rivolta in avanti, e controlla il mezzo attraverso micro-movimenti del corpo.
Lo slittino utilizza una slitta monoposto o biposto. L’atleta è in posizione supina, con i piedi in avanti, e governa la discesa con movimenti minimi, sfruttando la sensibilità di guida.
Il bob, gioco di squadra
Il bob è una disciplina che si fonda sul lavoro di squadra. Nel bob a due e nel bob a quattro, la fase di partenza riveste un ruolo determinante, poiché la spinta iniziale incide in modo significativo sul tempo finale. Il pilota è responsabile della conduzione del mezzo, mentre i frenatori contribuiscono alla spinta e alla stabilità durante la discesa.
Accanto alle specialità tradizionali, il programma olimpico include, a partire dai Giochi di Pechino 2022, anche il monobob femminile. Questa specialità valorizza le competenze individuali di guida e forza, ampliando il quadro competitivo e favorendo una maggiore partecipazione femminile.
La Squadra Azzurra di bob
L’Italia affronta le competizioni di bob con una tradizione consolidata, che conta 12 medaglie olimpiche complessive, e con un percorso orientato allo sviluppo futuro della disciplina. La Squadra Azzurra combina atleti esperti e profili emergenti, con l’obiettivo di competere ai massimi livelli internazionali.
Il ritorno delle gare a Cortina rappresenta un’opportunità rilevante anche in termini simbolici. In vista di Milano Cortina 2026, l’equipaggio a quattro guidato da Patrick Baumgartner, insieme a Eric Fantazzini, Robert Mircea e Lorenzo Billotti, rappresenta una delle principali prospettive di risultato. Mentre nel monobob femminile, Giada Andreotti si è affermata come una delle atlete di riferimento del movimento italiano.
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