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 INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 GIUGNO 2011

  • Utile netto: 
2° trim. a 741 mln. di euro, +12,1% rispetto a 661 mln. del 1° trim.
1° sem. a 1.402 mln., -17% rispetto a 1.690 mln. del 1° sem. 2010.
  • Utile netto normalizzato(*):
2° trim. a 529 mln. di euro, -30,6% rispetto a 762 mln. del 1° trim.
1° sem. a 1.291 mln., +6,7% rispetto a 1.210 mln. del 1° sem. 2010.
  • Risultato corrente lordo imposte:
2° trim. a 1.341 mln. di euro, +6,1% rispetto a 1.264 mln. del 1° trim.
1° sem. a 2.605 mln., +33,4% rispetto a 1.953 mln. del 1° sem. 2010.
  • Risultato gestione operativa:
2° trim. a 2.221 mln. di euro, +13,3% rispetto a 1.960 mln. del 1° trim.
1° sem. a 4.181 mln., +12,6% rispetto a 3.713 mln. del 1° sem. 2010.
  • Proventi operativi netti:
2° trim. a 4.495 mln. di euro, +7,5% rispetto a 4.183 mln. del 1° trim.
1° sem. a 8.678 mln., +5,6% rispetto a 8.220 mln. del 1° sem. 2010.
  • Oneri operativi:
2° trim. a 2.274 mln. di euro, +2,3% rispetto a 2.223 mln. del 1° trim. 
1° sem. a 4.497 mln., -0,2% rispetto a 4.507 mln. del 1° sem. 2010.
  • Coefficienti patrimoniali:
al 30 giugno 2011, Core Tier 1 ratio al 10,2%;
Tier 1 ratio all’ 11,8%.

 

 

 

Torino, Milano, 5 agosto 2011 – Si è riunito oggi sotto la presidenza di Andrea Beltratti il Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo, che ha approvato la relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2011 (1).   

Il Gruppo anche nel primo semestre del 2011 ha continuato a perseguire l’obiettivo prioritario della redditività sostenibile fondata sulle scelte strategiche riguardanti non solo i ricavi e i costi ma anche la liquidità, la solidità e il contenuto profilo di rischio, che hanno caratterizzato Intesa Sanpaolo in tutti gli esercizi dalla fusione. Il focus sulla solidità e sulla liquidità si è tradotto in un Core Tier 1 ratio al 10,2% e in attività liquide per circa 80 miliardi di euro a fine giugno 2011, nonché nel rispetto già ad oggi del requisito di liquidità Net Stable Funding Ratio previsto da Basilea 3. Tale focus - che assicura una redditività sostenibile nel medio termine - si riflette nel breve periodo in qualche sacrificio per i risultati economici, ma le politiche gestionali di Intesa Sanpaolo hanno portato a registrare una redditività robusta anche nel secondo trimestre 2011, con:
proventi operativi netti in crescita rispetto sia al secondo trimestre 2010 sia al primo trimestre 2011. Se si escludono dal risultato di negoziazione del secondo trimestre 2011 le plusvalenze derivanti dalle operazioni Prada e Findomestic, i proventi operativi netti si confermano in aumento rispetto al secondo trimestre 2010, mentre registrano una flessione rispetto al primo trimestre 2011, interamente dovuta al minor apporto del risultato dell’attività di negoziazione conseguente al peggioramento dei mercati finanziari per le tensioni nell’area euro;
costi operativi in linea con il secondo trimestre 2010 e in leggera crescita - di natura stagionale - rispetto al primo trimestre 2011;
rettifiche su crediti in flessione rispetto al secondo trimestre 2010 e in contenuto aumento rispetto al  primo trimestre 2011.

Il che ha condotto alla generazione di un utile netto consolidato del Gruppo nel secondo trimestre 2011 pari a 741 milioni di euro, in crescita del 12,1% rispetto ai 661 milioni del precedente trimestre e in diminuzione del 26% rispetto ai 1.002 milioni del secondo trimestre 2010 (che aveva beneficiato di circa  650 milioni di plusvalenza netta dalla cessione dell’attività di securities services), e nel primo semestre 2011 pari a 1.402 milioni, in flessione del 17% rispetto ai 1.690 milioni del primo semestre 2010. 

L’utile netto consolidato normalizzato - calcolato escludendo le principali componenti non ricorrenti (*) - è ammontato nel secondo trimestre 2011 a 529 milioni di euro, in diminuzione del 30,6% rispetto ai 762 milioni del precedente trimestre e in aumento del 5,8% rispetto ai 500 milioni del secondo trimestre 2010, e nel primo semestre 2011 a 1.291 milioni, in crescita del 6,7% rispetto ai 1.210 milioni del primo semestre 2010.

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(*) Nota metodologica sul calcolo dell’utile netto normalizzato a pagina 12.
(1) Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 12.
 
I risultati di conto economico del secondo trimestre 2011

Il conto economico consolidato del secondo trimestre 2011 (2) registra proventi operativi netti pari a 4.495 milioni di euro, in aumento del 7,5% rispetto ai 4.183 milioni del primo trimestre 2011 e del 12,3% rispetto ai 4.001 milioni del secondo trimestre 2010. 

In quest’ambito, nel secondo trimestre 2011 gli interessi netti ammontano a 2.357 milioni, in flessione dell’ 1% rispetto ai 2.382 milioni del primo trimestre 2011 e del 3,1% rispetto ai 2.432 milioni del secondo trimestre 2010. Gli interessi netti risultano in aumento dell’ 1,3% rispetto al primo trimestre 2011 e dello 0,2% rispetto al secondo trimestre 2010, se si esclude l’effetto della riduzione delle coperture dal rischio di tasso d’interesse.

Le commissioni nette sono pari a 1.399 milioni di euro, in aumento dell’ 1% rispetto ai 1.385 milioni del primo trimestre 2011; in dettaglio, si registra una crescita del 4,1% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una diminuzione del 5,6% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli sale del 6,5%, quella relativa al risparmio gestito scende del 3,5% e quella relativa ai prodotti assicurativi cala del 20,2%; inoltre, si registra un aumento dell’ 11,8% nelle commissioni su finanziamenti concessi. Le commissioni nette del secondo trimestre 2011 sono in crescita dello 0,4% rispetto ai 1.394 milioni del secondo trimestre 2010, ma risulterebbero in crescita del 2,1% se si escludesse l’impatto della decisione di non collocare obbligazioni di terzi anche nel secondo trimestre 2011 così come nel precedente trimestre; in dettaglio, si registra un aumento del 2,4% per le commissioni da attività bancaria commerciale e una flessione del 2,2% per quelle da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da intermediazione e collocamento di titoli diminuisce dello 0,9% anche per effetto della decisione di non collocare obbligazioni di terzi nel secondo trimestre 2011, da risparmio gestito dello 0,7% e quello da prodotti assicurativi del 13,4%.

Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 543 milioni di euro, quasi raddoppiato rispetto ai 278 milioni del primo trimestre 2011, con la componente relativa alla clientela che si attesta a 81 milioni da 109 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che sale da 22 a 441 milioni (comprendenti 272 milioni di plusvalenza derivanti dalla cessione del 4% circa di Prada e 154 milioni derivanti dalla cessione della residua quota del 25% di Findomestic), quella dell’attività di proprietary trading e tesoreria che diminuisce da 120 milioni a 11 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che flette da 26 a 11 milioni. Il risultato dell’attività di negoziazione di 543 milioni del secondo trimestre 2011 si confronta con un saldo negativo di 3 milioni del secondo trimestre 2010, trimestre in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 85 milioni, quello della componente di capital markets e attività finanziarie AFS di 16 milioni, quello dei prodotti strutturati di credito di 10 milioni e quello dell’attività di proprietary trading e tesoreria negativo per 114 milioni. Senza la riclassificazione IAS di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione a finanziamenti e crediti e ad attività finanziarie disponibili per la vendita, si sarebbe registrato un impatto negativo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione del secondo trimestre 2011 pari a 28 milioni.
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(2) In occasione della redazione del resoconto intermedio al 30 settembre 2008, sono intervenute - a seguito della crisi finanziaria internazionale - alcune modifiche nei principi contabili internazionali IAS, omologate dalla Commissione Europea, che in estrema sintesi hanno consentito di riclassificare - in determinate circostanze che si configurino come eventi inusuali - strumenti finanziari non quotati, o non più quotati, in un mercato attivo e non più detenuti per finalità di negoziazione o disponibili per la vendita: in particolare dalla categoria degli strumenti di trading  a quella delle attività disponibili per la vendita o delle attività detenute fino alla scadenza o dei finanziamenti e crediti e dalla categoria delle attività disponibili per la vendita a quella dei finanziamenti e crediti. Il Gruppo ha effettuato - in larga misura sulla base dei prezzi al 1° luglio 2008 - una riclassificazione di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione per 2.895 milioni a finanziamenti e crediti e per 98 milioni ad attività finanziarie disponibili per la vendita, senza la quale si sarebbe registrato un impatto negativo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione del secondo trimestre 2011 pari a 28 milioni (un impatto positivo di 23 milioni nel primo semestre 2011, di 92 milioni nell’esercizio 2010 e di 72 milioni nell’esercizio 2009, negativo di 459 milioni nell’esercizio 2008); il Gruppo ha anche effettuato una riclassificazione di attività finanziarie disponibili per la vendita per 6.048 milioni a finanziamenti e crediti. Senza queste riclassificazioni si sarebbe registrato un impatto negativo ante imposte direttamente sul patrimonio netto al 30 giugno 2011 pari a 1.048 milioni (con un impatto negativo di 110 milioni nel secondo trimestre 2011 e positivo di 98 milioni nel primo semestre 2011).
 
Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 165 milioni di euro, rispetto ai 120 milioni del primo trimestre 2011 e ai 151 milioni del secondo trimestre 2010, che aveva beneficiato di plusvalenze da cessione di titoli.

Se si escludono le plusvalenze derivanti dalle operazioni Prada e Findomestic, i proventi operativi netti si confermano in aumento rispetto al secondo trimestre 2010 (+1,7%), mentre registrano una flessione rispetto al primo trimestre 2011 (-2,7%) interamente dovuta al minor apporto del risultato dell’attività di negoziazione, determinato dal peggioramento dei mercati finanziari per le tensioni nell’area euro.   

Gli oneri operativi ammontano a 2.274 milioni di euro, con un aumento del 2,3% - di natura stagionale - rispetto ai 2.223 milioni del primo trimestre 2011, a seguito di una crescita dello 0,3% delle spese del personale, del 6,2% delle spese amministrative e del 2% degli ammortamenti. Rispetto ai 2.277 milioni del secondo trimestre 2010, si registra una flessione dello 0,1%, conseguente a una diminuzione del 2,4% delle spese amministrative e a un aumento dello 0,8% per le spese del personale e del 3,4% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 2.221 milioni di euro, in aumento del 13,3% rispetto ai 1.960 milioni del primo trimestre 2011 e del 28,8% rispetto ai 1.724 milioni del secondo trimestre 2010, con un cost/income ratio nel secondo trimestre 2011 pari al 50,6% rispetto al 53,1% del primo trimestre 2011 e al 56,9% del secondo trimestre 2010. Se si escludono le plusvalenze derivanti dalle operazioni Prada e Findomestic, il risultato della gestione operativa registra una diminuzione dell’8,4% rispetto al primo trimestre 2011 e una crescita del 4,1% rispetto al secondo trimestre 2010, con un cost/income ratio nel secondo trimestre 2011 pari al 55,9%.

Nel secondo trimestre 2011 non si registrano rettifiche di valore dell’avviamento, così come nel primo trimestre 2011 e nel secondo trimestre 2010.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 899 milioni di euro, rispetto ai 710 milioni del primo trimestre 2011 e ai 930 milioni del secondo trimestre 2010. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 65 milioni, rispetto ai 13 milioni del primo trimestre 2011 e ai 98 milioni del secondo trimestre 2010; le rettifiche nette su crediti sono pari a 777 milioni, rispetto ai 680 milioni del primo trimestre 2011 e ai 794 milioni del secondo trimestre 2010, in linea con le attese di una riduzione per il dato dell’intero 2011 rispetto al 2010; le rettifiche nette su altre attività sono pari a 57 milioni (comprendenti 25 milioni di svalutazione di titoli governativi greci con scadenza entro il 2020, alla luce del piano internazionale di scambio volontario del debito greco, a cui Intesa Sanpaolo ha dato la propria adesione), rispetto ai 17 milioni del primo trimestre 2011 e ai 38 milioni del secondo trimestre 2010.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo positivo di 19 milioni di euro (comprendenti un apporto positivo di 146 milioni per la cessione di sportelli a Crédit Agricole e uno negativo di 132 milioni per l’impairment sulla partecipazione detenuta in Telco), rispetto ai 14 milioni del primo trimestre 2011 e al milione del secondo trimestre 2010. 

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 1.341 milioni di euro, in aumento del 6,1% rispetto ai 1.264 milioni del primo trimestre 2011 e del 68,7% rispetto ai 795 milioni del secondo trimestre 2010.

Il risultato netto consolidato è pari a 741 milioni di euro, in crescita del 12,1% rispetto ai 661 milioni di euro del primo trimestre 2011 e in diminuzione del 26% rispetto ai 1.002 milioni del secondo trimestre 2010 (che includeva 648 milioni di plusvalenza netta derivante dalla cessione dell’attività di securities services inclusa nell’utile dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte), dopo la contabilizzazione di:

- imposte per 478 milioni di euro (inclusivi di 57 milioni di oneri derivanti dall’aumento dell’aliquota IRAP);
- oneri di integrazione connessi alla fusione (al netto delle imposte) per 12 milioni;
- oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 85 milioni;
- una quota di pertinenza di terzi per 25 milioni. 

Se si escludono le principali componenti non ricorrenti, il risultato netto nel secondo trimestre 2011 è pari a 529 milioni di euro, in diminuzione del 30,6% rispetto ai 762 milioni di euro del primo trimestre 2011 e in aumento del 5,8% rispetto ai 500 milioni del secondo trimestre 2010.


 
I risultati di conto economico del primo semestre 2011

Il conto economico consolidato del primo semestre 2011 registra proventi operativi netti pari a 8.678 milioni di euro, in aumento del 5,6% rispetto agli 8.220 milioni del primo semestre 2010; la crescita risulta dello 0,4% se si escludono le plusvalenze derivanti dalle operazioni Prada e Findomestic.

In quest’ambito, nel primo semestre 2011 gli interessi netti ammontano a 4.739 milioni, in flessione dell’ 1,6% rispetto ai 4.816 milioni del primo semestre 2010, ma risultano in aumento dello 0,8% se si esclude l’effetto della riduzione delle coperture dal rischio di tasso d’interesse

Le commissioni nette sono pari a 2.784 milioni di euro, in linea con i 2.788 milioni del primo semestre 2010; in dettaglio, si registra un aumento dello 0,5% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una flessione dello 0,8% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli diminuisce del 14% anche per effetto della decisione di non collocare obbligazioni di terzi nel primo semestre 2011, quella relativa ai prodotti assicurativi scende dell’ 1,9% e quella relativa al risparmio gestito cresce del 3%.

Il risultato dell’attività di negoziazione è pari a 821 milioni di euro, rispetto ai 215 milioni del primo semestre 2010, con la componente relativa alla clientela che cresce da 170 a 190 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che sale da 121 a 463 milioni (comprendenti 426 milioni derivanti complessivamente dalle cessioni delle quote in Prada e Findomestic), quella dell’attività di proprietary trading e tesoreria che passa da un apporto negativo di 112 milioni a uno positivo di 131 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che si mantiene invariata a 37 milioni. Senza la riclassificazione IAS di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione a finanziamenti e crediti e ad attività finanziarie disponibili per la vendita, si sarebbe registrato un impatto positivo ante imposte sul risultato dell’attività di negoziazione del primo semestre 2011 pari a 23 milioni.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 285 milioni di euro, rispetto ai 355 milioni del primo semestre 2010, che aveva beneficiato di plusvalenze da cessione di titoli.

Gli oneri operativi ammontano a 4.497 milioni di euro, in flessione dello 0,2% rispetto ai 4.507 milioni del primo semestre 2010, a seguito di una diminuzione del 2,5% delle spese amministrative e di un aumento dello 0,6% delle spese del personale  e del 4,2% degli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 4.181 milioni di euro, in aumento del 12,6% rispetto ai 3.713 milioni del primo semestre 2010, con un cost/income ratio pari al 51,8% rispetto al 54,8% del primo semestre 2010. Se si escludono le plusvalenze derivanti dalle operazioni Prada e Findomestic, il risultato della gestione operativa cresce dell’1,1%, con un cost/income ratio pari al 54,5%.

Nel primo semestre 2011 non si registrano rettifiche di valore dell’avviamento, così come nel primo semestre 2010.

Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette (accantonamenti per rischi e oneri, rettifiche su crediti e rettifiche su altre attività) è pari a 1.609 milioni di euro, in calo del 9,1% rispetto ai 1.771 milioni del primo semestre 2010. Gli accantonamenti per rischi e oneri ammontano a 78 milioni, rispetto ai 184 milioni del primo semestre 2010; le rettifiche nette su crediti sono pari a 1.457 milioni, in diminuzione del 5,6% rispetto ai 1.544 milioni del primo semestre 2010; le rettifiche nette su altre attività sono pari a 74 milioni (comprendenti 25 milioni di svalutazione di titoli governativi greci con scadenza entro il 2020), rispetto ai 43 milioni del primo semestre 2010.

La voce utili/perdite su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti registra un saldo positivo di 33 milioni di euro comprendenti un apporto positivo di 146 milioni per la cessione di sportelli a Crédit Agricole e uno negativo di 132 milioni per l’impairment sulla partecipazione detenuta in Telco, rispetto agli 11 milioni del primo semestre 2010.

Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 2.605 milioni di euro, in aumento del 33,4% rispetto ai 1.953 milioni del primo semestre 2010.

Il risultato netto consolidato è pari a 1.402 milioni di euro, in diminuzione del 17% rispetto ai 1.690 milioni di euro del primo semestre 2010 (che includeva 648 milioni di plusvalenza netta derivante dalla cessione dell’attività di securities services, inclusa nell’utile dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte, e 86 milioni di beneficio fiscale derivante dal rilascio di imposte differite connesso all’affrancamento dell’avviamento), dopo la contabilizzazione di:
- imposte per 973 milioni di euro (inclusivi di 57 milioni di oneri derivanti dall’aumento dell’aliquota IRAP);
- oneri di integrazione connessi alla fusione (al netto delle imposte) per 16 milioni;
- oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) per 171 milioni;
- una quota di pertinenza di terzi per 43 milioni.

Se si escludono le principali componenti non ricorrenti, il risultato netto nel primo semestre 2011 è pari a 1.291 milioni di euro, in aumento del 6,7% rispetto ai 1.210 milioni di euro del primo semestre 2010.

Lo stato patrimoniale al 30 giugno 2011

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 30 giugno 2011 i crediti verso la clientela raggiungono i 372 miliardi di euro, in aumento dello 0,1% rispetto al 30 giugno 2010 (del 2% se si considerano i volumi medi anziché quelli di fine periodo) e in flessione dell’ 1% rispetto al dicembre 2010, a seguito di una riduzione dei crediti alle grandi e grandissime imprese e di un aumento di quelli alle piccole e medie imprese. Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, incagliati, ristrutturati e scaduti/sconfinanti) ammonta - al netto delle rettifiche di valore - a 21.285 milioni di euro, in aumento dell’ 1% rispetto ai 21.071 milioni del 31 dicembre 2010; in quest’ambito, i crediti in sofferenza registrano un aumento a 7.979 milioni di euro dai 7.336 milioni del 31 dicembre 2010, con un’incidenza sui crediti complessivi pari al 2,1% (2% al 31 dicembre 2010) e un grado di copertura del 64% (analogo a quello di fine 2010). Considerando, oltre alle rettifiche specifiche, anche il valore delle garanzie reali e personali relative alle sofferenze, il grado di copertura complessivo delle stesse è pari al 126%. Gli incagli scendono a 8.806 milioni di euro da 8.898 milioni di dicembre 2010, i ristrutturati ammontano a 3.306 milioni di euro rispetto a 3.334 milioni di fine 2010 e i crediti scaduti/sconfinanti scendono a 1.194 milioni di euro rispetto a 1.503 milioni di fine 2010.
 
Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 815 miliardi di euro (dopo le elisioni per le componenti che costituiscono sia raccolta diretta sia raccolta indiretta), in flessione dell’ 1,1% rispetto al 31 dicembre 2010 e del 2,2% rispetto al 30 giugno 2010. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta ammonta a 414 miliardi, in flessione del 2,5% rispetto al 31 dicembre 2010 e del 5,1% rispetto al 30 giugno 2010; la raccolta indiretta raggiunge i 425 miliardi, in crescita dello 0,1% rispetto a fine 2010 e dello 0,5% rispetto al 30 giugno 2010. L’ammontare di risparmio gestito è pari a 232 miliardi, in flessione dello 0,5% rispetto al 31 dicembre 2010 e dell’ 1,8% rispetto al 30 giugno 2010; la nuova produzione vita nel primo semestre del 2011 ammonta a 7,6 miliardi di euro (+7,8% rispetto al primo semestre del 2010). La raccolta amministrata raggiunge i 192 miliardi, in crescita dello 0,7% rispetto al 31 dicembre 2010 e del 3,4% rispetto al 30 giugno 2010.

I coefficienti patrimoniali al 30 giugno 2011 risultano - applicando le regole di Basilea 2 foundation e i modelli interni ai mutui residenziali e al portafoglio corporate e deducendo il valore nominale delle azioni di risparmio - pari al 10,2% per il Core Tier 1 ratio (7,9% al 31 dicembre 2010), all’ 11,8% per il Tier 1 ratio  (9,4% a fine 2010) e al 15,1% per il coefficiente patrimoniale totale (13,2% a fine 2010). Tali coefficienti beneficiano dell’aumento di capitale di 5 miliardi di euro concluso lo scorso giugno nonché dell’avvio delle azioni di ottimizzazione delle attività ponderate per il rischio (RWA) previste nel Piano di Impresa e della riduzione dal 90% all’ 85% del floor imposto dalle autorità di vigilanza ai requisiti determinati secondo i modelli interni. I coefficienti sono calcolati tenendo conto dei dividendi maturati nel semestre per l’esercizio 2011, assumendo come tali la metà dell’importo risultante dalla distribuzione di un dividendo unitario pari a quello pagato nel 2011 per l’esercizio 2010 al numero di azioni in essere dopo l’aumento di capitale.

Le informazioni attualmente disponibili portano a una stima degli effetti sui coefficienti patrimoniali del Gruppo derivanti da Basilea 3 a regime - applicando i parametri indicati per il 2019 ai dati di bilancio del 30 giugno 2011 e considerando l’acquisizione di Banca Monte Parma perfezionata in luglio - nell’ordine di:
- 1,7 miliardi di euro di deduzioni totali dal common equity, nell’ipotesi di deduzione della partecipazione detenuta in Banca d’Italia e considerando l’assorbimento delle imposte differite attive (DTA) previsto prima dell’entrata a regime di Basilea 3,
- 11,6 miliardi di euro aggiuntivi di RWA relativi a DTA e investimenti bancari, finanziari e assicurativi non portati in deduzione perché rientranti nella franchigia,
- 12,4 miliardi di euro aggiuntivi di RWA derivanti da cartolarizzazioni, rischi di mercato (Stress VaR) e rischi di controparte (CVA);
con un conseguente impatto complessivo stimato sul Core Tier 1 ratio  nell’ordine di 120 centesimi di punto (l’impatto effettivo è soggetto all’implementazione della regolamentazione in materia), che porta a un coefficiente pro-forma pari al 9%.


* * *

Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza - oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali - sono costituiti da: 

● eccellente liquidità:
- elevata disponibilità di attivi stanziabili presso le Banche Centrali, pari a un livello corrispondente a una liquidità di 47 miliardi di euro a fine giugno 2011 e di 34 miliardi a fine luglio; in luglio aperta un’operazione di pronti contro termine a 3 mesi da 15 miliardi di euro con BCE per ottimizzare il costo del funding,
- elevato ammontare di attività liquide (costituite da attivi stanziabili disponibili e attivi stanziabili dati a collaterale), pari a circa 80 miliardi di euro sia a fine giugno sia a fine luglio 2011,
- l’ammontare di attivi stanziabili e di attività liquide può essere incrementato in misura significativa se necessario,
- impieghi alla clientela inferiori alla raccolta da clientela,
- fonti di raccolta stabili e ben diversificate,
- raccolta da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per oltre il 70% dalla componente retail,
- a fine luglio 2011 è già stata effettuata raccolta a medio-lungo termine pari a circa l’ 83% dell’ammontare in scadenza nell’intero anno, nel cui ambito la componente wholesale è stata pari alla totalità dell’ammontare in scadenza  nell’intero anno;

● leverage contenuto e adeguata patrimonializzazione:
- leverage molto più basso rispetto agli altri principali gruppi bancari europei,
- un rapporto tra patrimonio netto tangibile e attivo tangibile tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei,
- un risultato dello stress test condotto dall’ EBA nello scorso luglio che ha evidenziato un grado di patrimonializzazione tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei anche in condizioni di shock severi, con un Core Tier 1 ratio nell’ipotesi di scenario avverso al 2012 pari all’ 8,9%, senza considerare i benefici delle cessioni di sportelli a Crédit Agricole e di Findomestic registrati nel secondo trimestre 2011, e al 9,2%, includendoli;

● basso profilo di rischio:
- a fine giugno 2011, il portafoglio titoli di proprietà del Gruppo includeva titoli governativi (emessi da amministrazioni centrali e locali) greci per 559 milioni di euro, irlandesi per 187 milioni e portoghesi per 45 milioni;
- in particolare, per quanto riguarda i titoli governativi greci:
▪ la componente con scadenza entro il 2020 - oggetto del piano internazionale di scambio volontario, a cui Intesa Sanpaolo ha dato la propria adesione - ammontava a 99 milioni, dopo la svalutazione per 25 milioni, basata su una perdita attesa del 21% per i titoli classificati tra i crediti e sul valore di mercato per quelli classificati AFS, con azzeramento delle riserve AFS negative e attribuzione alle gestioni separate assicurative di circa 20 milioni di oneri;
▪ la componente con scadenza oltre tale data ammontava a 460 milioni, con riserve AFS negative in essere per circa 230 milioni (dopo le imposte e l’attribuzione alle gestioni separate assicurative).

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Il Gruppo ha un’esposizione lorda e netta al rischio verso prodotti strutturati di credito con sottostanti attività US Subprime per 25 milioni di euro al 30 giugno 2011. Un’informativa completa e dettagliata in merito ai prodotti strutturati di credito detenuti dal Gruppo viene riportata - come di consueto - nella relazione semestrale approvata dal Consiglio di Gestione nonché nelle specifiche pagine della presentazione dei risultati messa a disposizione del mercato.


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Al 30 giugno 2011, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 7.290 sportelli bancari - di cui 5.547 in Italia e 1.743 all’estero - con 101.169 dipendenti, 77 persone in più rispetto al 31 dicembre 2010.


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I risultati per area di Business

La Divisione Banca dei Territori include:
- clientela Privati, costituita da famiglie (clienti privati con attività finanziarie fino a 100.000 euro), personal (clienti privati con attività finanziarie da 100.000 euro a un milione di euro), small business (piccole imprese con fatturato inferiore a 2,5 milioni e con accordato inferiore a un milione di euro);
- clientela Imprese, costituta da aziende con volume d’affari compreso tra 2,5 e 150 milioni;
-   clientela Private, costituita da clienti privati con attività finanziarie per oltre un milione di euro.
Nella Divisione sono inoltre incluse Intesa Sanpaolo Private Banking, la società del Gruppo dedicata alla clientela Private, Banca Prossima, che opera - attraverso le filiali del Gruppo con presidi locali e specialisti dedicati - al servizio degli enti nonprofit, e società prodotto quali Mediocredito Italiano, specializzata nel credito industriale, le compagnie assicurative EurizonVita, Sud Polo Vita, Intesa Vita, Centrovita Assicurazioni e Intesa Sanpaolo Previdenza, la società fiduciaria SIREFID, Moneta e Neos Finance, specializzate nel credito al consumo, e Setefi, specializzata nella gestione dei pagamenti elettronici.

La Divisione Banca dei Territori nel secondo trimestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 2.383 milioni di euro, con una crescita dello 0,3% rispetto ai 2.376 milioni del primo trimestre 2011;
- oneri operativi per 1.431 milioni, in aumento del 2% rispetto ai 1.403 milioni del primo trimestre 2011;
- un risultato della gestione operativa di 952 milioni, in flessione del 2,2% rispetto ai 974 milioni del primo trimestre 2011, ma in aumento del 6,5% se si esclude il minor apporto delle coperture dal rischio di tasso;
- un cost/income ratio al 60% rispetto al 59% del primo trimestre 2011;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 562 milioni, in aumento del 27,4% rispetto a 441 milioni del primo trimestre 2011;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 389 milioni, in diminuzione del 26,9% rispetto ai 532 milioni del primo trimestre 2011;
- un risultato netto di 99 milioni, in calo del 61,7% rispetto ai 257 milioni del primo trimestre 2011.

La Divisione Banca dei Territori nel primo semestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 4.759 milioni di euro, pari al 55% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (61% nel primo semestre 2010), con una flessione del 4,8% rispetto ai 5.000 milioni del primo semestre 2010;
- oneri operativi per 2.833 milioni, in diminuzione dell’ 1,3% rispetto ai 2.871 milioni del primo semestre 2010;
- un risultato della gestione operativa di 1.926 milioni, in calo del 9,5% rispetto ai 2.129 milioni del primo semestre 2010, ma in aumento del 3,5% se si esclude il minor apporto delle coperture dal rischio di tasso;
- un cost/income ratio al 59,5% rispetto al 57,4% del primo semestre 2010;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 1.004 milioni, in calo del 10,3% rispetto a 1.119 milioni del primo semestre 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 922 milioni, in diminuzione dell’ 8,7% rispetto ai 1.010 milioni del primo semestre 2010;
- un risultato netto di 356 milioni, in diminuzione del 21,8% rispetto ai 455 milioni del primo semestre 2010.

 

Eurizon Capital è la società, che si avvale di una collaborazione sempre più efficace con la Divisione Banca dei Territori, dedicata a fornire prodotti di risparmio gestito di tipo collettivo e individuale alle reti bancarie interne al Gruppo, nonché a sviluppare la presenza nel segmento dell’ “architettura aperta” attraverso specifici accordi di distribuzione con altre reti e investitori istituzionali. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Capital (Lussemburgo) ed Eurizon A.I., preposte alla promozione e alla gestione, rispettivamente, di fondi di diritto lussemburghese e di fondi alternativi, e il 49% della società cinese di asset management Penghua Fund Management.


 
Eurizon Capital nel secondo trimestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 67 milioni di euro, in flessione del 3,3% rispetto ai 69 milioni del primo trimestre 2011;
- oneri operativi per 32 milioni, in linea con il primo trimestre 2011;
- un risultato della gestione operativa per 35 milioni, in diminuzione del 6,9% rispetto ai 37 milioni del primo trimestre 2011;
- un cost/income ratio al 47,8% rispetto al 46,4% del primo trimestre 2011;
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 35 milioni, in diminuzione del 7,1% rispetto a 37 milioni del primo trimestre 2011;
- un risultato netto di 19 milioni, in aumento dell’ 1,2% rispetto ai 18 milioni del primo trimestre 2011.

Eurizon Capital nel primo semestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 136 milioni di euro, pari al 2% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto al primo semestre 2010), in flessione dello 0,7% rispetto ai 137 milioni del primo semestre 2010;
- oneri operativi per 64 milioni, in diminuzione dell’ 1,5% rispetto ai 65 milioni del primo semestre 2010;
- un risultato della gestione operativa per 72 milioni, invariato rispetto al primo semestre 2010;
- un cost/income ratio in miglioramento al 47,1%, dal 47,4% del primo semestre 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte pari a 72 milioni, invariato rispetto al primo semestre 2010;
- un risultato netto di 37 milioni, in crescita del 2,8% rispetto ai 36 milioni del primo semestre 2010.

 

La Divisione Corporate e Investment Banking comprende:
- Large Corporate Italia, cui compete la relazione con i grandi gruppi italiani (imprese prevalentemente con fatturato superiore a 500 milioni di euro);
- Mid Corporate, cui compete la relazione con le imprese italiane con fatturato superiore a 150 milioni e prevalentemente fino a 500 milioni;
- Direzione Internazionale, cui compete la relazione con la clientela corporate estera ed è affidata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Société Européenne de Banque e Intesa Sanpaolo Bank Ireland), nonché l’assistenza specialistica per il sostegno ai processi di internazionalizzazione delle aziende italiane e per il sostegno all’export;
- Global Banking & Transaction, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie italiane ed estere, la gestione dei servizi transazionali nell’ambito dei sistemi di pagamento, nonché la custodia e il regolamento di titoli prevalentemente italiani (local custody);
- Banca IMI, deputata all’attività di investment banking, ossia di realizzazione di prodotti di finanza strutturata e di consulenza nel campo del M&A per la clientela del Gruppo, e a quella di capital markets per i clienti del Gruppo e gli operatori istituzionali nelle attività di market making;
- Merchant Banking, che opera nel comparto del private equity anche tramite le società Private Equity International (PEI) e IMI Investimenti.
Nel perimetro della Divisione rientrano inoltre l’attività di Leasint, Centro Leasing,  Mediofactoring e quella di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.

La Divisione Corporate e Investment Banking nel secondo trimestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 1.148 milioni di euro, con una crescita del 27,1% rispetto ai 903 milioni del primo trimestre 2011 derivante dai 272 milioni di plusvalenza Prada;
- oneri operativi per 235 milioni, in aumento del 6,7% rispetto ai 220 milioni del primo trimestre 2011;
- un risultato della gestione operativa di 912 milioni, in aumento del 33,7% rispetto ai 683 milioni del primo trimestre 2011;
- un cost/income ratio in miglioramento al 20,5%, dal 24,4% del primo trimestre 2011;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 124 milioni, rispetto ai 100 milioni del primo trimestre 2011;
-  un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti negativo per 138 milioni (dovuto ai 132 milioni di impairment sulla partecipazione in Telco) rispetto a quello negativo di 2 milioni del primo trimestre 2011;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 650 milioni, in aumento dell’ 11,9% rispetto ai 581 milioni del primo trimestre 2011;
- un risultato netto di 450 milioni, in crescita del 16,1% rispetto ai 387 milioni del primo trimestre 2011.

 
La Divisione Corporate e Investment Banking nel primo semestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 2.051 milioni di euro (inclusivi di 272 milioni di plusvalenza Prada), pari al 23% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (22% nel primo semestre 2010), con una crescita del 15,3% rispetto ai 1.779 milioni del primo semestre 2010;
- oneri operativi per 456 milioni, in aumento del 6,8% rispetto ai 427 milioni del primo semestre 2010;
- un risultato della gestione operativa di 1.595 milioni, in aumento del 18% rispetto ai 1.352 milioni del primo semestre 2010;
- un cost/income ratio in miglioramento al 22,2%, dal 24% del primo semestre 2010;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 225 milioni, in aumento del 7,7% rispetto ai 209 milioni del primo semestre 2010;
- un saldo netto su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti negativo per 140 milioni (inclusivi di 132 milioni di impairment Telco) rispetto a quello negativo di 4 milioni del primo semestre 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 1.230 milioni, in aumento dell’ 8% rispetto ai 1.139 milioni del primo semestre 2010;
- un risultato netto di 837 milioni, in crescita del 12,3% rispetto ai 745 milioni del primo semestre 2010.

 

Public Finance ha il compito di servire la clientela Stato, enti pubblici, enti locali, public utilities, general contractor e sanità pubblica e privata, sviluppando le attività di finanziamento e l’operatività bancaria corrente, la finanza di progetto, le cartolarizzazioni e la consulenza di carattere finanziario, con l'obiettivo di favorire la collaborazione tra pubblico e privato e di assistere le iniziative e i progetti di investimento nelle grandi infrastrutture, la sanità, la ricerca e la pubblica utilità in genere. L’attività è svolta tramite Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo.

Public Finance nel secondo trimestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 90 milioni di euro, con una diminuzione del 14,6% rispetto ai 106 milioni del primo trimestre 2011;
- oneri operativi per 19 milioni, in linea con il primo trimestre 2011;
- un risultato della gestione operativa di 72 milioni, in diminuzione del 17,9% rispetto a 87 milioni del primo trimestre 2011;
- un cost/income ratio al 21,1% rispetto al 17,9% del primo trimestre 2011;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette di 27 milioni (inclusivi di 12 milioni di svalutazione su titoli governativi greci), rispetto ai 2 milioni del primo trimestre 2011;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 45 milioni, in calo del 47,3% rispetto agli 85 milioni del primo trimestre 2011;
- un risultato netto di 27 milioni, in diminuzione del 47,3% rispetto ai 51 milioni del primo trimestre 2011.

Public Finance nel primo semestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 196 milioni di euro, pari al 2% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto al primo semestre 2010), con un aumento del 23,3% rispetto ai 159 milioni del primo semestre 2010;
- oneri operativi per 37 milioni, in calo del 9,8% rispetto ai 41 milioni del primo semestre 2010;
- un risultato della gestione operativa di 159 milioni, in aumento del 34,7% rispetto a 118 milioni del primo semestre 2010;
- un cost/income ratio in miglioramento al 18,9%, dal 25,8% del primo semestre 2010;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette di 29 milioni (inclusivi di 12 milioni di svalutazione su titoli governativi greci), rispetto ai 13 milioni del primo semestre 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 130 milioni, in aumento del 23,8% rispetto ai 105 milioni del primo semestre 2010;
- un risultato netto di 78 milioni, in crescita del 21,9% rispetto ai 64 milioni del primo semestre 2010.

 

 
La Divisione Banche Estere presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche commerciali controllate e partecipate, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate estere che svolgono prevalentemente attività bancaria retail; è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione Corporate e Investment Banking. La Divisione è strutturata in tre Direzioni, a presidio dei diversi ambiti geografici in cui opera: i) la Direzione Area Banche SEE, cui fanno capo le partecipazioni nelle banche operanti in Europa Sud Orientale, Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina, Intesa Sanpaolo Bank Albania, Intesa Sanpaolo Bank Romania e Banca CR Firenze Romania; ii) la Direzione Area Banche CEE, cui fanno capo le partecipazioni nelle banche operanti in Europa Centro Orientale, Banka Koper in Slovenia, VUB Banka in Slovacchia, CIB Bank in Ungheria; iii) la Direzione Aree Banche CIS e South Mediterranean, cui fanno capo le controllate Banca Intesa nella Federazione Russa, Pravex-Bank in Ucraina e Bank of Alexandria in Egitto.

La Divisione Banche Estere nel secondo trimestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 598 milioni di euro, in aumento dell’ 1,3% rispetto ai 590 milioni del primo trimestre 2011;
- oneri operativi per 291 milioni, in crescita dell’ 1,8% rispetto ai 286 milioni del primo trimestre 2011;
- un risultato della gestione operativa di 307 milioni, in aumento dello 0,9% rispetto ai 304 milioni del primo trimestre 2011;
- un cost/income ratio al 48,7% rispetto al 48,5% del primo trimestre 2011;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 140 milioni, in diminuzione del 23,1% rispetto ai 182 milioni del primo trimestre 2011;
- un saldo positivo su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti per 2 milioni, in linea con il primo trimestre 2011;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 169 milioni, in aumento del 37,2% rispetto ai 123 milioni del primo trimestre 2011;
- un risultato netto di 128 milioni, in crescita del 48,3% rispetto agli 86 milioni del primo trimestre 2011.

La Divisione Banche Estere nel primo semestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 1.188 milioni di euro, pari al 14% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto al primo semestre 2010), con una crescita del 5,6% rispetto ai 1.125 milioni del primo semestre 2010;
- oneri operativi per 576 milioni, in aumento dell’ 1,1% rispetto ai 570 milioni del primo semestre 2010;
- un risultato della gestione operativa di 612 milioni, in aumento del 10,3% rispetto ai 555 milioni del primo semestre 2010 (del 12% escludendo l’effetto cambio);
- un cost/income ratio in miglioramento al 48,5% dal 50,7% del primo semestre 2010;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e di rettifiche nette pari a 324 milioni, in aumento del 17,8% rispetto ai 275 milioni del primo semestre 2010;
- un saldo positivo su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti per 4 milioni rispetto al milione del primo semestre 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 292 milioni, in aumento del 3,9% rispetto ai 281 milioni del primo semestre 2010;
- un risultato netto di 214 milioni, in crescita del 2,9% rispetto ai 208 milioni del primo semestre 2010.


 
Banca Fideuram, che svolge attività di asset gathering tramite la propria rete di private bankers al servizio della clientela con un potenziale di risparmio medio/alto e la cui operatività include Fideuram Vita, nel secondo trimestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 204 milioni di euro, in aumento del 4% rispetto ai 196 milioni del primo trimestre 2011;
- oneri operativi per 88 milioni, in crescita del 6,5% rispetto agli 82 milioni del primo trimestre 2011;
- un risultato della gestione operativa di 116 milioni, in aumento del 2,2% rispetto ai 114 milioni del primo trimestre 2011;
- un cost/income ratio al 43,1% rispetto al 41,8% del primo trimestre 2011;
- accantonamenti e rettifiche nette per 22 milioni (inclusivi di 6 milioni di svalutazione su titoli governativi greci), rispetto agli 8 milioni del primo trimestre 2011;
- un saldo positivo su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti per 7 milioni rispetto al saldo nullo del primo trimestre 2011;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 101 milioni, in flessione del 3,7% rispetto ai 105 milioni del primo trimestre 2011;
- un risultato netto di 53 milioni, in crescita dell’ 1,4% rispetto ai 52 milioni del primo trimestre 2011; escludendo l’effetto degli oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione, il risultato netto del secondo trimestre 2011 sarebbe di 75 milioni, rispetto ai 77 milioni del primo trimestre 2011.

Banca Fideuram nel primo semestre 2011 registra:
- proventi operativi netti per 400 milioni di euro, pari al 5% dei proventi operativi netti consolidati di Gruppo (incidenza invariata rispetto al primo semestre 2010), in aumento del 7,2% rispetto ai 373 milioni del primo semestre 2010;
- oneri operativi per 170 milioni, in crescita dell’ 1,2% rispetto ai 168 milioni del primo semestre 2010;
- un risultato della gestione operativa di 230 milioni, in crescita del 12,2% rispetto ai 205 milioni del primo semestre 2010;
- un cost/income ratio in miglioramento al 42,5%, rispetto al 45% del primo semestre 2010;
- accantonamenti e rettifiche nette per 30 milioni (inclusivi di 6 milioni di svalutazione su titoli governativi greci), in calo del 31,8% rispetto ai 44 milioni del primo semestre 2010;
- un saldo positivo su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti per 7 milioni rispetto al saldo nullo del primo semestre 2010;
- un risultato corrente al lordo delle imposte di 207 milioni, in aumento del 28,6% rispetto ai 161 milioni del primo semestre 2010;
- un risultato netto di 105 milioni, in crescita del 78% rispetto ai 59 milioni del primo semestre 2010; escludendo l’effetto degli oneri derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione, il risultato netto del primo semestre 2011 sarebbe di 152 milioni, rispetto ai 111 milioni del primo semestre 2010.

Le prospettive per l’esercizio in corso

Si ritiene che il Gruppo Intesa Sanpaolo nel 2011 possa registrare, rispetto al 2010, una ripresa dei ricavi, un contenimento degli oneri operativi e una riduzione del costo del cattivo credito, con un conseguente miglioramento della redditività dell’operatività ordinaria, in linea con il Piano d’Impresa 2011-2013/2015, che si pone l’obiettivo prioritario di garantire una redditività sostenibile nel medio periodo, sviluppando l’attività fondata sulla relazione di lungo periodo con la clientela, calibrando controllo dei costi e investimenti, presidiando la qualità del credito e rafforzando la liquidità e la patrimonializzazione.


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Ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di conto economico del 2010 sono stati riesposti a seguito principalmente di tre operazioni:
1. la cessione di Cassa di Risparmio della Spezia e di 96 sportelli al gruppo Crédit Agricole, perfezionata nel gennaio, marzo e giugno 2011: per i quattro trimestri 2010 le relative componenti sono state deconsolidate linea per linea, attribuendo il relativo apporto in termini di utile netto agli utili di pertinenza di terzi;
2. l’acquisizione di 50 sportelli ceduti da Banca Monte dei Paschi di Siena, entrati nel perimetro di consolidamento integrale per quanto riguarda il conto economico nel terzo trimestre 2010: per i primi due trimestri 2010 le relative componenti sono state consolidate linea per linea, attribuendo il relativo apporto in termini di utile netto agli utili di pertinenza di terzi;
3. l’acquisizione del restante 50% del capitale di Intesa Vita non detenuto dal Gruppo Intesa Sanpaolo, ceduto dal Gruppo Generali, perfezionata nel settembre 2010, che ha portato all’ingresso di Intesa Vita nel perimetro di consolidamento integrale per quanto riguarda il conto economico nel quarto trimestre 2010: per i primi tre trimestri 2010 le relative componenti sono state consolidate linea per linea, attribuendo il relativo apporto in termini di utile netto agli utili di pertinenza di terzi.
Inoltre, sempre ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di stato patrimoniale:
1. dei quattro trimestri 2010 sono stati riesposti deconsolidando linea per linea le componenti relative a Cassa di Risparmio della Spezia e a 96 sportelli oggetto di cessione nel gennaio, marzo e giugno 2011 al gruppo Crédit Agricole e attribuendo il relativo apporto in termini di sbilancio tra le pertinenti attività e passività alla posizione interbancaria;
2. del primo trimestre 2010 sono stati riesposti consolidando linea per linea le componenti riguardanti  l’acquisizione dei 50 sportelli ceduti da Banca Monte dei Paschi di Siena perfezionata nel giugno 2010;
3. dei primi due trimestri 2010 sono stati riesposti consolidando linea per linea le componenti riguardanti Intesa Vita.
Infine, i dati di conto economico e di stato patrimoniale relativi alle aree di Business sono stati riesposti:
1. per i quattro trimestri 2010 a seguito della riallocazione di Intesa Sanpaolo Suisse Private Bank dalla Divisione Corporate e Investment Banking alla Divisione Banca dei Territori;
2. per i primi due trimestri 2010 a seguito dell’attribuzione a Banca Fideuram del ramo d’azienda Fideuram Vita scorporato da EurizonVita e quindi dalla Divisione Banca dei Territori;
3. per i primi tre trimestri 2010 a seguito della riallocazione di Neos Finance dal Centro di Governo alla Divisione Banca dei Territori.     


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L’utile netto normalizzato è stato calcolato escludendo le principali componenti non ricorrenti costituite da:

nel primo trimestre 2011: 1) 11 milioni di imposta straordinaria riguardante la controllata ungherese, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 2)  6 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 4 milioni e 3) 86 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel secondo trimestre 2011: 1) 272 milioni di plusvalenza derivante dalla cessione del 4% di Prada inclusi nel risultato dell’attività di negoziazione e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 253 milioni, 2) 154 milioni di plusvalenza derivante dalla cessione del restante 25% di Findomestic inclusi nel risultato dell’attività di negoziazione, relative imposte e quota di pertinenza di terzi, che portano a una plusvalenza netta di pertinenza del Gruppo di 128 milioni, 3) 25 milioni di oneri derivanti dalla svalutazione dei titoli governativi greci con scadenza  entro il 2020 e relativi risparmi di imposta, che portano a oneri netti di 17 milioni, 4) 146 milioni di plusvalenza derivante dalla cessione di sportelli a Crédit Agricole inclusi nell’utile delle attività detenute fino a scadenza e su altri investimenti, relative imposte e quota di pertinenza di terzi, che portano a una plusvalenza netta di pertinenza del Gruppo di 145 milioni, 5) 132 milioni di oneri derivanti dall’impairment della partecipazione in Telco inclusi nell’utile delle attività detenute fino a scadenza e su altri investimenti, 6) 11 milioni di imposta straordinaria riguardante la controllata ungherese, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 7) 57 milioni di oneri derivanti dall’aumento dell’aliquota IRAP inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 8) 18 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 12 milioni e 9) 85 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel primo trimestre 2010: 1) 86 milioni di beneficio fiscale derivante dal rilascio di imposte differite connesso all’affrancamento dell’avviamento da parte di alcune controllate, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 2) 23 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 16 milioni e 3) 92 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel secondo trimestre 2010: 1) 19 milioni di competenza del primo semestre 2010 di imposta straordinaria riguardante la controllata ungherese, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 2) 664 milioni di plusvalenze derivanti dalla cessione dell’attività di securities services e relative imposte, che portano a una plusvalenza netta di 648 milioni inclusa nell’utile dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte, 3) 41 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 27 milioni e 4) 100 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;

nel terzo trimestre 2010: 1) 9 milioni di imposta straordinaria riguardante la controllata ungherese, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 2) 13 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 11 milioni e 3) 102 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione;
nel quarto trimestre 2010: 1) 100 milioni di stanziamento prudenziale per possibili definizioni di controversie, inclusi negli accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri, 2) 255 milioni di apporto positivo derivante dall’adeguamento al fair value della valutazione del 50% di Intesa Vita già detenuto, conseguente all’acquisizione del controllo totalitario, inclusi negli utili su attività finanziarie detenute sino a scadenza e su altri investimenti, 3) 15 milioni di imposta straordinaria riguardante la controllata ungherese, inclusi nelle imposte sul reddito dell’attività corrente, 4) 27 milioni di oneri di integrazione connessi alla fusione e relativi risparmi d’imposta, che portano a oneri netti pari a 18 milioni e 5) 102 milioni di oneri, al netto delle imposte, derivanti dall’allocazione del costo di acquisizione.

 

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Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti nel primo semestre del 2011, si allegano i prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale consolidati riclassificati inclusi nella relazione approvata dal Consiglio di Gestione. Si precisa che tali prospetti non sono oggetto di verifica da parte della società di revisione e che quest’ultima, incaricata di certificare su base limitata la relazione semestrale, non ha ancora completato il proprio esame.

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Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Ernesto Riva, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.


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La presente comunicazione e le informazioni ivi contenute non ha finalità di né costituisce in alcun modo consulenza in materia di investimenti. Le dichiarazioni ivi contenute non sono state oggetto di verifica indipendente. Non viene fatta alcuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita,  in riferimento a, e nessun affidamento dovrebbe essere fatto relativamente all’imparzialità, accuratezza, completezza, correttezza e affidabilità delle informazioni ivi contenute. La Società e i suoi rappresentanti declinano ogni responsabilità (sia per negligenza o altro), derivanti in qualsiasi modo da tali informazioni e/o per eventuali perdite derivanti dall’utilizzo o meno di questa comunicazione. Accedendo a questi materiali, il lettore accetta di essere vincolato dalle limitazioni di cui sopra.

Questo comunicato stampa contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come “è possibile,” “si dovrebbe,” “si prevede,” “ci si attende,” “si stima,” “si ritiene,” “si intende,” “si progetta,” “obiettivo” oppure dall’uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall’uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l’osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative
  


 

 

 

 

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