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INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 GIUGNO 2020

I RISULTATI DEL PRIMO SEMESTRE 2020 CONFERMANO LA CAPACITÀ DI INTESA SANPAOLO DI AFFRONTARE EFFICACEMENTE LA COMPLESSITÀ DEL CONTESTO CONSEGUENTE ALL’EPIDEMIA DA COVID-19, RIFLETTENDO LA REDDITIVITÀ SOSTENIBILE - DERIVANTE DALLA SOLIDITÀ DELLA BASE PATRIMONIALE E DELLA POSIZIONE DI LIQUIDITÀ, DAL MODELLO DI BUSINESS RESILIENTE E BEN DIVERSIFICATO E DALLA FLESSIBILITÀ STRATEGICA NELLA GESTIONE DEI COSTI OPERATIVI - E IL SUPPORTO DEL GRUPPO ALL’ITALIA ANCHE CON L’IMPEGNO A DIVENTARE UN PUNTO DI RIFERIMENTO IN TERMINI DI SOSTENIBILITÀ E RESPONSABILITÀ SOCIALE E CULTURALE. LA GENERAZIONE DI VALORE SOSTENIBILE PER TUTTI GLI STAKEHOLDER VERRÀ ACCRESCIUTA DALL’UNIONE CON UBI BANCA.

INIZIATIVE DI INTESA SANPAOLO PER CONTRASTARE GLI EFFETTI DI COVID-19:
-  CONDIZIONI DI SICUREZZA PER LE PERSONE DEL GRUPPO E I CLIENTI;
-  SOSTEGNO ALLE INIZIATIVE SANITARIE CON DONAZIONI CHE HANNO SUPERATO € 100 MLN;
-  DESTINAZIONE DI € 125 MLN DEL FONDO IMPACT (PARI AL 50%) ALLA RIDUZIONE DEL DISAGIO SOCIO ECONOMICO;
-  PRIMA BANCA IN ITALIA A CONCEDERE MORATORIE PRECEDENDO LO SPECIFICO QUADRO NORMATIVO (FINORA € 47 MLD) E A FIRMARE IL PROTOCOLLO D’INTESA CON SACE FORNENDO IMMEDIATO SUPPORTO ALLE IMPRESE DA DECRETO LIQUIDITÀ (FINORA € 17 MLD COMPRESO IL FONDO PMI);
-  DISPONIBILITÀ A EROGARE € 50 MLD DI NUOVI CREDITI ALLE IMPRESE E AI PROFESSIONISTI, PER LA SALVAGUARDIA DELL’OCCUPAZIONE E LA GESTIONE DEI PAGAMENTI DURANTE L’EMERGENZA.

LE TENDENZE DEL NUOVO CONTESTO TROVANO INTESA SANPAOLO PREPARATA GRAZIE AI VANTAGGI COMPETITIVI DEL GRUPPO:
-  LEADERSHIP NEL WEALTH MANAGEMENT & PROTECTION E RAFFORZAMENTO NEL SETTORE SALUTE CON RBM;
-  EFFICACE GESTIONE PROATTIVA DEL CREDITO (PULSE, CON CIRCA 380 PERSONE DEDICATE) E PARTNERSHIP STRATEGICHE DEL GRUPPO CON PRIMARI OPERATORI INDUSTRIALI ATTIVI NELLA GESTIONE DEI CREDITI DETERIORATI;
-  FORTE PROPOSTA DIGITALE, CON CIRCA 10 MLN DI CLIENTI MULTICANALE E CIRCA 6 MLN DI CLIENTI CHE USANO L’APP DI INTESA SANPAOLO, E PARTNERSHIP STRATEGICA CON NEXI NEI SISTEMI DI PAGAMENTO;
-  CIRCA 60.000 PERSONE DEL GRUPPO IN SMARTWORKING E OTTIMIZZAZIONE DEL MODELLO DISTRIBUTIVO, CON LA RAZIONALIZZAZIONE DEL NUMERO DI FILIALI, LA PARTNERSHIP STRATEGICA BANCA 5 - SISALPAY E LA MAGGIORANZA DEI CLIENTI CHE VERRÀ SERVITA TRAMITE I CANALI ALTERNATIVI;
-  LEADERSHIP NELL’INCLUSIONE IN INDICI DI SOSTENIBILITÀ E VALUTAZIONI INTERNAZIONALI ESG.

ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI: COMMON EQUITY TIER 1 RATIO PRO-FORMA A REGIME AL 14,9% TENENDO CONTO DEI DIVIDENDI MATURATI NEL 1° SEM. 2020.

NEL 1° SEM. 2020, UTILE NETTO A € 2.566 MLN (+13,2% VS 1° SEM. 2019), CHE INCLUDE RETTIFICHE DI VALORE SU CREDITI PARI A CIRCA € 880 MLN PER I FUTURI IMPATTI DI COVID-19, PRINCIPALMENTE A COPERTURA GENERICA SU CREDITI IN BONIS.

RISULTATO CORRENTE LORDO IN AUMENTO DEL 7,1% VS 1° SEM. 2019, RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA IN CRESCITA DEL 2,8%, PROVENTI OPERATIVI NETTI STABILI, COSTI OPERATIVI IN CALO DEL 2,8% E COST/INCOME AL 48,5%.

MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DEL CREDITO: RIDUZIONE DEI CREDITI DETERIORATI LORDI SENZA ONERI STRAORDINARI PER GLI AZIONISTI, DEL 4,6% VS FINE 2019 E DI CIRCA € 23 MLD DA FINE 2017 REALIZZANDO GIÀ IL 90% DELL’OBIETTIVO PREVISTO PER L’INTERO QUADRIENNIO DEL PIANO DI IMPRESA 2018-2021; INCIDENZA DEI CREDITI DETERIORATI SUI CREDITI COMPLESSIVI AL 7,1% AL LORDO DELLE RETTIFICHE E AL 3,5% AL NETTO; COSTO DEL RISCHIO DEL 1° SEM. 2020 ANNUALIZZATO A 46 CENTESIMI DI PUNTO ESCLUDENDO L’IMPATTO DELLE RETTIFICHE PER I FUTURI IMPATTI DI COVID-19 (PARI A 43 CENTESIMI DI PUNTO, DI CUI 36 PER COPERTURA GENERICA SU CREDITI IN BONIS E 7 PER COPERTURA SPECIFICA SU CREDITI DETERIORATI).

INTESA SANPAOLO È UN ACCELERATORE DELLA CRESCITA DELL’ECONOMIA REALE IN ITALIA: CIRCA € 35 MLD DI NUOVO CREDITO A MEDIO-LUNGO TERMINE A FAMIGLIE E IMPRESE DEL PAESE NEL 1° SEM. 2020; CIRCA 4.300 AZIENDE RIPORTATE IN BONIS NEL 1° SEM. 2020 E CIRCA 116.000 DAL 2014, PRESERVANDO RISPETTIVAMENTE CIRCA 22.000 E 580.000 POSTI DI LAVORO.

RESPONSABILITÀ SOCIALE E CULTURALE DEL GRUPPO, CHE IN ITALIA HA PORTATO A: INIZIATIVE PER RIDURRE LA POVERTÀ INFANTILE E SUPPORTARE LE PERSONE IN DIFFICOLTÀ FORNENDO DAL 2018 CIRCA 10,8 MLN DI PASTI, 537.000 POSTI LETTO, 176.000 MEDICINALI E 114.000 CAPI DI ABBIGLIAMENTO; SUPPORTO A FAMIGLIE E IMPRESE COLPITE DA DISASTRI NATURALI, NEL 1° SEM. 2020 CON CIRCA 130 MORATORIE SU CIRCA 700 MLN DI DEBITO RESIDUO E FINANZIAMENTI AGEVOLATI PER CIRCA € 97 MLN (CIRCA € 431 MLN DAL 2018); FONDO IMPACT CON € 60 MLN EROGATI DA “PER MERITO” DAL LANCIO, LA PRIMA LINEA DI CREDITO NON GARANTITO DEDICATA A TUTTI GLI STUDENTI UNIVERSITARI ITALIANI, E L’AVVIO A LUGLIO 2020 DEL CREDITO AGEVOLATO MAMMA@WORK PER CONCILIARE MATERNITÀ E LAVORO; PLAFOND CREDITIZIO CIRCULAR ECONOMY PER € 5 MLD A SUPPORTO DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE, CON 343 PROGETTI ANALIZZATI, DI CUI 119 GIÀ FINANZIATI PER € 1.237 MLN (€478 MLN NEL 1°  SEM. 2020); FINANZIAMENTO S-LOAN PER MIGLIORARE LA SOSTENIBILITÀ DELL PMI (€ 2 MLD ALLOCATI NELL’AMBITO DI € 50 MLD DEDICATI ALL’ECONOMIA VERDE); NEL 1° SEM. 2020 ANALIZZATE CIRCA 600 INIZIATIVE DI START-UP (OLTRE 1.800 DAL 2018) IN 2 PROGRAMMI DI ACCELERAZIONE CON 37 START-UP ASSISTITE (CIRCA 270 DAL 2018); PROGRAMMA “GIOVANI E LAVORO” PER L’ACCESSO AL MERCATO DEL LAVORO ITALIANO DI 5.000 GIOVANI: NEL 1° SEM. 2020 RICHIESTE DI ISCRIZIONE DI CIRCA 4.980 GIOVANI (CIRCA 14.300 DAL 2019), CIRCA 990 STUDENTI INTERVISTATI E CIRCA 410 FORMATI E IN FORMAZIONE CON 18 CORSI, OLTRE 1.300 AZIENDE COINVOLTE DAL LANCIO DELL’INIZIATIVA; DURANTE IL LOCKDOWN, IN FORMATO DIGITALE, CONTINUATA LA MOSTRA CANOVA/THORVALDSEN, UNA DELLE PIÙ VISITATE IN ITALIA, E REALIZZATE IMPORTANTI INIZIATIVE CULTURALI.
 

  • SOLIDO UTILE NETTO:
    • € 2.566 MLN NEL 1° SEM. 2020, +13,2% VS € 2.266 MLN NEL 1° SEM. 2019
  • RISULTATO CORRENTE LORDO IN AUMENTO DEL 7,1% VS IL 1° SEM. 2019
  • RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA IN CRESCITA DEL 2,8% VS IL 1° SEM. 2019
  • PROVENTI OPERATIVI NETTI STABILI VS IL 1° SEM. 2019
  • COSTI OPERATIVI IN DIMINUZIONE DEL 2,8% VS IL 1° SEM. 2019
  • MIGLIORAMENTO DEL TREND DELLA QUALITA’ DEL CREDITO:
    • CALO DEI CREDITI DETERIORATI, SENZA ONERI STRAORDINARI PER GLI AZIONISTI:
      • RIDUZIONE DI CIRCA € 23 MLD DAL DICEMBRE 2017 E DI CIRCA € 36 MLD DAL PICCO DI SETTEMBRE 2015 AL LORDO DELLE RETTIFICHE (*), RISPETTIVAMENTE DI CIRCA € 10 MLD E CIRCA € 22 MLD ESCLUDENDO LE CESSIONI A INTRUM E A PRELIOS
      • STOCK -4,6% VS FINE 2019  AL LORDO DELLE RETTIFICHE E -1,5%  AL NETTO (-5,7% AL LORDO E -3,6% AL NETTO SE SI ESCLUDE LA NUOVA DEFINIZIONE DI DEFAULT), INCIDENZA DEI CREDITI DETERIORATI SUI CREDITI COMPLESSIVI AL 7,1% AL LORDO DELLE RETTIFICHE E AL 3,5% AL NETTO 
    • COSTO DEL RISCHIO NEL PRIMO SEMESTRE 2020 ANNUALIZZATO A 46 CENTESIMI DI PUNTO ESCLUDENDO L’IMPATTO DELLE RETTIFICHE PER I FUTURI IMPATTI DI COVID-19 (PARI A 43 CENTESIMI DI PUNTO, DI CUI 36 PER COPERTURA GENERICA SU CREDITI IN BONIS E 7 PER COPERTURA SPECIFICA SU CREDITI DETERIORATI)
  • ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI: 
    • COMMON EQUITY TIER 1 RATIO AL 30 GIUGNO 2020, TENENDO CONTO DI € 1.925 MLN DI DIVIDENDI MATURATI NEL PRIMO SEMESTRE 2020:
      • 14,9% PRO-FORMA A REGIME (1) (2)
      • 14,6% SECONDO I CRITERI TRANSITORI PER IL 2020 (2) (**)

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(1) Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 giugno 2020 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e la prevista distribuzione dell’utile assicurativo del primo semestre 2020.
(2) Dopo la deduzione dei dividendi maturati nel primo semestre 2020 e delle cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1
(*) Escludendo l’adozione della nuova definizione di default recepita dal novembre 2019.
(**) Pari al 13,8% escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9.

 


DATI DI SINTESI:

 

 

 

PROVENTI OPERATIVI

NETTI:

2° TRIM. 2020

1° SEM.  2020

 

 

-16,3%

+0,0%

A € 4.136 MLN DA € 4.939 MLN DEL 1° TRIM. 2020

A € 9.075 MLN DA € 9.075 MLN DEL 1° SEM. 2019

COSTI

OPERATIVI:

2° TRIM. 2020

1° SEM.  2020

 

 

+2,6%

-2,8%

A € 2.230 MLN DA € 2.173 MLN DEL 1° TRIM. 2020

A € 4.403 MLN DA € 4.531 MLN DEL 1° SEM. 2019

RISULTATO GESTIONE

OPERATIVA:

2° TRIM. 2020

1° SEM.  2020

 

 

-31,1%

+2,8%

A € 1.906 MLN DA € 2.766 MLN DEL 1° TRIM. 2020

A € 4.672 MLN DA € 4.544 MLN DEL 1° SEM. 2019

RISULTATO CORRENTE

LORDO:

2° TRIM. 2020

1° SEM.  2020

 

 

€ 1.883 MLN

€ 3.859 MLN

 

DA € 1.976 MLN DEL 1° TRIM. 2020

DA € 3.602 MLN DEL 1° SEM. 2019

 

RISULTATO NETTO:

2° TRIM. 2020

1° SEM.  2020

 

 

€ 1.415 MLN

€ 2.566 MLN

 

DA € 1.151 MLN DEL 1° TRIM. 2020

DA € 2.266 MLN DEL 1° SEM. 2019

COEFFICIENTI

COMMON EQUITY TIER 1 RATIO POST DIVIDENDI MATURATI NEL 1° SEM. 2020:

PATRIMONIALI:

14,9%

14,6%

PRO-FORMA A REGIME (3) (4);

CON CRITERI TRANSITORI PER IL 2020 (4) (5)

         

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(3)    Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 giugno 2020 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggreg1to di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e la prevista distribuzione dell’utile assicurativo del primo semestre 2020.
(4)    Dopo la deduzione dei dividendi maturati nel primo semestre 2020 e delle cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(5)    Pari al 13,8% escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9.

 

Torino, Milano, 4 agosto 2020 – Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo in data odierna ha approvato la relazione consolidata al 30 giugno 2020 (6).

I risultati del primo semestre 2020 confermano la capacità di Intesa Sanpaolo di affrontare efficacemente la complessità del contesto conseguente all’epidemia da COVID-19, riflettendo la redditività sostenibile - che deriva dalla solidità della base patrimoniale e della posizione di liquidità, dal modello di business resiliente e ben diversificato e dalla flessibilità strategica nella gestione dei costi operativi - e il supporto del Gruppo all’Italia anche con l’impegno a diventare un punto di riferimento in termini di sostenibilità e responsabilità sociale e culturale.

La generazione di valore sostenibile per tutti gli stakeholder verrà accresciuta dall’unione con UBI Banca - che non presenta complessità significative, anche in considerazione della comprovata capacità di Intesa Sanpaolo di realizzare integrazioni - valorizzando le realtà locali e le persone di UBI Banca e conseguendo un’ulteriore riduzione del profilo di rischio e importanti sinergie senza costi sociali.

Rispetto al primo semestre 2019, Intesa Sanpaolo registra, in particolare, un miglioramento dei coefficienti patrimoniali, dell’efficienza e della qualità dell’attivo. Anche il costo del rischio risulta in miglioramento se si escludono le rettifiche di valore su crediti per i futuri impatti di COVID-19, effettuati principalmente a copertura generica su crediti in bonis.

Le tendenze del nuovo contesto trovano Intesa Sanpaolo preparata grazie ai vantaggi competitivi del Gruppo:
-   aumento della domanda di protezione della salute, del risparmio e delle attività economiche delle aziende: leadership di Intesa Sanpaolo nel Wealth Management & Protection e rafforzamento nel settore salute con l’acquisizione di RBM;
-  maggior grado di rischio: efficace gestione proattiva del credito (Pulse, con circa 380 persone dedicate) e partnership strategiche del Gruppo con primari operatori industriali attivi nella gestione dei crediti deteriorati; primo posto tra le aziende italiane nella competizione “Cyber Resilience amid a Global Pandemic”, organizzata da AIPSA (Associazione Italiana Professionisti Security Aziendale);
-   digitalizzazione della clientela: posizionamento ai vertici in Europa per funzionalità di mobile app e forte proposta digitale del Gruppo, con circa 10 milioni di clienti multicanale e circa 6 milioni di clienti che usano l’App di Intesa Sanpaolo, e partnership strategica con Nexi nei sistemi di pagamento (partecipazione del 9,9% nel capitale di Nexi); 
-   digitalizzazione dell’operatività della Banca: già circa 60.000 persone del Gruppo in smartworking  e ottimizzazione del modello distributivo con la razionalizzazione di circa 1.000 filiali dal 2018 e la possibilità di ridurre ulteriormente il numero di filiali a seguito della partnership strategica Banca 5 - SisalPay e del cambiamento indotto da COVID-19 nei comportamenti dei clienti, la maggioranza dei quali continuerà a essere servita dal Gruppo tramite i canali alternativi di elevata qualità;
-   crescente importanza della sostenibilità e della responsabilità sociale (ESG): Intesa Sanpaolo è l’unica banca italiana inclusa in tre dei principali indici di sostenibilità, Dow Jones Sustainability Indices, CDP Climate Change A List 2018 e 2019 Corporate Knights “Global 100 Most Sustainable Corporations in the World Index”, e si classifica prima tra le banche europee in tre delle principali valutazioni internazionali ESG, MSCI, CDP e Sustainalytics.


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(6) Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 22.

 

Nel primo semestre 2020, per il Gruppo si registra:

●  utile netto pari a 2.566 milioni di euro, rispetto a 2.266 milioni del primo semestre 2019, che corrisponde all’ 86% dei 3 miliardi di euro di utile netto minimo previsto per l’esercizio 2020 e risulterebbe pari  a circa 3.160 milioni se si escludessero le rettifiche di valore su crediti pari a circa 880 milioni per i futuri impatti di COVID-19, principalmente a copertura generica su crediti in bonis;

●  risultato corrente lordo in aumento del 7,1% rispetto al primo semestre 2019;

●  risultato della gestione operativa in crescita del 2,8% rispetto al primo semestre 2019;

●  proventi operativi netti stabili rispetto al primo semestre 2019;

●  costi operativi in diminuzione del 2,8% rispetto al primo semestre 2019;

●  elevata efficienza, con un cost/income al 48,5% nel primo semestre 2020, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;

●  costo del rischio del primo semestre 2020 annualizzato pari a 46 centesimi di punto escludendo l’impatto delle rettifiche per i futuri impatti di COVID-19 (pari a 43 centesimi di punto, di cui 36 per copertura generica su crediti in bonis e 7 per copertura specifica su crediti deteriorati), rispetto ai 53 dell’esercizio 2019;

●  miglioramento della qualità del credito, soprattutto a seguito dell’efficacia della gestione proattiva del credito senza oneri straordinari per gli azionisti:
-   riduzione dei crediti deteriorati (*), al lordo delle rettifiche di valore, di circa 1,8 miliardi di euro nel primo semestre 2020, di circa 36 miliardi dal picco di settembre 2015 (di circa 22 miliardi escludendo la cessione dei crediti deteriorati a Intrum e Prelios) e di circa 23 miliardi dal dicembre 2017 (di circa 10 miliardi escludendo le operazioni Intrum e Prelios) realizzando già il 90% dell’obiettivo di riduzione previsto per l’intero quadriennio del Piano di Impresa 2018-2021;
-   lo stock di crediti deteriorati scende a giugno 2020, rispetto a dicembre 2019, del 4,6% al lordo delle rettifiche di valore e dell’ 1,5% al netto (del 5,7% al lordo delle rettifiche e del 3,6% al netto, se si escludesse l’effetto della nuova definizione di default);
-   l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi a giugno 2020 è stata pari  al 7,1% al lordo delle rettifiche di valore e al 3,5% al netto;               

●  elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati:
-   livello di copertura specifica dei crediti deteriorati al 53,1% a fine giugno 2020, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 63,6%;
-   robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari allo 0,6% a fine giugno 2020;


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(*) Escludendo l’adozione della nuova definizione di default recepita dal novembre 2019, che ha avuto un impatto incrementale sui crediti deteriorati pari a circa 0,6 miliardi di euro al lordo delle rettifiche e 0,5 miliardi al netto nel quarto trimestre 2019, a circa 0,1 miliardi al lordo e al netto delle rettifiche nel primo trimestre 2020 e a circa 0,2 miliardi al lordo e al netto delle rettifiche nel secondo trimestre 2020.

 

●   patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 30 giugno 2020, tenendo conto di 1.925 milioni di euro di dividendi maturati nel semestre, il Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime è risultato pari al 14,9% (7) (8), livello top tra le maggiori  banche europee, e il Common Equity Tier 1 ratio calcolato applicando i criteri transitori in vigore per il 2020 al 14,6% (8) (9), rispetto a un requisito SREP da rispettare nel 2020 - comprensivo  di  Capital Conservation Buffer, O-SII Buffer e Countercyclical Capital Buffer (10) - pari rispettivamente all’ 8,64% e all’ 8,44%, applicando la modifica regolamentare introdotta dalla BCE a decorrere dal 12 marzo scorso, che prevede che il requisito di Pillar 2 venga rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi da Common Equity Tier 1;

●  elevata liquidità e forte capacità di funding: a fine giugno 2020, attività liquide per 221 miliardi di euro ed elevata liquidità prontamente disponibile per 127 miliardi; ampiamente rispettati i requisiti di liquidità Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio di Basilea 3. Le operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti sono state pari al 30 giugno 2020 a circa 70,9 miliardi di euro, interamente costituite da TLTRO III;

●  supporto all’economia reale: circa 40 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nel primo semestre 2020, con circa 35 miliardi in Italia, di cui circa 28 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese; circa 4.300 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nel primo semestre 2020 e circa 116.000 dal 2014, preservando rispettivamente circa 22.000 e 580.000 posti di lavoro;

●  sostenibilità e responsabilità sociale e culturale, che a fronte del solido andamento economico patrimoniale si è tradotta in particolare nelle seguenti azioni del Gruppo in Italia:
-   iniziative per la riduzione della povertà infantile e il supporto alle persone in difficoltà fornendo dal 2018 circa 10,8 milioni di pasti, circa 537.000 posti letto, circa 176.000 medicinali e circa 114.000 capi di abbigliamento;
-   supporto alle famiglie e alle imprese colpite da terremoti e disastri naturali, con remissioni o moratorie per i mutui sugli immobili danneggiati, con circa 130 moratorie nel primo semestre 2020 su circa 700 milioni di debito residuo e con finanziamenti agevolati per circa 97 milioni erogati nel semestre (circa 431 milioni dal 2018);


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(7)   Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 giugno 2020 i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e la prevista distribuzione dell’utile assicurativo del primo semestre 2020.
(8)    Dopo la deduzione dei dividendi maturati nel primo semestre 2020 e delle cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(9)    Pari al 13,8% escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9.
(10)  Countercyclical Capital Buffer calcolato considerando l’esposizione al 30 giugno 2020 nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo e i rispettivi requisiti stabiliti dalle competenti autorità nazionali relativi al 2020-2021 se disponibili o al più recente aggiornamento del periodo di riferimento (requisito pari a zero per l’Italia per i primi nove mesi del 2020).

 

-   Ecobonus: Intesa Sanpaolo disponibile ad acquistare crediti di imposta supportando famiglie, condomini e imprese con soluzioni finanziarie modulari e flessibili perché beneficino della deduzione al 110% delle spese per efficienza  energetica e adeguamento antisismico;
-   avvio del Fondo Impact  nel quarto trimestre 2018, per l’erogazione di circa 1,2 miliardi di euro di prestiti alle categorie che avrebbero altrimenti difficoltà ad accedere al credito nonostante il loro potenziale; lanciata la prima linea di credito non garantito dedicata a tutti gli studenti universitari italiani, che studino in Italia o all’estero (Per Merito), con 21 milioni di euro erogati nel semestre e 60 milioni dal lancio all’inizio del 2019; lanciato a luglio 2020 MAMMA@WORK, un finanziamento a condizioni molto agevolate per conciliare maternità e lavoro nei primi anni di vita dei figli; annunciate nel gennaio 2020 due nuove iniziative, per supportare le madri lavoratrici in India e le persone ultracinquantenni che hanno perso il lavoro o hanno difficoltà ad accedere al trattamento pensionistico;
-   Plafond creditizio Circular Economy di 5 miliardi di euro per il 2018-2021, a supporto dello sviluppo sostenibile: dall’avvio analizzati 343 progetti, di cui 119 già finanziati per 1.237 milioni di euro (478 milioni nel primo semestre 2020); nel 2019 lanciato il primo Sustainability Bond focalizzato sull’economia circolare (per 750 milioni di euro);
-   disponibilità a finanziare con 50 miliardi di euro di nuovi crediti a supporto dell’economia verde la realizzazione del green deal europeo in Italia;
-   S-Loan, soluzione innovativa di Intesa Sanpaolo rivolta alle PMI per finanziare progetti che migliorino il loro profilo di sostenibilità, a cui sono allocati 2 miliardi di euro nell’ambito dei predetti 50 miliardi dedicati all’economia verde, con un tasso di interesse ridotto subordinatamente alla verifica di due indicatori ESG che devono essere riportati nella relazione di bilancio annuale delle aziende finanziate;
-   analizzate circa 600 iniziative di start-up (oltre 1.800 dal 2018) in 2 programmi di accelerazione con 37 start-up assistite nel semestre (circa 270 dal 2018) presentandole a selezionati investitori e soggetti operanti nell’ecosistema (circa 5.500 fino ad oggi);
-   programma di Intesa Sanpaolo “Giovani e Lavoro” in corso di realizzazione, in partnership con Generation, finalizzato alla formazione e all’accesso al mercato del lavoro italiano di 5.000 giovani in un triennio: richieste di iscrizione da parte di circa 4.980 giovani tra i 18 e i 29 anni nel semestre (circa 14.300 dal 2019), circa 990 studenti intervistati e circa 410 formati e in formazione con 18 corsi e oltre 1.300 aziende coinvolte dal lancio dell’iniziativa;
-   l’iniziativa P-Tech in partnership con IBM, con l’obiettivo di formare giovani professionisti nell’ambito delle nuove professioni digitali, ha coinvolto 10 persone di Intesa Sanpaolo nell’attività di “mentoring” di 20 giovani professionisti;
-   presentato il progetto della quarta sede delle Gallerie d’Italia in piazza San Carlo a Torino, da 6.000 metri quadrati, dedicata alla fotografia, al mondo digitale e all’arte contemporanea; la mostra Canova/Thorvaldsen alle Gallerie d’Italia a Milano, in partnership con il Museo Statale dell’Hermitage di San Pietroburgo e con il Museo Thorvaldsen di Copenaghen, una delle mostre più visitate in Italia, è continuata durante il lockdown con il lancio della visita virtuale, che ha avuto oltre 8 milioni di visualizzazioni; durante il lockdown sono state realizzate importanti iniziative culturali su scala nazionale in formato digitale: COVID-19 Visual Project - Cortona on the Move,  un archivio  multimediale permanente con 40 progetti visivi di 40 fotografi internazionali (602.500 visualizzazioni sulle Instagram Stories di Freeda e Intesa Sanpaolo); Salone Internazionale del Libro di Torino (circa 5 milioni di visualizzazioni); Archivissima di Torino (207.000 visualizzazioni).

●  iniziative del Gruppo per contrastare gli effetti di COVID-19 a livello sociale ed economico, ad oggi in particolare:
-   condizioni di sicurezza per le persone del Gruppo e i clienti, in particolare con lavoro da remoto di circa 60.000 persone, circa 100% delle filiali aperte e pienamente operative (consulenza su appuntamento) e continuità operativa garantita dall’efficace modello di banca multicanale (filiale online, internet banking, App e ATM / casse automatiche) e dal servizio di assistenza e consulenza da remoto fornito da circa 20.000 gestori;
-   assunte 486 persone nel primo semestre 2020 (di cui 167 durante il lockdown);
-   sostegno alle iniziative sanitarie con donazioni che hanno superato i 100 milioni di euro, incluse quelle derivanti dalla rinuncia del Consigliere Delegato e CEO e di 21 top manager a un importo complessivamente pari a circa 6 milioni di euro dei bonus riconosciuti dal Sistema Incentivante 2019;
-   circa 74.000 medici e infermieri iscritti al corso di formazione online, in collaborazione con Generation, sui dispositivi di protezione individuale, sulla ventilazione non invasiva e sulla gestione delle emergenze;
-   destinazione di 125 milioni di euro del Fondo Impact (pari al 50%) alla riduzione del disagio socio economico causato da COVID-19;
-   Programma Rinascimento, dal valore complessivo di 30 milioni di euro, che include prestiti di impatto alle micro imprese e start-up, per la ripresa ed evoluzione del modello di business nel contesto conseguente alla pandemia, attraverso progetti di sviluppo e innovazione, con impatti su economia reale e coesione sociale del territorio, in collaborazione con il Comune di Bergamo;
-   prima banca in Italia a concedere moratorie, precedendo lo specifico quadro normativo: approvati finora circa 47 miliardi di euro, dei quali circa 3/4 relativi a imprese e circa 1/4 a famiglie;
-   prima banca in Italia a firmare il protocollo d’intesa con SACE, fornendo immediato  supporto alle imprese in applicazione del Decreto Liquidità: complessivamente, includendo anche il Fondo PMI, erogati finora crediti garantiti dallo Stato per un ammontare pari a circa 17 miliardi di euro (circa 7 miliardi SACE e circa 10 miliardi Fondo PMI);
-   anche a seguito delle misure annunciate dal Governo, messi a disposizione delle imprese e dei professionisti 50 miliardi di euro di nuovi crediti per la salvaguardia dell’occupazione e la gestione dei pagamenti durante l’emergenza;
-   10 miliardi di euro di nuove linee di credito per supportare 2.500 filiere produttive italiane, potenziando il Programma Sviluppo Filiere.

 

I risultati di conto economico del secondo trimestre 2020

Il conto economico consolidato del secondo trimestre 2020 registra interessi netti pari a 1.750 milioni di euro, in aumento dello 0,2% rispetto ai 1.747 milioni del primo trimestre 2020 e in flessione dello 0,6% rispetto ai 1.761 milioni del secondo trimestre 2019.

Le commissioni nette sono pari a 1.744 milioni di euro, in diminuzione del 5,4% rispetto ai 1.844 milioni del primo trimestre 2020. In dettaglio, si registra una diminuzione dell’ 1% delle commissioni da attività bancaria commerciale e del 6,5% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito si registra una diminuzione del 9,2% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli, del 6,2% per quella  relativa al risparmio gestito (con commissioni di performance pari a 9 milioni di euro nel secondo trimestre 2020 e a 2 milioni di euro nel primo trimestre 2020) e del 3,2% per quella relativa ai prodotti assicurativi. Le commissioni nette del secondo trimestre 2020 diminuiscono dell’ 11,2% rispetto ai 1.965 milioni del secondo trimestre 2019. In dettaglio, si registra una diminuzione del 9,6% sia delle commissioni da attività bancaria commerciale sia delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da intermediazione e collocamento di titoli scende del 13,8%, quello da risparmio gestito dell’ 8% (con commissioni di performance pari a un milione di euro nel secondo trimestre 2019) e quello da prodotti assicurativi del 7,8%.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 367 milioni di euro, rispetto ai 369 milioni del primo trimestre 2020 e ai 304 milioni del secondo trimestre 2019.

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value è pari a 263 milioni di euro, rispetto a 994 milioni del primo trimestre 2020, con la componente relativa alla clientela che diminuisce a 94 milioni da 148 milioni, quella di capital markets che registra un saldo negativo pari a 85 milioni rispetto a un saldo positivo pari a 405 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria che scende a 242 milioni da 480 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che registra un saldo positivo di 12 milioni rispetto a un saldo negativo di 38 milioni. Il risultato di 263 milioni del secondo trimestre 2020 si confronta con i 634 milioni del secondo trimestre 2019, trimestre in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 136 milioni, quello della componente di capital markets di 65 milioni, quello dell’attività di trading e tesoreria di 427 milioni e quello dei prodotti strutturati di credito di 7 milioni.

I proventi operativi netti sono pari a 4.136 milioni di euro, in diminuzione del 16,3% rispetto ai 4.939 milioni del primo trimestre 2020 e dell’ 11,5% rispetto ai 4.674 milioni del secondo trimestre 2019.

I costi operativi ammontano a 2.230 milioni di euro, in aumento del 2,6% rispetto ai 2.173 milioni del primo trimestre 2020, a seguito di una crescita dell’ 1,8% per le spese del personale, del 5,4% per le spese amministrative e dell’ 1,1% per gli ammortamenti; i costi operativi del secondo trimestre 2020 scendono del 2,9% rispetto ai 2.296 milioni del corrispondente trimestre 2019, a seguito di una diminuzione del 2,7% per le spese del personale e del 6,7% per le spese amministrative e di un aumento del 6% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 1.906 milioni di euro, in diminuzione del 31,1% rispetto ai 2.766 milioni del primo trimestre 2020 e del 19,8% rispetto ai 2.378 milioni del secondo trimestre 2019. Il cost/income ratio nel secondo trimestre 2020 è pari al 53,9%, rispetto al 44% del primo trimestre 2020 e al 49,1% del secondo trimestre 2019.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 1.398 milioni di euro, rispetto ai 403 milioni del primo trimestre 2020 e ai 554 milioni del secondo trimestre 2019, e includono circa 880 milioni per i futuri impatti di COVID-19, di cui circa 730 milioni a copertura generica su crediti in bonis e circa 150 milioni a copertura specifica su crediti deteriorati.

L’ammontare di altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività registra una ripresa netta pari a 262 milioni di euro (conseguente alla ripresa, con riallocazione a rettifiche nette su crediti, dei circa 300 milioni di accantonamenti a fondi rischi e oneri per COVID-19 effettuati nel precedente trimestre), rispetto ai 419 milioni del primo trimestre 2020 (comprendenti i predetti accantonamenti a fondi rischi e oneri per COVID-19) e ai 37 milioni del secondo trimestre 2019.

Gli altri proventi netti registrano un saldo negativo pari a 21 milioni di euro, rispetto a un saldo positivo pari a 3 milioni nel primo trimestre 2020 e a un milione nel secondo trimestre 2019.

L’utile delle attività operative cessate è pari a 1.134 milioni di euro (comprendente la plusvalenza da Nexi pari a 1.110 milioni), rispetto ai 29 milioni del primo trimestre 2020 e ai 22 milioni del secondo trimestre 2019.

Il risultato corrente lordo è pari a 1.883 milioni di euro, rispetto a 1.976 milioni di euro del primo trimestre 2020 e a 1.810 milioni del secondo trimestre 2019.

Il risultato netto consolidato è pari a 1.415 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di:
-   imposte sul reddito per 313 milioni di euro;
-   oneri di integrazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 35 milioni;
-   oneri derivanti dall’allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 24 milioni;
-   tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) per 86 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte per 92 milioni relativi al contributo al fondo di risoluzione in aggiunta a quelli stimati nel primo trimestre per l’intero 2020, per 8 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 21 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere. La voce ammontava a 191 milioni di euro nel primo trimestre 2020, derivanti da oneri ante imposte per 248 milioni relativi al contributo ordinario al fondo di risoluzione stimato per l’intero 2020, per 5 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 20 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere. Nel secondo trimestre 2019 questa voce era ammontata a 96 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte per 114 milioni relativi al contributo al fondo di risoluzione in aggiunta a quelli stimati nel primo trimestre per l’intero 2019, per 8 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 14 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere;
-   un utile di pertinenza di terzi per 10 milioni di euro.

Il risultato di 1.415 milioni di euro nel secondo trimestre 2020 si confronta con 1.151 milioni nel primo trimestre 2020 e 1.216 milioni nel secondo trimestre 2019.

 

I risultati di conto economico del primo semestre 2020

Il conto economico consolidato del primo semestre 2020 registra interessi netti pari a 3.497 milioni di euro, in flessione dello 0,6% rispetto ai 3.517 milioni del primo semestre 2019.

Le commissioni nette sono pari a 3.588 milioni di euro, in diminuzione del 6,3% rispetto ai 3.830 milioni del primo semestre 2019. In dettaglio, si registra una diminuzione dell’ 8,1% delle commissioni da attività bancaria commerciale e del 3,6% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito si registra una diminuzione del 5,9% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli, del 3,4% per quella  relativa al risparmio gestito (con commissioni di performance pari a 11 milioni di euro nel primo semestre 2020 e a 2 milioni di euro nel primo semestre 2019) e dell’ 1,5% per quella relativa ai prodotti assicurativi.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 736 milioni di euro, rispetto ai 627 milioni del primo semestre 2019.

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value è pari a 1.257 milioni di euro, rispetto a 1.092 milioni del primo semestre 2019, con la componente relativa alla clientela che flette a 242 milioni da 278 milioni, quella di capital markets che aumenta a 320 milioni da 147 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria che sale a 722 milioni da 644 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che registra un saldo negativo di 26 milioni rispetto a un saldo positivo di 23 milioni.

I proventi operativi netti sono pari a 9.075 milioni di euro, invariati rispetto al primo semestre 2019.

I costi operativi ammontano a 4.403 milioni di euro, in calo del 2,8% rispetto ai 4.531 milioni del primo semestre 2019, a seguito di una diminuzione del 2,5% per le spese del personale e del 6,3% per le spese amministrative e di un aumento del 3,7% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 4.672 milioni di euro, in crescita del 2,8% rispetto ai 4.544 milioni del primo semestre 2019. Il cost/income ratio nel primo semestre 2020 è pari al 48,5%, rispetto al 49,9% del primo semestre 2019.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 1.801 milioni di euro, rispetto ai 923 milioni del primo semestre 2019, e includono circa 880 milioni per i futuri impatti di COVID-19, di cui circa 730 milioni a copertura generica su crediti in bonis e circa 150 milioni a copertura specifica su crediti deteriorati.

L’ammontare di altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 157 milioni di euro, rispetto ai 67 milioni del primo semestre 2019.

Gli altri proventi netti registrano un saldo negativo pari a 18 milioni di euro, rispetto a un saldo positivo pari a 7 milioni nel primo semestre 2019.

L’utile delle attività operative cessate è pari a 1.163 milioni di euro (comprendente la plusvalenza da Nexi pari a 1.110 milioni), rispetto ai 41 milioni del primo semestre 2019.

Il risultato corrente lordo è pari a 3.859 milioni di euro, in crescita del 7,1% rispetto a 3.602 milioni del primo semestre 2019.

Il risultato netto consolidato è pari a 2.566 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di:
-   imposte sul reddito per 874 milioni di euro;
-   oneri di integrazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 50 milioni;
-   oneri derivanti dall’allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 50 milioni;
-   tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) per 277 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte per 340 milioni relativi al contributo al fondo di risoluzione, per 13 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 41 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere. La voce ammontava a 242 milioni di euro nel primo semestre 2019, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: oneri per 313 milioni relativi al contributo al fondo di risoluzione, per 13 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 26 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e variazioni positive di fair value per 8 milioni riguardanti Atlante;
-   un utile di pertinenza di terzi per 42 milioni di euro.

Il risultato di 2.566 milioni di euro nel primo semestre 2020 è in crescita del 13,2% rispetto ai 2.266 milioni nel primo semestre 2019.

 

Lo stato patrimoniale al 30 giugno 2020

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 30 giugno 2020 i finanziamenti verso la clientela sono pari a 403 miliardi di euro, in aumento del 2,1% rispetto al 31 dicembre 2019 e del 2,3% rispetto al 30 giugno 2019 (in aumento del 2,6% rispetto al primo trimestre 2020 e del 5,1% rispetto al primo semestre 2019 considerando i volumi medi (11) di periodo). Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) ammonta, al netto delle rettifiche di valore, a 14.011 milioni di euro, in diminuzione dell’ 1,5% rispetto ai 14.222 milioni del 31 dicembre 2019 (del 3,6% se si escludesse l’effetto della nuova definizione di default). In quest’ambito, i crediti in sofferenza scendono a 6.399 milioni di euro da 6.740 milioni del 31 dicembre 2019, con un’incidenza sui crediti complessivi pari all’ 1,6% (1,7% al 31 dicembre 2019), e un grado di copertura al 63,6% (65,3% a fine 2019). Le inadempienze probabili diminuiscono a 6.635 milioni di euro da 6.738 milioni del dicembre 2019 e i crediti scaduti/sconfinanti ammontano a 977 milioni di euro rispetto a 744 milioni a fine 2019.

Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 962 miliardi di euro, in aumento dello 0,2% rispetto al 31 dicembre 2019 e del 2,5% rispetto al 30 giugno 2019. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta bancaria ammonta a 438 miliardi, in crescita del 2,9% rispetto al 31 dicembre 2019 e del 3,5% rispetto al 30 giugno 2019. Il complesso di raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche è pari a 164 miliardi, in diminuzione dell’ 1,2% rispetto al 31 dicembre 2019 e in aumento del 4% rispetto al 30 giugno 2019. La raccolta indiretta ammonta a 523 miliardi, in diminuzione del 2,1% rispetto al 31 dicembre 2019 e in aumento dell’ 1,6% rispetto al 30 giugno 2019. L’ammontare di risparmio gestito è pari a 351 miliardi, in diminuzione del 2,1% rispetto al 31 dicembre 2019 e in aumento dell’ 1,9% rispetto al 30 giugno 2019; la nuova produzione vita nel primo semestre 2020 ammonta a 6,8 miliardi di euro. La raccolta amministrata è pari a 173 miliardi, in diminuzione del 2% rispetto al 31 dicembre 2019 e in aumento dell’ 1,9% rispetto al 30 giugno 2019.

I coefficienti patrimoniali al 30 giugno 2020 - calcolati applicando i criteri transitori in vigore per il 2020, tenendo conto di 1.925 milioni di euro di dividendi maturati nel primo semestre - risultano pari a:
-       14,6% per il Common Equity Tier 1 ratio (12) (13,9% a fine 2019 (13)),
-       16,5% per il Tier 1 ratio (12) (15,3% a fine 2019 (13)),
-       19,2% per il coefficiente patrimoniale totale (12) (17,7% a fine 2019 (13)).

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(11)  Escluso il finanziamento alle Banche in Liquidazione Coatta Amministrativa (ex Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca).
(12)  Dopo la deduzione dei dividendi maturati nel 1° semestre 2020 e delle cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1. Escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9, i coefficienti patrimoniali risultano pari al 13,8% per il Common Equity Tier 1 ratio, al 15,7% per il Tier 1 ratio e al 18,7% per il coefficiente patrimoniale totale.
(13)  Secondo i criteri transitori in vigore per il 2019. Escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9, i coefficienti patrimoniali risultano pari al 13% per il Common Equity Tier 1 ratio, al 14,3% per il Tier 1 ratio e al 17% per il coefficiente patrimoniale totale.

 

La stima del Common Equity Tier 1 ratio pro-forma del Gruppo a regime è pari al 14,9% (14,1% al 31 dicembre 2019), applicando ai dati di bilancio del 30 giugno 2020 i parametri indicati a regime e considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e la prevista distribuzione dell’utile assicurativo del primo semestre 2020.

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Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza - oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali - sono costituiti da una robusta liquidità e da un leverage contenuto.

Con riferimento alla liquidità, Intesa Sanpaolo si caratterizza per:
-   un’elevata liquidità prontamente disponibile (inclusi gli attivi stanziabili presso le Banche Centrali ricevuti a collaterale ed esclusi quelli dati a collaterale), pari a 127 miliardi di euro a fine giugno 2020,
-   un elevato ammontare di attività liquide (comprendenti la liquidità prontamente disponibile - esclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale - e gli attivi stanziabili dati a collaterale), pari a 221 miliardi di euro a fine giugno 2020,
-   operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti pari al 30 giugno 2020 a circa 70,9 miliardi di euro, interamente costituite da TLTRO III;
-   fonti di raccolta stabili e ben diversificate, con raccolta diretta - bancaria - da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per l’ 81% dalla componente retail,
-   raccolta a medio lungo termine wholesale per 4,3 miliardi di euro nel primo semestre 2020, nel cui ambito operazioni benchmark di obbligazioni senior per 350 milioni di sterline e 1,25 miliardi di euro e di Additional Tier 1 per 1,5 miliardi di euro (per circa l’ 80% collocate presso investitori esteri).

Il leverage ratio al 30 giugno 2020 è pari a 6,6% applicando i criteri transitori in vigore per il 2020 e a 6,3% applicando i criteri a regime, valori tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei.

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Al 30 giugno 2020, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 4.719 sportelli bancari - 3.680 in Italia e 1.039 all’estero - e 87.996 persone.

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I risultati per area di Business

La Divisione Banca dei Territori include:
-   clientela Retail (clienti privati con attività finanziarie fino a 250.000 euro e reddito netto annuo inferiore a 50.000 euro, attività/aziende con minore complessità di esigenze);
-   clientela Exclusive (clienti privati con attività finanziarie da 250.000 euro a un milione di euro o con reddito netto annuo superiore a 50.000 euro);
-   clientela Imprese (aziende con fatturato di gruppo non superiore a 350 milioni);
-   clientela costituita da enti nonprofit.

La Divisione include l’attività di banca di prossimità, effettuata - mediante la partnership tra la controllata Banca 5 e SisalPay - avvalendosi di canali alternativi agli sportelli bancari, con focalizzazione sull’instant banking per fasce di clientela poco bancarizzate.

La Divisione Banca dei Territori nel secondo trimestre 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 1.921milioni, -6,5% rispetto a 2.054 milioni del primo trimestre 2020;         
-   costi operativi per 1.248 milioni, +0,9% rispetto a 1.236 milioni del primo trimestre 2020;
-   un risultato della gestione operativa di 672 milioni, -17,8% rispetto a 818 milioni del primo trimestre 2020;
-   un cost/income ratio al   65% rispetto al 60,2% del  primo trimestre 2020;                    
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 1.011 milioni,  rispetto a 383 milioni del primo trimestre 2020;      
-   un risultato lordo pari a -339 milioni, rispetto a 434  milioni del primo trimestre 2020;
-   un risultato netto pari a  -223 milioni, rispetto a 280 milioni del primo trimestre 2020.           

La Divisione Banca dei Territori nel primo semestre 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 3.975 milioni, -4,1% rispetto a 4.146 milioni del primo semestre 2019, pari a circa il 44% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (46% nel primo semestre 2019);      
-   costi operativi per 2.485 milioni, -4,2% rispetto a 2.593 milioni del primo semestre 2019;
-   un risultato della gestione operativa di 1.490 milioni, -4,1% rispetto a 1.553 milioni del primo semestre 2019;   
-   un cost/income ratio al 62,5%, in linea con il primo semestre 2019;       
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 1.394 milioni, rispetto a 744 milioni del primo semestre 2019;      
-   un risultato corrente lordo pari a 96 milioni, -88,1% rispetto a 809 milioni del primo semestre 2019;      
-   un risultato netto pari a  58 milioni, -88,5% rispetto a 505 milioni del primo semestre 2019.

 

La Divisione Corporate e Investment Banking comprende:
-   Global Corporate, cui compete la relazione con i clienti che hanno un fatturato superiore a 350 milioni di euro e raggruppati, secondo il modello settoriale, nei seguenti 9 comparti di attività: Automotive & Industrials; Basic Materials & Healthcare; Food & Beverage and Distribution; Retail & Luxury; Infrastructure & Real Estate Partners; Public Finance; Energy; Telecom, Media & Technology; Business Solutions;
-   International Department, che cura lo sviluppo internazionale della Divisione e cui è affidata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg, Intesa Sanpaolo Bank Ireland, Intesa Sanpaolo Brasil e Banca Intesa nella Federazione Russa);
-   Financial Institutions, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie;
-   Global Transaction Banking, cui compete la gestione dei servizi transazionali;
-   Banca IMI, deputata all’attività di investment banking (M&A e advisory), finanza strutturata, capital markets e primary market (equity e debt capital market), oggetto di fusione per incorporazione nella Capogruppo il 20 luglio 2020, a seguito della quale la Divisione è stata ridenominata IMI Corporate & Investment Banking.

Nel perimetro della Divisione rientra inoltre l’attività di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.

La Divisione Corporate e Investment Banking nel secondo trimestre 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 960 milioni, -41,2% rispetto a 1.633 milioni del primo trimestre 2020;         
-   costi operativi per 268 milioni, +0,9% rispetto a 265 milioni del primo trimestre 2020;
-   un risultato della gestione operativa di 693 milioni, -49,4% rispetto a 1.368 milioni del primo trimestre 2020;
-   un cost/income ratio al 27,9% rispetto al 16,2% del  primo trimestre 2020;                   
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 237 milioni,  rispetto a riprese di valore nette per 2 milioni del primo trimestre 2020;   
-   un risultato corrente lordo pari a 456  milioni, -66,7% rispetto a 1.370 milioni del primo trimestre 2020;                    
-   un risultato netto pari a  303 milioni, -66,7% rispetto a 911 milioni del primo trimestre 2020.                

La Divisione Corporate e Investment Banking nel primo semestre 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 2.594 milioni, +29,2% rispetto a 2.007 milioni del primo semestre 2019, pari a circa il 29% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (22% nel primo semestre 2019);      
-   costi operativi per 533 milioni, -2,6% rispetto a 547 milioni del primo semestre 2019;
-   un risultato della gestione operativa di 2.061 milioni, +41,2% rispetto a 1.460 milioni del primo semestre 2019;   
-   un cost/income ratio al 20,5%  rispetto al 27,3% del primo semestre 2019;       
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 235 milioni, rispetto a 126 milioni del primo semestre 2019;        
-   un risultato corrente lordo pari a 1.826 milioni, +36,6% rispetto a 1.337 milioni del primo semestre 2019;        
-   un risultato netto pari a  1.214  milioni, +34,7% rispetto a 901 milioni del primo semestre 2019.     

 

La Divisione International Subsidiary Banks presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche controllate e partecipate che svolgono attività di commercial banking, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate, è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione Corporate e Investment Banking. La Divisione presidia le seguenti aree geografiche: i) South-Eastern Europe, con Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina, Intesa Sanpaolo Bank Albania e Intesa Sanpaolo Bank Romania; ii) Central-Eastern Europe, con Intesa Sanpaolo Bank in Slovenia, VUB Banka in Slovacchia e CIB Bank in Ungheria; iii) CIS e South Mediterranean, con Pravex Bank in Ucraina, Eximbank in Moldavia e Bank of Alexandria in Egitto.

La Divisione International Subsidiary Banks nel secondo trimestre 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 471 milioni, +0,6% rispetto a   468 milioni del primo trimestre 2020;    
-   costi operativi per 242 milioni, +1,1% rispetto a 239 milioni del primo trimestre 2020;
-   un risultato della gestione operativa di 229 milioni, in linea con il primo trimestre 2020;
-   un cost/income ratio al 51,4% rispetto al 51,1% del primo trimestre 2020;        
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 89 milioni, rispetto a 37 milioni del primo trimestre 2020;          
-   un risultato corrente lordo pari a 141  milioni, -28,9% rispetto a   198 milioni del primo trimestre 2020;        
-   un risultato netto pari a 102 milioni, -29,2% rispetto a 143 milioni del primo trimestre 2020.          

La Divisione International Subsidiary Banks nel primo semestre 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 939 milioni, -4,8% rispetto a 986 milioni del primo semestre 2019, pari a circa il 10% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (11% nel primo semestre 2019);         
-   costi operativi per 481milioni, +0,4% rispetto a 479 milioni del primo semestre 2019;
-   un risultato della gestione operativa di 458 milioni, -9,7% rispetto a 507 milioni del primo semestre 2019;
-   un cost/income ratio al 51,2%  rispetto al 48,6% del primo semestre 2019;                   
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 125 milioni, rispetto a 31 milioni del primo semestre 2019;           
-   un risultato corrente lordo pari a 339  milioni, -29,4% rispetto a 480 milioni del primo semestre 2019;                    
-   un risultato netto pari a 245 milioni, -33,8% rispetto a 370 milioni del primo semestre 2019.                 

 

La Divisione Private Banking serve il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals) tramite Fideuram e le sue controllate Fideuram Investimenti, Intesa Sanpaolo Private Banking, SIREF Fiduciaria, Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval e Fideuram Asset Management Ireland.

La Divisione Private Banking nel secondo trimestre 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 478 milioni, in linea con il primo trimestre 2020;   
-   costi operativi per 150 milioni, +6,5%  rispetto a 141 milioni del primo trimestre 2020;
-   un risultato della gestione operativa di 327 milioni, -2,7% rispetto a 336 milioni del primo trimestre 2020;        
-   un cost/income ratio al 31,5%  rispetto al 29,6%  del  primo trimestre 2020;   
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 32 milioni,  rispetto a 8 milioni del primo trimestre 2020;
-   un risultato corrente lordo pari a 296 milioni, -11,5% rispetto a 334 milioni del primo trimestre 2020;      
-   un risultato netto pari a  200 milioni, -11,6% rispetto a 227 milioni del primo trimestre 2020.         

La Divisione Private Banking nel primo semestre 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 955 milioni, -0,7% rispetto a 962 milioni del primo semestre 2019, pari a circa l’11% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (11% anche nel primo semestre 2019);      
-   costi operativi per 291 milioni, +1% rispetto a 288 milioni del primo semestre 2019;
-   un risultato della gestione operativa di 664 milioni, -1,5% rispetto a 674 milioni del primo semestre 2019;        
-   un cost/income ratio al 30,5%  rispetto al 29,9% del primo semestre 2019;       
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 40 milioni, rispetto a 25 milioni del primo semestre 2019;
-   un risultato corrente lordo pari a 630  milioni, -4,3% rispetto a 658 milioni del primo semestre 2019;      
-   un risultato netto pari a 427 milioni, -8% rispetto a 464 milioni del primo semestre 2019.    

                                   

La Divisione Asset Management fornisce soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo, alle reti commerciali esterne al Gruppo e alla clientela istituzionale tramite Eurizon Capital. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Capital SA (Lussemburgo), specializzata nella gestione di OICR di diritto lussemburghese a limitato tracking error, Eurizon Asset Management Slovakia, cui fanno capo l’ungherese CIB IFM e la croata PBZ Invest (polo dell’asset management nell’Est Europa), Epsilon Associati SGR - specializzata nella gestione attiva di portafoglio e, in particolare, nelle gestioni quantitative e multi strategia con obiettivi di investimento di tipo “total return” - e il 49% della società cinese di asset management Penghua Fund Management.

La Divisione Asset Management nel secondo trimestre 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 186 milioni, +10,7% rispetto a 168 milioni del primo trimestre 2020;    
-   costi operativi per 37 milioni, +10,6% rispetto a 33 milioni del primo trimestre 2020;
-   un risultato della gestione operativa di 150 milioni, +10,8% rispetto a 135 milioni del primo trimestre 2020;        
-   un cost/income ratio al 19,8%, in linea con il primo trimestre 2020;       
-   un risultato corrente lordo pari a 150  milioni, +10,9% rispetto a 135 milioni del primo trimestre 2020;        
-   un risultato netto pari a   111 milioni,  +11,3% rispetto a 100 milioni del primo trimestre 2020.        

La Divisione Asset Management nel primo semestre 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 355 milioni, -2,5% rispetto a 364 milioni del primo semestre 2019, pari a circa il 4%         dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (4% anche           nel primo semestre 2019);  
-   costi operativi per 70 milioni, -2,8%   rispetto a 72 milioni del primo semestre 2019;  
-   un risultato della gestione operativa di 285 milioni, -2,4% rispetto a 292 milioni del primo semestre 2019;        
-   un cost/income ratio al 19,7% rispetto al 19,8% del primo semestre 2019;        
-   un risultato corrente lordo pari a 285  milioni, -2,4% rispetto a 292 milioni del primo semestre 2019;      
-   un risultato netto pari a 212 milioni, -6,2% rispetto a 226  milioni del primo semestre 2019.

 

La Divisione Insurance sviluppa l’offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo e include Intesa Sanpaolo Vita (che controlla anche Intesa Sanpaolo Assicura, Intesa Sanpaolo Life e Intesa Sanpaolo RBM Salute) e Fideuram Vita.

La Divisione Insurance nel secondo trimestre 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 330 milioni, -3,1% rispetto a 340 milioni del primo trimestre 2020;       
-   costi operativi per 60 milioni, +23,6% rispetto a 48 milioni del primo trimestre 2020;
-   un risultato della gestione operativa di 270 milioni, -7,6% rispetto a 292 milioni del primo trimestre 2020;        
-   un cost/income ratio al 18,1% rispetto al 14,2% del  primo trimestre 2020;       
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 2 milioni, rispetto a 6 milioni del primo trimestre 2020;    
-   un risultato corrente lordo pari a 268 milioni, -6,3%            rispetto a 286 milioni del primo trimestre 2020;   
-   un risultato netto pari a 167 milioni,  +4,6% rispetto a 160 milioni del primo trimestre 2020.          

La Divisione Insurance nel primo semestre 2020 registra:
-   proventi operativi netti per 670 milioni, +12,8% rispetto a 594 milioni del primo semestre 2019, pari a circa il 7% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (7% anche            nel primo semestre 2019);  
-   costi operativi per 108 milioni, +4,9% rispetto a 103 milioni del primo semestre 2019;
-   un risultato della gestione operativa di 562 milioni, +14,5% rispetto a 491 milioni del primo semestre 2019;        
-   un cost/income ratio al 16,1%  rispetto al 17,3% del primo semestre 2019;       
-   un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 9 milioni, rispetto a un saldo nullo del primo semestre 2019;       
-   un risultato corrente lordo pari a 553  milioni, +12,6% rispetto a 491 milioni del primo semestre 2019;        
-   un risultato netto pari a  327 milioni, +0,9% rispetto a 324 milioni del primo semestre 2019.          

 

Le prospettive

Per il Gruppo Intesa Sanpaolo, senza considerare l’acquisizione di UBI Banca, ci si attende che l’utile netto possa risultare non inferiore a circa 3 miliardi di euro nel 2020 e non inferiore a circa 3,5 miliardi nel 2021, assumendo un costo del rischio potenzialmente fino a circa 90 centesimi di punto per il 2020 e fino a circa 70 centesimi di punto per il 2021.

Anche considerando l’acquisizione di UBI Banca, viene confermata la politica dei dividendi del Gruppo, che prevede la distribuzione di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 75% del risultato netto per l’esercizio 2020 (14) e al 70% per l’esercizio 2021, subordinatamente alle indicazioni che verranno fornite dalla BCE in merito alla distribuzione di dividendi successivamente al 1° gennaio 2021, termine della raccomandazione del 28 luglio scorso.

In aggiunta alla prevista distribuzione di dividendi cash da utile netto del 2020, Intesa Sanpaolo intende ottenere l’approvazione della BCE per una distribuzione cash da riserve nel 2021 alla luce dell’utile netto 2019 allocato a riserve nel 2020.

Viene confermato un coefficiente patrimoniale Common Equity Tier 1 ratio a regime pro-forma atteso superiore al 13% (15) nel 2021, anche considerando l’acquisizione di UBI Banca e la predetta potenziale distribuzione cash da riserve.

Per il Gruppo risultante dall’acquisizione di UBI Banca, si prevede dal 2022 un utile netto non inferiore a 5 miliardi di euro e il proseguimento di una strategia focalizzata sulla remunerazione per gli azionisti e sul mantenimento di solidi coefficienti patrimoniali. Si intende rendere noto il nuovo Piano di Impresa entro la fine del 2021, appena lo scenario macroeconomico sarà diventato più chiaro.

* * *

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(14) Escludendo dall’utile l’apporto del goodwill negativo non allocato alla copertura degli oneri di integrazione e alla riduzione del profilo di rischio. La determinazione effettiva del goodwill negativo risulterà all’esito della procedura di Purchase Price Allocation prevista dal principio contabile IFRS 3.
(15) Stimato applicando i parametri indicati a regime, considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse.

Superiore al 12% se non si considerano i predetti assorbimenti delle DTA.

 

Ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di conto economico dei primi tre trimestri del 2019 sono stati riesposti a seguito della firma nello scorso mese di dicembre dell’accordo per il trasferimento a Nexi del ramo aziendale di Intesa Sanpaolo avente ad oggetto l’attività di acquiring: le relative componenti sono state deconsolidate linea per linea e l’apporto del ramo in termini di conto economico è stato attribuito all’utile/perdita delle attività operative cessate.

Per gli stessi trimestri, i dati di conto economico e di stato patrimoniale relativi alla Divisione Banca dei Territori e alla Divisione Corporate e Investment Banking sono stati riesposti a seguito dell’incorporazione nello scorso mese di novembre della controllata Mediocredito Italiano nella Capogruppo; mentre i dati delle Divisioni dei quattro trimestri del 2019 sono stati riesposti per la riallocazione dal Centro di Governo di componenti di costo e delle componenti di conto economico e stato patrimoniale relative ai crediti in sofferenza in precedenza attribuiti alla Direzione NPE (ex Capital Light Bank).

Inoltre, i dati di conto economico dei quattro trimestri del 2019 sono stati riesposti a seguito della firma nello scorso mese di dicembre dell’accordo per la partnership strategica con Prelios, comprendente un contratto per il servicing da parte di Prelios di un portafoglio di crediti classificati come inadempienze probabili del Gruppo Intesa Sanpaolo, stimando le commissioni di teorica spettanza di Prelios e iscrivendole da un lato nella voce “spese amministrative” e dall’altro nelle voci “imposte sul reddito” e “utile/perdita di pertinenza terzi”.

Infine, i dati di conto economico e di stato patrimoniale dei quattro trimestri del 2019 e del primo trimestre del 2020 sono stati riesposti a seguito dell’acquisizione di RBM Assicurazione Salute perfezionata nello scorso mese di maggio: le relative componenti sono state consolidate linea per linea, attribuendo il corrispondente utile netto all’utile di pertinenza di terzi e il corrispondente patrimonio netto al patrimonio di pertinenza di terzi.

* * *

Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti nel primo semestre 2020, si allegano i prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale consolidati riclassificati inclusi nella relazione approvata dal Consiglio di Amministrazione. Si precisa che la società di revisione, incaricata di certificare su base limitata la relazione semestrale, non ha ancora completato il proprio esame.

* * *

Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Fabrizio Dabbene, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

* * *

La presente comunicazione e le informazioni ivi contenute non hanno finalità di né costituiscono in alcun modo consulenza in materia di investimenti. Le dichiarazioni ivi contenute non sono state oggetto di verifica indipendente. Non viene fatta alcuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita, in riferimento a, e nessun affidamento dovrebbe essere fatto relativamente all’imparzialità, accuratezza, completezza, correttezza e affidabilità delle informazioni ivi contenute. La Società e i suoi rappresentanti declinano ogni responsabilità (sia per negligenza o altro), derivanti in qualsiasi modo da tali informazioni e/o per eventuali perdite derivanti dall’utilizzo o meno di questa comunicazione. Accedendo a questi materiali, il lettore accetta di essere vincolato dalle limitazioni di cui sopra.

Questo comunicato stampa contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come “è possibile,” “si dovrebbe,” “si prevede,” “ci si attende,” “si stima,” “si ritiene,” “si intende,” “si progetta,” “obiettivo” oppure dall’uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall’uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l’osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.

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