Accelerazione su cloud e AI: oltre €10 miliardi in tecnologia entro il 2029
26 febbraio 2026
La trasformazione tecnologica di Intesa Sanpaolo entra in una nuova fase con €4,6 miliardi di nuovi investimenti IT entro il 2029, per un impegno complessivo superiore a €10 miliardi dal 2022 al 2029, spiega Massimo Proverbio, Chief Data, AI, Innovation and Technology Officer del Gruppo, in un articolo pubblicato da Il Sole 24Ore.
L’analisi si inserisce nel percorso delineato dal Piano di Impresa 2026-2029, che punta a rafforzare il posizionamento della Banca lungo un doppio binario: diventare sempre più una “tech company”, mantenendo al tempo stesso l’identità di “wealth management and protection company”.
Investimenti e competenze per l’evoluzione digitale
Nel quadriennio 2022-2025 Intesa Sanpaolo ha investito €5,6 miliardi nell’evoluzione tecnologica e ha assunto oltre 2.400 specialisti IT, consolidando infrastrutture e competenze chiave: “Abbiamo investito molto sulla tecnologia e sulle persone, e a un livello di assoluta eccellenza in confronto ai nostre peer, e la trasformazione è in atto”, commenta Proverbio.
La trasformazione ha prodotto risultati concreti anche sul fronte dell’offerta digitale, con la nascita di isybank e una crescente digitalizzazione dei servizi: oggi il 95% dei prodotti per i privati è gestibile digitalmente e circa il 70% dei customer journey è omnicanale.
“Otto anni fa andavamo a vedere cosa facevano gli altri. Oggi sono gli altri che vengono a vedere cosa facciamo noi. Abbiamo aumentato la produttività della gestione del 23% e quella dei progetti del 9%, ridotto i costi unitari e aumentato i livelli di servizio”.
Isytech e isywealth Europe nel Piano di Impresa 2026-2029
Il nuovo Piano di Impresa prevede ulteriori €4,6 miliardi di investimenti IT, per un totale superiore ai €10 miliardi su due cicli industriali. Cuore della trasformazione è la piattaforma core cloud proprietaria Isytech, sviluppata internamente e destinata a essere estesa progressivamente ad altri segmenti e geografie.
Obiettivo strategico è “Abilitare i €500 milioni di recupero di efficienza previsti dal piano”, anche grazie alla crescita della quota di applicativi cloud-based, passata da circa il 10% a fine 2021 al 64% a fine 2025, con target al 100% entro il 2029. “Non sono risparmi solo della tecnologia, ma anche resi possibili dalla tecnologia”, sottolinea Proverbio.
Il progetto che forse maggiormente rappresenta il connubio di "wealth” e “tech” è isywealth Europe, che mira allo sviluppo del risparmio gestito in Europa trasformando il vantaggio competitivo domestico in una piattaforma scalabile su nuovi mercati. Un progetto – spiega l’intervista - che valorizza la leadership del Gruppo nel wealth management, facendo leva su partnership globali (come con BlackRock) e un modello distributivo ibrido che coniuga digitale e consulenza, per crescere ulteriormente dove Intesa Sanpaolo è già presente, ovvero Francia, Germania, Spagna.
Intelligenza artificiale e approccio responsabile
Nell’intervista emerge anche il ruolo crescente dell’Intelligenza Artificiale in Intesa Sanpaolo, con circa 150 use case già in produzione.
“L'AI entrerà nell'antiriciclaggio, nel credito, nei controlli, nello sviluppo software. Serviranno più skill tecnici e quantitativi, ma anche più capacità di judgment e pensiero critico”, afferma Proverbio.
Il Gruppo mantiene un approccio responsabile allo sviluppo dell’AI, anche attraverso collaborazioni con partner industriali e università internazionali. “Siamo una banca: la fiducia dei colleghi e dei clienti è l'elemento fondamentale e vogliamo custodirla”.
Le sfide: competizione globale ed equilibrio tra tecnologia e relazione
Tra le principali sfide future emergono la competizione con i grandi player tecnologici globali e l’evoluzione del panorama fintech. “Credo che a tendere ne sopravviveranno uno o due, grandi che saranno a complemento dell'attività bancaria tradizionale”, osserva Proverbio, che aggiunge: «Ho più paura dell'asimmetria con i grandi player americani - chiosa Proverbio - Noi ci apriamo al mercato, loro non fanno altrettanto, e possono usare l'AI con meno vincoli. E in Europa non vedo piena consapevolezza di questo rischio».
Al centro resta l’equilibrio tra innovazione tecnologica e relazione con il cliente, elemento chiave soprattutto nell’attività di wealth management. “Dovremo fare un fine tuning attento: tra poco digitale o troppo digitale, l'equilibrio è sottile. Per fare banca perbene, serve seguire i gusti della clientela e anticiparli quanto serve ma con un giusto equilibrio”, ha concluso Proverbio.
L’articolo del Il Sole 24Ore è stato pubblicato il 24 febbraio 2026.
Data ultimo aggiornamento 26 febbraio 2026 alle ore 12:28:08