Enoturismo: i numeri e i modelli di crescita delle cantine italiane
Il turismo del vino sta cambiando volto in Italia. Non è più solo una degustazione gratuita offerta ai visitatori, ma una componente strategica del business delle cantine, capace di generare valore economico, rafforzare il legame con i territori e sostenere la competitività del settore vitivinicolo.
È quanto emerge dal report "Quando il vino incontra il turismo. Numeri e modelli delle cantine italiane", realizzato da SRM – Centro Studi e Ricerche - collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo - e da Roberta Garibaldi.
Lo studio si basa su 200 aziende vitivinicole italiane con attività enoturistiche e offre uno sguardo aggiornato su:
- organizzazione dell'offerta: come le cantine gestiscono visite, degustazioni e servizi aggiuntivi
- profilo dei visitatori: provenienza, stagionalità e canali di comunicazione
- investimenti: quanto e dove investono le imprese per crescere
- performance economiche: redditività, governance e impatto sul territorio
I punti chiave del report
Un settore in crescita
A livello mondiale, l'enoturismo vale $46,5 miliardi, con l'Europa che detiene il 51% del mercato. La crescita prevista è del 12,9% annuo, aprendo spazi importanti per destinazioni e operatori.
Un'attività economicamente solida
Per circa la metà delle aziende, l'enoturismo contribuisce fino al 30% dei profitti. Un terzo delle imprese supera il 30% e quasi una su cinque ottiene oltre il 60% del proprio profitto da questa attività. Nessuna impresa registra perdite.
Investimenti come leva di competitività
Nel triennio 2022–2024, il 77% delle imprese enoturistiche ha investito, un valore superiore al settore alberghiero (64%). In media, le aziende destinano il 14,15% del fatturato agli investimenti, con le piccole imprese che investono quote proporzionalmente più elevate.
Diversificazione dell'offerta
Le attività core – visite, degustazioni e corsi – sono ben consolidate. Ma cresce anche l'attenzione verso:
- Ristorazione (36%)
- Alloggio (30%)
- Eventi (22%)
Digitalizzazione ancora in corso
Quasi tutte le aziende hanno una sezione web dedicata, spesso multilingue. Ma solo il 31% offre la possibilità di prenotare online, segnalando margini di crescita nella maturità digitale.
Una governance frammentata
Il coordinamento territoriale è disperso tra diversi attori (Consorzi, Assessorati regionali, Strade del Vino, Movimento Turismo del Vino). Tuttavia, il 62% delle aziende si dichiara disponibile a contribuire a un consorzio pubblico-privato per il marketing territoriale.
Il valore per il territorio
L'enoturismo non genera solo ricavi per le cantine, ma attiva filiere locali: agricoltura, ristorazione, commercio, artigianato e servizi. Ogni presenza turistica legata all'enogastronomia genera oltre €151 di valore aggiunto, un livello superiore alla media nazionale (€144) e nettamente più alto del turismo balneare (€128).
Inoltre, l'enoturismo contribuisce alla destagionalizzazione dei flussi e alla valorizzazione di territori meno centrali, come le aree interne.
Prospettive 2025-2027
Per il triennio 2025–2027, oltre la metà delle imprese prevede nuovi investimenti, che potrebbero salire al 63% in presenza di condizioni favorevoli. Le priorità future includono:
- Qualità dell'esperienza
- Competenze e formazione
- Sostenibilità e inclusione
- Innovazione digitale
Le imprese chiedono alle istituzioni politiche prevedibili, semplificazione burocratica, incentivi e un coordinamento più efficace tra turismo, agricoltura e sviluppo territoriale.
Per approfondire, scarica il Report completo
Data ultimo aggiornamento 18 febbraio 2026 alle ore 10:55:28