PNRR e ZES Unica: il Mezzogiorno accelera e traina la crescita italiana 2026
15 gennaio 2026
Il Mezzogiorno entra nel 2026 con basi più solide e prospettive di crescita strutturale. Le analisi SRM, centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo, mostrano come la crescita degli ultimi anni non sia un episodio isolato, ma l’esito di politiche mirate, maggiore fiducia e strumenti efficaci come PNRR e ZES Unica.
I principali segnali della nuova dinamica
- Crescita del PIL superiore alla media nazionale
Tra il 2019 e il 2024 il Mezzogiorno ha registrato una crescita del PIL più elevata rispetto al resto del Paese, dimostrando una maggiore capacità di recupero dopo la crisi pandemica e un rafforzamento del tessuto economico. - Un effetto positivo sull’intero sistema Paese
Il Sud non cresce in modo isolato: i forti legami produttivi, logistici e settoriali con il Centro-Nord trasformano gli investimenti nel Mezzogiorno in un fattore di competitività per tutta l’Italia. - ZES Unica come leva strutturale di sviluppo
La combinazione di semplificazione amministrativa, certezza delle regole e incentivi automatici ha migliorato il clima per le imprese. Nel 2026 la ZES Unica è destinata a incidere non solo sul breve periodo, ma anche sulle decisioni di investimento di medio termine.
Uno sguardo alle prospettive per il 2026
- PNRR come motore di continuità
Nel 2026 l’attuazione del PNRR continuerà a sostenere investimenti in infrastrutture, innovazione e filiere produttive, rafforzando la capacità del Mezzogiorno di attrarre capitali pubblici e privati. - Crescita più integrata e diffusa
Le prospettive indicano un Mezzogiorno sempre più interconnesso con il resto del Paese, in grado di generare ricadute positive lungo le catene del valore nazionali.
Accanto ai comparti tradizionali, il percorso verso il 2026 vede il consolidamento di nuovi motori di sviluppo:
- Turismo, con una domanda internazionale in crescita e un impatto rilevante su occupazione e servizi
- Economia del mare e logistica, che rafforzano il ruolo dei porti meridionali nei traffici nazionali e mediterranei
- Energia e rinnovabili, ambito in cui il Mezzogiorno si conferma snodo strategico tra Europa e Mediterraneo
Lavoro e competenze: segnali incoraggianti
- L’aumento dell’occupazione crea le condizioni per opportunità professionali più stabili, soprattutto per i giovani
- Cresce il peso delle competenze qualificate, in particolare nelle discipline scientifiche e tecnologiche, elemento chiave per la competitività futura
Nel complesso, il quadro delineato da SRM suggerisce che il 2026 possa rappresentare un anno di consolidamento, in cui crescita, investimenti e semplificazione contribuiscono a rendere il Mezzogiorno una componente sempre più centrale e strutturale dello sviluppo italiano.
Data ultimo aggiornamento 15 gennaio 2026 alle ore 14:19:01