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Sport

Intesa Sanpaolo e il Club Scherma Jesi

Dai campi di prigionia sudafricani della Seconda Guerra Mondiale, ai trionfi Olimpici; dalle ceneri di una società da ricostruire ad un posto di primo piano nella Storia del Paese: la parabola del Club Scherma Jesi racchiude, in poco più di settant’anni, tutta la potenza narrativa, umana e valoriale dello sport, vero strumento di trasformazione e di crescita.

Ascolta la storia della scuola di scherma più famosa di sempre nel podcast 'L'ultima stoccata'.
 

L'ultima stoccata

1:11:27

Ezio Triccoli. Impossibile non partire da lui, che di questa incredibile eccellenza tricolore è il padre fondatore, e che proprio attraverso lo sport ha saputo ricostruire prima la sua vita e poi la sua città. Caduto prigioniero durante le campagne africane e internato nel campo di Zonderwater, poco distante da Pretoria, lo jesino apprese da un sottufficiale inglese, compagno di detenzione, l’arte di tirare di scherma, trovandone una nuova ragione di vita.

Rientrato nelle Marche, nel 1947 fonda il Club, costruendo sulle macerie di un’Italia distrutta dall’occupazione e dilaniata dalla guerra civile, una strada nuova verso il futuro. La scherma è uno sport nuovo alle nostre latitudini, che inizialmente fatica ad imporsi in un Paese dove il cuore degli appassionati batte per lo più per gli eroi del pallone e per quelli del ciclismo. I primi rappresentano la fiera appartenenza campanilistica e territoriale, mentre i secondi sono il simbolo della fatica più grande, veri eroi nazionali che in sella alle due ruote attraversano tutte le regioni pedalando.

Ma la scherma, con il tempo, si è fatta strada nell’immaginario collettivo, grazie al mix unico di talento, disciplina ed eleganza necessari per padroneggiarla. Una disciplina dall’impronta cavalleresca, e che nell’enfasi della competizione, rivela il carattere più profondo di chi è salito in pedana. Anno dopo anno, decennio dopo decennio, la scuola di Jesi ha iniziato ad imporsi come il vero punto di riferimento italiano, per poi scoprire anche una marcata vocazione Olimpica.

L’onda lunga della lezione del Maestro ha continuato a far sentire la propria influenza, mentre, dalle mura di un Club che ogni quadriennio si faceva più prestigioso, hanno iniziato ad uscire talenti sempre nuovi, che avrebbero definito il successo dell’intero movimento azzurro. Annarita Sparaciari, Susanna Batazzi, Stefano Cerioni, Giovanna Trillini, Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca ed Annalisa Coltorti sono solo alcuni dei nomi che, partendo dalle Marche, hanno scalato le vette d’Olimpia, portando il nome del Club Scherma Jesi al vertice delle gerarchie mondiali.

Ancora oggi, oltre settant’anni dopo il rilascio di Triccoli dal campo di internamento e l’intuizione di fondare la scuola, il Club rappresenta il più alto livello di eccellenza della disciplina e una delle più incredibili storie di longevità, creatività e successo di tutta la storia del nostro Comitato Olimpico. Medaglie su medaglie, che hanno permesso alla scherma di trasformarsi in uno degli sport di punta di tutte le nostre spedizioni a Cinque Cerchi, diventando un marchio di fabbrica del movimento tricolore.

Intesa Sanpaolo sostiene e promuove questa tradizione, che sulla grandezza del passato progetta quella del futuro, e che tanto ha saputo realizzare anche per lo sviluppo sociale dell’intera città che la ospita. Innovazione; ricerca, scoperta e valorizzazione del talento; impegno sociale e visione del domani: sono i pilastri di una realtà conosciuta in tutto il Mondo e il blueprint di un progetto unico nel suo genere, i cui valori rispecchiano perfettamente quelli del Gruppo.
 

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