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Sport

Jacopo Vasamì e un 2025 alla ribalta: da junior a pro con uno sguardo al futuro

Immagine di Jacopo Vasamì sul campo da tennis
Immagine di Jacopo Vasamì sul campo da tennis

Contenuto realizzato in collaborazione con la redazione di Ubitennis diretta da Ubaldo Scanagatta

Il Bonfiglio, il n° 2 nella classifica junior e i primi piazzamenti nei Challenger. Il diciottenne azzurro punta in alto

Il tennis italiano è sul tetto del mondo. I tre titoli in Coppa Davis e i due allori in Billie Jean King Cup spiccano tra la moltitudine di gioie che, settimana dopo settimana, i portacolori azzurri ci regalano dai tornei in giro per il mondo. Da Jannik Sinner a Lorenzo Musetti, da Flavio Cobolli a Matteo Berrettini, per non parlare di Jasmine Paolini e Sara Errani. Le prime file del tennis, nel Belpaese, si sono ormai consolidate. Ma dietro c’è già qualcuno che scalpita. Uno tra tutti, Jacopo Vasamì.

Il mancino nato ad Avezzano ricopre attualmente la posizione n° 665 nella classifica ATP di singolare, con un best ranking alla 635esima piazza. Questi numeri sono il frutto di una stagione che ha visto il diciottenne azzurro affacciarsi per la prima volta sul panorama tennistico mondiale. Dopo qualche esperienza a livello ITF, grazie ad alcune wild card Vasamì ha potuto prendere parte ad alcuni eventi Challenger sul territorio italiano. Superate le qualificazioni nel suo primo torneo di questo livello (Barletta), l’azzurrino si è poi subito fatto notare in quel di Monza.

“Secondo me ho fatto la scelta giusta iniziando a giocare questo tipo di tornei quando ero pronto per farlo, ha spiegato Jacopo qualche mese fa in un’intervista concessa a Ubitennis. Consapevolezza è la parola chiave: nei suoi mezzi e nei tempi necessari in cui questi si possono sviluppare. A Monza, Vasamì ha sconfitto prima l’inglese Paul Jubb (n° 218 al tempo), poi il recente protagonista alle Next Gen ATP Finals, Martin Landaluce (n° 154), e infine si è arreso in tre set ai quarti di finale contro quel Vitaliy Sachko che pochi giorni prima gli aveva fatto lo sgambetto anche a Barletta.

Successivamente, sono arrivate le due tappe nella città eterna, Roma. Qui, presso il Tennis Club Parioli, Jacopo ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo della racchetta a soli quattro anni e mezzo. Dopo circa un lustro trascorso su quei campi, Vasamì si è spostato al Tennis Club Nomentano, dove ha conosciuto il suo attuale allenatore Fabrizio Zeppieri. Nella città capitolina il tennista azzurro ha rimediato due sconfitte. Andrea Pellegrino l’ha superato in tre durissimi set nel torneo Challenger, mentre l’esperto britannico Cameron Norrie lo ha sconfitto in due parziali al primo turno del tabellone di qualificazioni degli Internazionali d’Italia.

Quindi Milano, nel mese di giugno, e la conferma che il risultato ottenuto a Monza non era arrivato per merito di una settimana di grazia isolata. Vasamì ha intascato ben tre successi e si è qualificato per la sua prima semifinale in un Challenger. Qui, il veterano Marco Cecchinato ha avuto la meglio in due frazioni, ma a fine partita ha speso ottime parole per il suo avversario: “Tra i giovani è quello che mi ha colpito di più. Avrà un futuro pazzesco”.

L’inizio stagione indimenticabile a Melbourne

A inizio stagione Jacopo aveva già vissuto un’esperienza indimenticabile a Melbourne, dove aveva fatto da sparring a Lorenzo Musetti e Lorenzo Sonego. Qualche mese dopo, a Wimbledon, ha avuto la possibilità di giocare in allenamento anche con Jannik Sinner. “Stare lì, a contatto con i giocatori che disputano il torneo pro, e condividere tutti i luoghi del torneo con loro, ti dà una motivazione in più per volerci tornare da professionista. Se sarò nei primi 50 tra tre anni? Non so dare un numero, ma voglio competere con i migliori”, ha raccontato Vasamì, che anche in doppio è riuscito a togliersi qualche bella soddisfazione.

Al Challenger di Monza ha infatti raggiunto la finale insieme all’amico Filippo Romano. Se quella partita non è andata per il verso giusto, qualche mese dopo la chance si è riproposta a Todi. Nel paesino umbro i due azzurri si sono imposti nel torneo Challenger e queste affermazioni hanno consentito a Jacopo di issarsi sino alla casella n° 387 nella classifica di doppio (ora è 413esimo). In quest’ultimo periodo si è anche allenato a Dubai insieme a giocatori importanti come Matteo Berrettini, Grigor Dimitrov e Paula Badosa, dopo essersi ripreso dal problema fisico che lo aveva costretto a ritirarsi a match in corso nella semifinale del ITF World Tennis Tour Junior Finals, torneo organizzato a Chengdu, in Cina.

Per Vasamì non è stato infatti un 2025 dedicato interamente agli eventi professionistici. Per qualificarsi alle Finals juniores, nelle quali aveva passato il girone da imbattuto, Jacopo ha dovuto emergere come uno dei migliori under 18 del mondo. E c’è riuscito a pieni voti. A inizio stagione ha messo in bacheca i tornei del Cairo e di Casablanca. Poi è arrivato lo storico sigillo al Bonfiglio, che non si colorava a tinte azzurre dal lontano 2012. In finale l’allievo di Fabrizio Zeppieri – quest’ultimo lo descrive come “un ragazzo estroverso che lavora con grande dedizione; spiritoso, ma molto attento e intelligente - ha rimontato il bulgaro Ivan Ivanov, che di lì a qualche settimana avrebbe alzato il trofeo junior a Wimbledon.

I quarti di finale al Roland Garros Junior

I successivi quarti di finale al Roland Garros junior hanno quindi lanciato Vasamì al secondo posto nel ranking mondiale giovanile. Dotato di un dritto e di un servizio molto potenti e insidiosi, mentre il rovescio è forse il colpo da migliorare maggiormente, Jacopo ha ormai deciso di dedicarsi appieno all’attività professionistica. È importante ricordare che le sue partecipazioni ai tornei Challenger non arrivano ancora in doppia cifra. Ci sarà tempo, quindi, per scalare la classifica e inserirsi tra le pedine importanti del tennis italiano.

“Per me lavorare e migliorarsi giorno dopo giorno è un piacere. È importante godersi il lungo percorso, ma allo stesso tempo è forse la cosa più difficile”, ha analizzato Jacopo, non dimenticando di mettere tutto in prospettiva. “Noi tennisti siamo dei privilegiati. Mi sento molto fortunato. Non cambierei quello che faccio per niente al mondo”.

Gli inizi alla Rafa Nadal Academy

A suo tempo, scegliere la racchetta non fu difficile per Vasamì. Tra i vari sport praticati il tennis occupava un posto speciale nel suo cuore. A 12 anni il ragazzino cresciuto sui campi di Roma ha ricevuto una borsa di studio per la Rafa Nadal Academy di Maiorca. Jacopo ha trascorso due anni nelle Baleari. La mattina era dedicata alla scuola, il pomeriggio era coperto prima dalla preparazione atletica, poi dal tennis. A Manacor, anche grazie agli insegnamenti di Rafa Nadal, suo idolo, il mancino azzurro ha sviluppato un’eccezionale etica del lavoro.

Ancor più, la capacità di sapersi adattare in uno sport situazionale come il tennis, che ti mette di fronte condizioni meteorologiche, superfici di gioco, avversari, tipi di palline sempre differenti e in ogni angolo del pianeta. Gestire tutto questo con energia, e con una mentalità vincente e positiva, non è da tutti. Jacopo Vasamì, nonostante sia ancora giovanissimo, è già sulla strada giusta. Forgiato dai consigli di Nadal, mancino come lui, il 193 centimetri italiano ha assimilato concetti sia del ‘vecchio’ che del nuovo tennis.

Gli insegnamenti di chi ha vissuto sulla propria pelle esperienze di qualsiasi genere nel mondo della racchetta, ma anche i suggerimenti impliciti da parte di chi è ora leader nel tennis internazionale. Da una parte Nadal, dall’altra Sinner, giocatore a cui Jacopo si ispira. Due modi di vivere il tennis in maniera differente, ma egualmente da campione. Vasamì sta cercando di immagazzinare informazioni. Per crescere, imparare, ma soprattutto per provare a comporre con il tempo la sua identità da tennista.

Il passato gli ha permesso di costruirsi come un atleta di primo rango. Il presente racconta di mattoncini piazzati mese dopo mese grazie ai suoi successi. E il futuro, seppur ignoto, sarà senz’altro dalla sua parte. Con un passato e un presente di questo calibro, Jacopo Vasamì è destinato a farsi conoscere. I palcoscenici più prestigiosi del mondo lo stanno aspettando.

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