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Cultura

Giorgia Lupi in mostra alle Gallerie d’Italia con “L’umanesimo dei dati”

Immagine raffigurante l'artista Giorgia Lupi
Immagine raffigurante l'artista Giorgia Lupi

Dal 30 aprile al 2 agosto 2026 le Gallerie d'Italia di Vicenza ospitano la mostra “Giorgia Lupi. L’umanesimo dei dati”, realizzata in collaborazione con l’Associazione Illustri e dedicata a una delle voci più rilevanti dell’information design contemporaneo. 

Il percorso espositivo si sviluppa nelle nove sale del secondo piano di Palazzo Leoni Montanari e ripercorre la carriera di Giorgia Lupi, che da oltre un decennio esplora i dati come linguaggio visivo capace di raccontare storie, relazioni e comportamenti. 

Al centro del suo lavoro c’è il concetto di Data Humanism, un approccio che invita a leggere i dati non come elementi neutri o puramente quantitativi, ma come espressione di esperienze umane, quindi imperfette, contestuali, interpretabili. La mostra passa in rassegna le diverse fasi che caratterizzano il metodo di lavoro dell’autrice a partire dagli sketch, in cui il disegno su carta precede l’elaborazione digitale, e accompagna il visitatore nei processi progettuali di alcuni dei progetti più noti.

L’allestimento presenta progetti che affrontano temi collettivi e globali, nei quali la visualizzazione dei dati diventa uno strumento per orientarsi nella complessità contemporanea. Ne emerge un linguaggio che unisce rigore e immaginazione, capace di tradurre numeri e informazioni in forme accessibili e significative, restituendo la dimensione culturale dei dati. 

La parte finale dell’esposizione apre a una dimensione partecipativa, invitando il pubblico a confrontarsi direttamente con il tema dell’intelligenza artificiale e con il futuro. La mostra è inoltre accompagnata da un programma di attività e incontri pensati per approfondire i temi del percorso espositivo tra cui il palinsesto INSIDE aperto gratuitamente alla città. 

Attraverso lavori, processi e riflessioni, la rassegna restituisce una visione in cui i dati non sono mai solo dati, ma storie che ci riguardano da vicino, perché parlano di noi e del modo in cui abitiamo il presente. È anche un’occasione per interrogarsi su come cambiano gli strumenti e su cosa resta centrale: lo sguardo umano, la capacità di interpretare, la possibilità di attribuire senso. 

Giorgia Lupi è una information designer e partner dello studio Pentagram a New York. Dopo la formazione in Architettura e il dottorato in Design al Politecnico di Milano, nel 2011 ha cofondato Accurat, studio di design data-driven con sedi tra Milano e New York. 

Il suo lavoro si colloca all’incrocio tra ricerca, progetto e narrazione visiva, con un’attenzione particolare al modo in cui i dati possono diventare strumenti di interpretazione del presente.  

Tra i suoi progetti più noti figurano Dear Dataraccolta di cartoline disegnate a mano, entrata nella collezione permanente del MoMA di New York e realizzata con Stefanie Posavec, e 1,374 Days: My Life with Long COVID, saggio visivo pubblicato sul New York Times nel 2024 e premiato con il Compasso d’Oro ADI 2025. Oltre a questi, Lupi ha sviluppato progetti come Book of Life, in cui racconta la propria biografia attraverso i dati, e The Room of Change, installazione dedicata alla visualizzazione dei grandi cambiamenti ambientali e sociali nel tempo.

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