Economia
Il turismo sportivo in Italia: motore di crescita e sviluppo territoriale
Nel 2024 il turismo sportivo in Italia ha generato oltre 12 miliardi di euro di giro d’affari e circa 42 milioni di presenze, coinvolgendo più di 60mila imprese lungo la filiera. Dalla ricettività specializzata all’organizzazione di eventi, fino alla produzione di beni e attrezzature sportive, lo sport rappresenta una leva economica, di inclusione sociale e di crescita sostenibile sempre più rilevante per molti territori italiani, contribuendo alla competitività dei sistemi locali e alla destagionalizzazione dei flussi turistici.
A questi temi è dedicato l’ultimo numero della Rivista di Politica Economica, il semestrale diretto da Stefano Manzocchi, Prorettore per la Ricerca e la Terza Missione dell’Università Luiss Guido Carli. Il volume, dedicato alle Olimpiadi invernali, alla filiera dello sport e all’economia della montagna, è stato presentato il 17 febbraio 2026 a Milano, presso Casa Italia alla Triennale, L'appuntamento è stato promosso da Confindustria e realizzato con il sostegno di Intesa Sanpaolo.
Dati, trend e il ruolo strategico dell'Italia nel turismo sportivo globale
Nel corso dell’incontro Giovanni Foresti, Head of Regional Research di Intesa Sanpaolo, ha proposto un’analisi sul ruolo dello sport nell’economia e nello sviluppo dei territori, soffermandosi anche sulla specializzazione produttiva italiana.
I dati Istat sulla pratica sportiva in Italia mostrano progressi nel lungo periodo: nel 2024 il 37,5% della popolazione di almeno tre anni pratica sport nel tempo libero, contro il 26,6% del 1995, mentre tra i ragazzi di 11 e 14 anni la quota sale al 75,6%. Aumenta progressivamente la base dei praticanti: la partecipazione resta più elevata tra gli uomini ma, negli ultimi anni, la crescita più significativa si registra tra le donne.
Restano tuttavia divari territoriali e sociali che evidenziano la necessità di continuare a investire in infrastrutture e servizi: nel 2022 la spesa pubblica pro capite per lo sport in Italia è stata pari a 88 euro, attestandosi a un livello inferiore rispetto a quello di altri Paesi europei come Francia, Germania e Spagna.
Con una quota del 3,8% del mercato mondiale e circa 4,7 milioni di euro di esportazioni di beni legati alla filiera dello sport, l’Italia si colloca al quinto posto a livello globale, con una presenza sui mercati esteri superiore alla propria quota nel commercio internazionale (2,9%), e al terzo posto, dietro a Stati Uniti e Cina, per numero di mercati presidiati. Un risultato che si fonda sulla presenza di distretti e filiere produttive radicate localmente, capaci di coniugare qualità, competenze tecniche, design e rapidità di risposta.
Nell’ambito delle analisi territoriali dedicate alle filiere dello sport e del Made in Italy, il Research Department di Intesa Sanpaolo ha individuato tra i distretti specializzati più rilevanti calzature e Sportsystem di Montebelluna, biciclette di Padova e Vicenza e occhialeria di Belluno. In questi territori le reti di fornitura risultano particolarmente concentrate, con distanze tra imprese e fornitori comprese tra 84 e 126 chilometri, a indicare una struttura produttiva compatta che favorisce efficienza, flessibilità e presenza delle imprese sui mercati globali.
In questo quadro i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 hanno rappresentato una vetrina significativa per la filiera sportiva italiana. Le ricadute potenziali non riguardano soltanto le imprese direttamente legate allo sport, ma anche comparti connessi del Made in Italy, dall’agroalimentare al design, che possono beneficiare della visibilità generata dai grandi eventi. Le analisi del Research Department evidenziano inoltre una relazione positiva tra l’andamento dell’export dello Sportsystem di Montebelluna e l’aumento delle presenze turistiche straniere nelle aree alpine tra il 2019 e il 2024, a conferma delle possibili ricadute economiche legate ai grandi eventi internazionali.
La pubblicazione dedica infine spazio all’economia della montagna, interpretata come un ecosistema competitivo capace di generare valore territoriale attraverso innovazione, capitale umano, nuove specializzazioni e nuove combinazioni produttive. Alcuni territori alpini, come il Trentino-Alto Adige, hanno sviluppato negli ultimi anni sistemi economici diversificati che affiancano al turismo attività legate alla bioedilizia, alle energie rinnovabili, alle attrezzature sportive e ai servizi digitali. In questi contesti università, centri di ricerca e imprese contribuiscono alla creazione di ambienti innovativi capaci di rafforzare l’attrattività economica e la qualità della vita dei territori.
In quest’ottica, la legacy dei grandi eventi sportivi si tradurrà in un percorso di sviluppo delle eccellenze territoriali che andrà oltre l’evento stesso, anche grazie al riutilizzo delle infrastrutture realizzate.
Come evidenzia Manuela Di Centa, i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 troveranno una naturale continuità nei Giochi Olimpici Giovanili Dolomiti-Valtellina 2028, rivolti agli under 18, rafforzando il legame tra partecipazione sportiva e valorizzazione dei territori, con un’attenzione crescente alle nuove generazioni.
Data ultimo aggiornamento 2 aprile 2026