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Sociale

Spesa Sanitaria Regioni 2024: un’indagine tra crescita e disavanzi

Immagine raffigurante un'infermiera e dei pazienti
Immagine raffigurante un'infermiera e dei pazienti

Nel 2024, la spesa sanitaria delle Regioni italiane ha ripreso a crescere in modo significativo, segnalando una ripresa del settore. Tuttavia, questa dinamica si scontra con un aumento più contenuto delle risorse stanziate, generando nuove pressioni sui bilanci degli enti sanitari locali e riaccendendo il dibattito sulla sostenibilità del sistema. La nostra indagine analizza in dettaglio i dati del 2024, esplorando le cause della crescita, il ritorno dei disavanzi e le disparità regionali. Vengono inoltre esaminate le sfide legate alle tecnologie sanitarie e l'impatto del PNRR, offrendo una visione completa delle opportunità per la sanità pubblica italiana.

Sanità pubblica: più spesa, ma conti sotto pressione

Nel 2024 la spesa sanitaria in Italia è tornata a crescere in modo significativo: +4,9% raggiungendo il 6,3% del PIL. È un segnale di ripresa dopo un periodo di rallentamento, ma non basta ancora a riportare il sistema ai livelli precedenti alla pandemia. Prima del Covid, infatti, la sanità pesava mediamente il 6,5% del PIL.

L’aumento della spesa sanitaria è legato soprattutto a due fattori. Da un lato, crescono i consumi intermedi (+7,5%) che riflettono l’aumento dei prezzi di molti medicinali nonché del fondo per i farmaci innovativi. Dall’altro, aumentano i redditi da lavoro (+5,6%), anche per effetto della contabilizzazione degli oneri accantonati per il rinnovo contrattuale. Queste dinamiche non sono uguali in tutta Italia: alcune Regioni, in particolare le Autonomie speciali, registrano crescite più sostenute rispetto ad altre.

Il ritorno dei disavanzi regionali

Nel 2024, il disavanzo complessivo degli Enti sanitari locali è aumentato, salendo a 2,6 miliardi di euro. La situazione varia da Regione a Regione. Quelle sottoposte a Piani di rientro - con regole più rigide sulla spesa - mostrano squilibri più contenuti. Le Autonomie speciali concentrano i disavanzi più elevati. Allo stesso tempo, alcune grandi Regioni come Lazio, Lombardia, Veneto e Campania riescono a mantenere i conti in equilibrio, se non addirittura in avanzo.

Negli ultimi vent’anni la sanità italiana ha attraversato cicli alterni: forti disavanzi nei primi anni Duemila, un progressivo risanamento e, dopo la pandemia, una nuova fase di squilibrio. Oggi il problema principale è il divario tra spesa e finanziamenti: i costi crescono rapidamente, soprattutto a causa dell’inflazione, mentre le risorse pubbliche aumentano più lentamente. Il risultato è una pressione costante sui bilanci regionali.

Tecnologie sanitarie: buoni livelli, forti disuguaglianze

Sul fronte delle apparecchiature sanitarie, l’Italia si colloca bene nel confronto europeo, soprattutto negli ospedali pubblici. Tuttavia, la loro distribuzione è molto sbilanciata: quasi la metà delle tecnologie si concentra nel Nord, mentre il Mezzogiorno, pur ospitando oltre un terzo delle apparecchiature, presenta spesso dotazioni più datate. Le differenze riguardano anche l’età dei macchinari, con Nord e Centro mediamente più aggiornati.

Il PNRR ha dato un contributo decisivo al rinnovamento tecnologico della sanità, prevedendo 3.100 nuove grandi apparecchiature entro giugno 2026, per un investimento superiore a 1,1 miliardi di euro. A fine 2025, la maggior parte dei progetti risulta già conclusa. Il Centro Nord avanza più velocemente, mentre il Mezzogiorno mostra qualche ritardo, pur con segnali positivi in alcune Regioni.

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