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Storia ed evoluzione del curling in carrozzina

Il curling in carrozzina ha fatto il suo debutto ufficiale ai Giochi Paralimpici Invernali di Torino 2006, segnando l’ingresso di una nuova disciplina su ghiaccio nel programma Paralimpico. Da allora, la crescita è stata costante sia in termini di partecipazione delle nazioni sia in termini di livello tecnico e organizzativo.

Nel corso delle edizioni successive dei Giochi, il curling in carrozzina ha consolidato il proprio posizionamento internazionale, diventando una disciplina stabile e riconosciuta nel panorama Paralimpico. L’aumento dell’interesse mediatico e la qualità delle competizioni hanno contribuito a rafforzarne la popolarità, confermandolo come sport capace di coniugare partecipazione, strategia e spettacolarità.

Regole e svolgimento delle competizioni

Il curling in carrozzina è uno sport di squadra misto, aperto ad atleti e atlete con disabilità fisica agli arti inferiori. L’obiettivo del gioco è avvicinare le proprie stone il più possibile al centro della “casa”, il bersaglio circolare disegnato sul ghiaccio.

Ogni partita è suddivisa in end, durante i quali ciascun giocatore lancia due stone, per un totale di otto per squadra. Al termine dell’end vengono assegnati punti alla squadra che ha la stone più vicina al centro; la stessa squadra può ottenere più punti qualora disponga di due o più stone posizionate meglio rispetto alla migliore della squadra avversaria. Il sistema di punteggio premia quindi precisione, pianificazione tattica e capacità di lettura del gioco.

La componente strategica è determinante: ogni lancio può avere funzione offensiva o difensiva, proteggere una stone già in posizione favorevole o modificare l’assetto del campo di gioco. La gestione del rischio e l’anticipazione delle mosse avversarie costituiscono elementi chiave della competizione.

Equipaggiamento e tecnica di lancio

La stone, realizzata in granito levigato e del peso di circa 20 chili, è l’elemento centrale del curling in carrozzina. La sua traiettoria deve essere calibrata con precisione per garantire velocità e direzione coerenti con la strategia di squadra.

Il lancio può essere eseguito direttamente con il movimento della mano dell’atleta oppure tramite un extender, uno speciale bastone dotato di un sistema di aggancio all’impugnatura della stone. L’extender consente di trasferire spinta e direzione con stabilità e controllo, adattandosi alle diverse esigenze funzionali degli atleti.

A differenza del curling Olimpico, nel curling in carrozzina non è prevista la fase di sweeping. L’assenza di interventi correttivi lungo il percorso rende quindi ancora più determinante la precisione iniziale del lancio, aumentando il valore tecnico di ogni esecuzione.

Le discipline a Milano Cortina 2026

Ai Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 il programma del curling in carrozzina comprenderà la tradizionale gara a squadre miste, già consolidata nel calendario Paralimpico, e introdurrà per la prima volta la competizione a coppie, ampliando il format e arricchendo l’offerta competitiva della disciplina.

Le gare si svolgeranno presso il Cortina Curling Olympic Stadium di Cortina d’Ampezzo, impianto di riferimento per gli sport su ghiaccio e sede storica di competizioni internazionali. In questo contesto infrastrutturale di alto livello, il curling in carrozzina offrirà una competizione di elevato profilo tecnico e strategico, contribuendo a rafforzare il posizionamento di Milano Cortina 2026 come evento di eccellenza per gli sport Paralimpici invernali.

Il curling in carrozzina si conferma così una disciplina capace di coniugare inclusione, precisione e visione strategica, rappresentando una componente fondamentale del programma Paralimpico su ghiaccio.

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