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Storia e debutto dell’hockey Paralimpico

L’hockey Paralimpico nasce in Svezia negli anni ’60, quando a Stoccolma viene sviluppata una versione dell’hockey su ghiaccio praticabile da atlete e atleti con disabilità agli arti inferiori. L’introduzione delle slitte a doppia lama e di attrezzature specifiche ha permesso di preservare le caratteristiche fondamentali dell’hockey tradizionale, mantenendo velocità, contatto fisico e intensità di gioco.

Il debutto ufficiale nel programma dei Giochi Paralimpici Invernali avviene a Lillehammer nel 1994. Da allora, la disciplina ha registrato una crescita costante in termini di partecipazione e visibilità. Grazie alla sua intensità e al coinvolgimento emotivo che genera, l’hockey Paralimpico è rapidamente diventato uno degli eventi più seguiti dal pubblico, contribuendo in modo significativo alla diffusione del movimento Paralimpico.

Regole e dinamiche di gioco

L’hockey Paralimpico è uno sport di squadra praticato da atleti e atlete con disabilità fisica agli arti inferiori. L’obiettivo del gioco è segnare il maggior numero di reti possibile, indirizzando il puck nella porta avversaria.

Ogni squadra schiera in campo sei giocatori o giocatrici contemporaneamente, compreso il portiere. Una partita è composta da tre periodi di 15 minuti effettivi, intervallati da due pause di pari durata. Il cronometro viene fermato ad ogni interruzione del gioco, garantendo elevata intensità e continuità agonistica.

Le dinamiche sono rapide e strutturate. Il contatto fisico è consentito nel rispetto del regolamento e la gestione degli spazi risulta determinante. Le rotazioni frequenti dei giocatori permettono di mantenere alta la pressione e il ritmo della gara. Come nell’hockey su ghiaccio tradizionale, tattica, lettura delle situazioni e capacità di transizione tra fase difensiva e offensiva rappresentano elementi chiave per il successo.

Equipaggiamento e adattamenti specifici

L’elemento distintivo dell’hockey Paralimpico è la slitta, o “sledge”, dotata di doppia lama. Questo dispositivo consente ad atlete e atleti di muoversi sul ghiaccio con stabilità, equilibrio e velocità. La posizione seduta abbassa il baricentro, favorendo manovrabilità e controllo nei cambi di direzione.

Ogni atleta utilizza due stecche corte con funzione doppia. Da un lato presentano una lama per il controllo e il tiro del puck; dall’altro sono dotate di punte metalliche che permettono la propulsione sul ghiaccio. L’integrazione tra spinta e gesto tecnico richiede coordinazione, forza e precisione, contribuendo all’elevato livello fisico della disciplina.

Gli adattamenti dell’attrezzatura non riducono l’intensità del gioco, ma ne mantengono pienamente le caratteristiche agonistiche, confermando l’hockey Paralimpico come disciplina altamente competitiva e strutturata.

La sede delle gare a Milano Cortina 2026

Le competizioni di hockey Paralimpico a Milano Cortina 2026 si svolgeranno presso la Milano Santagiulia Ice Hockey Arena. L’impianto, progettato per ospitare eventi sportivi di livello internazionale, offrirà un contesto moderno e funzionale per lo svolgimento del torneo Paralimpico.

La sede milanese rappresenterà uno dei punti centrali del programma dei Giochi, accogliendo una disciplina che unisce spettacolo, inclusione e alto profilo tecnico. L’hockey Paralimpico, con la sua intensità e il suo valore simbolico, contribuirà in modo significativo alla narrazione sportiva e culturale di Milano Cortina 2026.

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