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“Imprese Vincenti” nel mondo: Intesa Sanpaolo premia 10 PMI internazionali

L’immagine che accompagna la News sulla tappa di Imprese Vincenti dedicata alle Imprese estere ritrae un gruppo di imprenditori che dialogano in una sala riunioni

9 giugno 2026

Intesa Sanpaolo premia 10 dieci piccole e medie imprese internazionali che operano tra Europa Centrale e Orientale ed Egitto: si tratta delle protagoniste della quindicesima tappa di “Imprese Vincenti”, il programma di Intesa Sanpaolo dedicato alla valorizzazione delle PMI.

Le imprese sono state selezionate in otto Paesi in cui il Gruppo è attivo attraverso la Divisione International Banks e si sono distinte per la capacità di generare valore attraverso innovazione, sostenibilità e integrazione internazionale.

Le PMI premiate rappresentano settori strategici per lo sviluppo europeo e internazionale, dal food & beverage all’alta tecnologia, dalla manifattura avanzata alle infrastrutture e all’agroalimentare.

L’iniziativa è frutto della sinergia tra la Divisione International Banks e la Divisione Banca dei Territori – promotrice del programma Imprese Vincenti – con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo di una filiera internazionale capace sia di attrarre investimenti esteri nel nostro Paese sia di valorizzare ulteriormente il Made in Italy nel mondo.

Il commento di Paola Papanicolaou, Responsabile Divisione International Banks di Intesa Sanpaolo:

“L’evento di oggi riflette una tendenza geoeconomica ormai strutturale: la crescente integrazione tra Italia, Europa Centro-Orientale ed Egitto lungo direttrici produttive, commerciali e finanziarie sempre più interconnesse. In un mondo in cui le catene del valore si accorciano, si regionalizzano e cercano maggiore resilienza, il ruolo di un Gruppo come il nostro è anche quello di costruire connessioni industriali, non solo finanziarie”

Paola Papanicolaou, Responsabile Divisione International Banks di Intesa Sanpaolo

Le dieci “Imprese Vincenti” nel mondo, più in dettaglio
  • Albania - Italcostruzioni, specializzata in lavorazioni meccaniche di precisione, fortemente orientata all’export
  • Croazia – Aircash, una fintech innovativa, che ha rivoluzionato la distribuzione dei servizi di pagamento digitali
  • Egitto – Salcef, attiva nello sviluppo di soluzioni per la mobilità sostenibile e grandi infrastrutture
  • Romania – Rekord, premiata per la qualità produttiva nelle calzature tecniche outdoor dove compete nei mercati internazionali ad alto valore aggiunto
  • Serbia – Diopta, che nel settore ottico ha sviluppato un modello scalabile basato su efficienza operativa e affidabilità, e Agroitaly, realtà agroindustriale in evoluzione verso colture ad alto valore aggiunto
  • Slovenia – Incom, un’eccellenza dell’agroalimentare caratterizzata da forte orientamento all’internazionalizzazione e continua innovazione di prodotto
  • Slovacchia – Minit Slovakia, ha creato un modello di business altamente scalabile che le ha permesso di passare da panificio familiare a rete europea
  • Ungheria – Prolan, azienda IT attiva nello sviluppo di soluzioni per automazione ferroviaria ed energy management con una marcata vocazione all’innovazione attraverso ricerca e sviluppo, e Catone, che a Budapest ha sviluppato un hub logistico e produttivo per l’agroalimentare, puntando su innovazione e qualità.

Il supporto alle PMI e i numeri del programma Imprese Vincenti

Le opportunità nei mercati dell’Europa orientale: i dati del Research Department di Intesa Sanpaolo

Le tensioni geopolitiche internazionali e il conflitto in Medio Oriente hanno contribuito a ridisegnare la geografia delle opportunità sui mercati globali. Da una recente indagine condotta sulle persone di Intesa Sanpaolo che seguono le imprese nei loro processi di internazionalizzazione emerge che nel 2026 saranno i mercati dell’Europa orientale a presentare le migliori opportunità di crescita per il nostro export.

Si tratta di economie con buone prospettive di crescita anche nel biennio 2027-2028: l’Europa Centro-Orientale (CEE; Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Slovenia) e l’Europa Sud-Orientale (SEE; Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Romania e Serbia), secondo le nostre attese, mostreranno un progresso del PIL superiore al 2,5% in media d’anno, sostenute da consumi e investimenti, nonché dai processi di modernizzazione produttiva. Queste aree rappresentano pertanto uno dei principali poli di sviluppo per le imprese italiane, sia sul fronte commerciale sia sotto il profilo degli investimenti produttivi e commerciali.

I legami economici tra l’Italia e i Paesi CEE e SEE sono già oggi particolarmente rilevanti. Nel 2024 lo stock di investimenti diretti esteri italiani nell’area ha raggiunto i 46,5 miliardi di euro, in crescita rispetto all’anno precedente. Di questi, 21,4 miliardi risultano investiti nei Paesi CEE e 25,1 miliardi nei Paesi SEE. Nello stesso anno gli investimenti provenienti da queste economie verso l’Italia hanno superato gli 11 miliardi di euro.

Particolarmente significativa è la presenza diretta delle imprese italiane nell’area. Le società controllate da gruppi italiani nei Paesi CEE e SEE sono oltre 3.500 (un quarto del totale italiano), impiegano circa 338 mila addetti e generano un fatturato superiore a 52 miliardi di euro. Più della metà degli occupati opera nell’industria manifatturiera, in particolare nei comparti della moda, della meccanica, dei mezzi di trasporto, della gomma-plastica e della filiera dei metalli. Nei servizi emerge inoltre una forte presenza di attività finanziarie e assicurative.

Anche sul piano commerciale le relazioni risultano in costante rafforzamento. Nel 2025 l’export italiano verso i Paesi CEE e SEE è salito a 66,3 miliardi di euro, rispetto ai 48,4 miliardi del 2019, con una crescita del 37%. Parallelamente, le importazioni sono aumentate da 42 a 59 miliardi di euro (+40%). Il saldo commerciale italiano si è così attestato a 7,3 miliardi di euro, evidenziando un rafforzamento della posizione competitiva delle nostre imprese in questi mercati. 

La Divisione International Banks di Intesa Sanpaolo

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