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Sostenibilità

Riduzione dell’inquinamento da plastica: linee guida per il futuro

Linee guida per ridurre l’inquinamento da plastica
Linee guida per ridurre l’inquinamento da plastica

Italia ed Europa sono pronte a raccogliere la sfida per costruire un futuro più sostenibile partendo dalla riduzione dell’inquinamento da plastica?

Oggi si assiste a una maggiore attenzione nei confronti dell’ambiente. Lo dimostrano le numerose proteste dei tanti giovani nel mondo che sulla scia dell’onda travolgente dell’ attivista Greta Thunberg, si sono mobilitati in favore del pianeta.

A Greta va riconosciuto il merito di essere riuscita a sensibilizzare e coinvolgere i ragazzi più giovani, contribuendo a creare una nuova coscienza ambientalista. Tutto questo ci offre lo spunto per chiederci a che punto si trovino e quale sia la posizione di Europa e Italia sull’utilizzo della plastica.

L’appello del WWF sull’inquinamento da plastica

Nel rapporto internazionale del WWF “Responsabilità e rendicontazione, le chiavi per risolvere l’inquinamento da plastica” emerge che dal 1950 la produzione di plastica vergine è aumentata di 200 volte, crescendo del 4% l’anno, fino al 2000. Secondo gli ultimi dati disponibili aggiornati al 2016, la produzione era pari a 396 milioni di tonnellate di plastica con un’emissione di 2 miliardi di tonnellate di CO2. Inoltre, il 75% della plastica prodotta nel mondo, a oggi è già diventata rifiuto.

L'inquinamento marino da plastica

L’appello del WWF è quello di fermare l’inquinamento marino da plastica: circa 100 milioni di tonnellate di rifiuti plastici sono dispersi in natura a causa di una gestione sbagliata della produzione di plastica, del suo consumo, del suo riciclo e infine del suo smaltimento. Secondo i dati, solo il 20% dei rifiuti di plastica viene raccolto per essere riciclato. Nel processo di riciclaggio, in Europa, viene scartata la metà della plastica prodotta per motivi di salute, sicurezza e contaminazione.

Tutto questo deve e può cambiare, come sollecitato dal WWF: se il cambiamento non avviene, per il 2030 l’inquinamento da plastica sarà quantomeno raddoppiato. Al contrario, una gestione diversa della filiera potrebbe portare alla riduzione del 57% di rifiuti plastici prodotti, con 188 milioni di tonnellate di plastica in meno.

Le linee guida dell’europa: EU plastics strategy

La Commissione Europea il 16 gennaio 2018 ha adottato la Eu Plastics Strategy (Strategia Europea per la plastica) per:

  • ·         fare in modo che entro il 2030 tutti gli imballaggi siano riciclabili
  • ·         far fronte alla minaccia delle microplastiche, particelle di plastica di dimensioni inferiori ai cinque millimetri che finiscono nelle acque marine superando i filtri utilizzati per bloccare residui di plastica più grandi
  • ·         frenare il consumo di plastica monouso e del marine litter («qualsiasi materiale solido persistente, fabbricato o trasformato e in seguito scartato, eliminato, abbandonato o perso in ambiente marino e costiero»)

Nell’ambito della strategia di riduzione dell’inquinamento da plastica, la Commissione Europea ha vietato la commercializzazione e produzione dei cotton fioc con plastica non compostabile o materiale non biodegradabile, con obbligo di riportare nelle confezioni informazioni chiare sul loro corretto smaltimento e l’esplicito divieto di utilizzo dei servizi igienici e degli scarichi come pattumiera. 

Stop alla plastica monouso

È stato proposto, inoltre, il bando di posate, piatti, bastoncini per palloncini e cannucce in plastica monouso: dal 2021 è previsto il divieto, in quanto rappresentanti il 70% dei rifiuti presenti nei mari. Entro il 2029, gli Stati membri dovranno raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande ed entro il 2025, il 25% dovrà essere composto da materiali riciclati, fino al 30% nel 2030.

La situazione in Italia

Secondo un articolo di Lorenzo Brenna pubblicato su LifeGate, in Italia ogni anno trovano la morte sulle nostre spiagge 150-160 cetacei. Per il 30% dei decessi la causa è attribuibile al traffico marittimo e alla pesca, ma è in costante crescita la contaminazione da plastica. Greenpeace Italia sostiene che la metà delle balene e dei delfini viventi abbia ingerito plastica. Questa tendenza è confermata dai ritrovamenti di grandi quantità di questo materiale, nello stomaco degli animali spiaggiati. Nell’articolo, si fa riferimento al caso di capodoglio femmina, incinta, arenatasi a fine marzo a Porto Cervo. Nello stomaco dell’animale sono stati rinvenuti 22 chili di plastica.

Situazioni che ci richiamano all’urgenza di agire in maniera tempestiva. 

Le linee guida italiane sulla riduzione dell’inquinamento da plastica

Anche l’Italia si sta muovendo per dire basta alla plastica. Dal 1° gennaio 2019 è vietato vendere i cotton fioc prodotti con materiale non biodegradabile e dal 1° gennaio 2020 sono banditi i cosmetici contenenti microplastiche.
 

Il Ministero dell’Ambiente ha adottato una serie di misure finalizzate ad abolire l’uso della plastica monouso, avviando il percorso per diventare “plastic free” a tutti gli effetti con la campagna #IoSonoAmbiente. A partire dal 1° ottobre 2018, infatti, all’interno del Ministero sono stati:

  • ·    eliminati dai distributori di bibite e alimenti i prodotti confezionati con plastiche monouso e le bottiglie di plastica
  • ·    eliminati i prodotti monouso nell’asilo del Ministero
  • ·    distribuite ai dipendenti borracce in alluminio riciclato, per consumare acqua o altre bibite alla scrivania, grazie anche all’installazione di erogatori di acqua naturale e frizzante refrigerata
  • ·    sostituiti i bicchieri di plastica e le palette per lo zucchero presenti all’interno dei distributori di bevande calde, con bicchieri di carta e palette da caffè in legno
  • ·    proposti ai dipendenti percorsi per incentivare l’adozione del “plastic free”
  • ·    campagne di sensibilizzazione per i cittadini
  • ·    corsi di aggiornamento professionale sulla tematica, per gli operatori della comunicazione.

Con la campagna istituzionale #IoSonoAmbiente, in collaborazione con il Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri e la Guardia Costiera, il Ministero dell’ambiente proseguirà una campagna volta a sensibilizzare e promuovere il bando della plastica monouso, invitando tutti i cittadini a raccogliere e cestinare la plastica rinvenuta sulle spiagge all’interno dei raccoglitori per la differenziata.

Trasformare il problema plastica in opportunità

I principali ostacoli risiedono nella non redditività dell’industria del riciclaggio e la scarsa disponibilità di alternative ecologiche alla plastica per i consumatori.

Aumentare la produzione di plastica riciclata oltre a permettere l’abbattimento della metà della produzione di plastica vergine, porterebbe alla realizzazione di un’economia della plastica non inquinante, in grado di creare oltre un milione di posti di lavoro nella filiera del riciclo della rilavorazione.

Nel nostro piccolo ognuno di noi può aiutare il pianeta. Dando il proprio contributo, modificando il proprio stile di vita, migliorando o cambiando le proprie abitudini, impegnandosi nei piccoli gesti quotidiani.

Il vademecum del Ministero dell'Ambiente

Il Ministero dell’Ambiente ha creato un vademecum del buon cittadino, utile a chiarire quali piccoli comportamenti adottare nel quotidiano per ridurre l’inquinamento da plastica:>

  • ·         non abbandonare la plastica sulle nostre spiagge e nei nostri mari
  • ·         smaltire la plastica nella raccolta differenziata
  • ·         eliminare l'uso di piatti e bicchieri di plastica monouso usare una borraccia o una brocca di acqua di rubinetto
  • ·         evitare dentifrici e scrub che possono contenere microplastiche
  • ·         usare buste riutilizzabili per fare la spesa
  • ·         evitare di acquistare alimenti avvolti in imballaggi di plastica
  • ·         non usare pellicole di plastica per conservare il cibo, preferire contenitori riutilizzabili
  • ·         bandire, se possibile, le cannucce di plastica
  • ·         privilegiare le fibre naturali rispetto a quelle artificiali
  • ·         non pensare che la plastica monouso sia necessaria: non è vero!

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