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Sport

Come sopravviverà il calcio del futuro

Per Andrea Agnelli il maggior rischio per il calcio del futuro è la concorrenza delle nuove forme di intrattenimento. La visione del presidente di Juve ed ECA in un approfondimento in collaborazione con Linkiesta.

 

La pandemia ha avuto un impatto importantissimo sul mondo del calcio, non perché ne ha causato la crisi, ma perché ne ha rivelato i grandi limiti. La crisi del suo modello economico nasce prima del marzo 2020 e probabilmente, scrive Andrea Agnelli, presidente della Juventus, nel suo editoriale per Linkiesta Forecast, viene dal fatto che “calcio” tiene insieme troppe cose, troppo eterogenee. 

 

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Il calcio del futuro: “keep the dream alive”

09:14


La piramide del calcio, riassume Agnelli, è strutturata in molti livelli che vanno dall’iper-professionismo delle competizioni europee e dei campionati nazionali delle Big 5 (Inghilterra, Germania, Spagna, Francia e Italia) ai campionati dilettantistici di qualsiasi Paese.
Il calcio è un unicum, governato dalle stesse norme e alimentato da vasi comunicanti tra i diversi livelli attraverso il meccanismo promozioni/retrocessioni. Chiunque fondi un club può un giorno arrivare ai vertici.
È il meccanismo che muove tutto, che fa nascere i tifosi. In inglese: “Keep the dream alive”, chiunque può inseguire il sogno. Ma la pandemia lo ha mandato in frantumi. Il calcio di base si è fermato, i campi sono chiusi e molti di essi non riapriranno perché le loro risorse sono prosciugate per sempre.
In più, il desiderio di emulazione generato dallo spettacolo sul campo è diminuito dall’immagine di stadi vuoti, quindi tristi, ragiona Agnelli.

Nuovi media e intrattenimento digitale i banchi di prova del calcio del futuro

Nel frattempo il calcio deve fare i conti con un grande cambiamento, spiega Agnelli: i dilettanti non giocano quasi più, i giovani non si avvicinano allo sport e i consumatori devono selezionare necessariamente molto più di prima, vista l’enorme concorrenza nel settore intrattenimento.
C’è Netflix, Amazon Prime, i social media, insomma possiamo distrarci in moltissimi modi, mica soltanto con il calcio. Non solo, al mondo si affaccia definitivamente la nuova generazione Z, che ha valori, oltre che interessi, molto diversi da chi l’ha preceduta: il calcio del futuro deve pensare a questi giovani.

Società, calciatori e tifosi: i protagonisti del calcio del futuro

Agnelli spiega in modo molto semplice il funzionamento della piramide del calcio, formata da tre attori.
I protagonisti, gli investitori e gli appassionati.
Queste tre componenti sono le fondamenta sulle quali ricostruire. Nei decenni la complessità del movimento ha progressivamente messo in secondo piano queste domande. Agnelli non mette in discussione la necessità di avere parti terze indipendenti che sappiano dettare le regole e imporre la loro applicazione, ma fa notare che negli ultimi decenni si è creata un’asimmetria tra i tre attori e la sovrastruttura.

I calciatori sono protagonisti, ma non hanno quasi nessun potere decisionale rispetto a impegni e calendari.
Gli imprenditori o gli investitori si assumono il rischio, ma non possono determinare formati e regole d’accesso e incassano proventi tramite l’intermediazione di autorità terze.
Gli organizzatori/regolatori non sono né protagonisti, né imprenditori, né appassionati ma gestiscono, incassano e determinano. Parliamo della Fifa e delle confederazioni, la più importante delle quali è quella europea, la Uefa.

Ebbene Fifa e Uefa sono insieme regolatori, organizzatori, broker e distributori del prodotto principale, sia esso il Campionato del Mondo o la Champions League.
Quindi la domanda è: cosa sarà il calcio nel 2040? Calciatori, imprenditori e consumatori sono centrali in questa riflessione.

Come riformare il gioco del calcio e la sua governance

Il processo di polarizzazione proseguirà inarrestabile. Saranno pochissimi i calciatori a poter essere ammessi al livello più alto del gioco e a loro, in virtù del successo commerciale dello spettacolo, sarà necessario continuare a garantire risorse adeguate, magari in uno schema lavoratore-datore di lavoro interamente rinnovato.

Club e Fifpro hanno rappresentanze e professionalità adeguate per discuterne fin da subito. Anche il numero di club che daranno vita al vertice dello spettacolo calcistico dovrà essere ridiscusso, non per assecondare i desideri di un avido gruppo di imprenditori bensì perché l’offerta di calcio sia adeguata alla domanda e garantisca qualità.

Il calcio è da sempre uno degli sport meno misurabili scientificamente per la sua natura episodica, inevitabile in un gioco a basso punteggio.
Ma negli ultimi anni le riviste specializzate e il programmi televisivi hanno cominciato ad utilizzare modelli statistici che misurano la qualità dei tiri e dei passaggi decisivi di squadre e giocatori, gli Expected Goals (xG) o Expected Assist (xA).
Il pubblico vuole analisi e spiegazioni sempre più sofisticate. Bisogna dargliele, puntare sulla qualità, perché il pubblico è il grande carburante dello show. Nuovi modelli di distribuzione, nuove piattaforme tecnologiche, nuovi modi di fruizione sono assolutamente necessari per coinvolgere la generazione Z.
Spesso si confonde la sostenibilità con l’economicità.

Contratti, riforme e nuovi media per ridisegnare il sistema calcio

Il calcio del futuro ha il dovere di coltivare la protezione degli investimenti, i livelli di remunerazione e la distribuzione adeguata dei proventi

Il panorama recessivo colpisce oggi principalmente i club, ma soprattutto la mutualità, la solidarietà tra i vari livelli della piramide.
Se calciatori, investitori e pubblico sapranno, attraverso il dialogo con le istituzioni, dare vita a uno spettacolo che esprima tutto il potenziale, il calcio non sarà solamente il più amato tra gli sport, ma lo sarà per distacco rispetto a qualsiasi altro sport.
E le risorse generate potranno essere messe a disposizione di Fifa, confederazioni, federazioni nazionali e leghe per finanziare il calcio di base. Sia esso maschile o femminile, quello dei dilettanti o quello delle giovani generazioni, che domani potranno sognare di arrivare al vertice.

Per concludere e riassumere: secondo Agnelli il calcio del futuro dovrà tenere in considerazione maggiore i suoi veri protagonisti. Società, calciatori, e pubblico. La pandemia ha cambiato tutto, e ha reso il mondo dell’intrattenimento più competitivo. Il calcio sopravviverà se saprà affrontare questi cambiamenti, e se riuscirà a riformarsi per attirare nuovi tifosi
Anche così si mantiene vivo il sogno, anzi si rende sostenibile la realtà.

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