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Cultura

"Non ha l’età": il Festival di Sanremo nella memoria collettiva

Adriano Celentano fa scandalo voltando le spalle al pubblico durante la sua esibizione all'XI Festival di Sanremo in cui canta "24000 baci", 1961. Fotografia di Franco Gremignani © Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo
Adriano Celentano fa scandalo voltando le spalle al pubblico durante la sua esibizione all'XI Festival di Sanremo in cui canta "24000 baci", 1961. Fotografia di Franco Gremignani © Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Da giovedì 1° febbraio sino a domenica 12 maggio, in concomitanza con l’edizione 2024 del più noto festival musicale dedicato alla musica italiana, le Gallerie d’Italia di Torino ospitano una mostra fotografica dal titolo "Non ha l’età. Il Festival di Sanremo in bianco e nero 1951-1976".

L’evento, curato dal giornalista e critico televisivo Aldo Grasso, offre ai visitatori l’opportunità d’immergersi in un intenso viaggio nella memoria collettiva, attraverso l’esposizione di circa novanta fotografie provenienti dall’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo . Grazie alla media partnership con la RAI la mostra è inoltre arricchita da contributi video-sonori, in collaborazione con Rai Teche, relativi ad un’epoca che ha profondamente modificato il costume nazionale.

Dal Casinò di Sanremo all’Ariston, dalla radio alla televisione

Vengono qui riproposti gli anni in cui il Festival si svolgeva nel Casinò di Sanremo, prima di trasferirsi nella sede attuale del Teatro Ariston. Anni ricchi di fascino, ancora privi di malizia e disincanto, con tanta speranza collettiva da parte di famiglie reduci dalle macerie della guerra che proiettavano negli acuti di artiste e artisti eleganti e solari le loro aspettative di un futuro meno povero e più spensierato. In una prima fase il Festival fu seguito attraverso l’ascolto radiofonico delle canzoni. Poi, a partire dal 1955, tutti attorno al nuovo miracolo tecnologico e sociologico della televisione.

Storia di Sanremo: il Festival che ha cambiato l’Italia

Tra i meriti della mostra, quello di offrire la parte più inedita e autentica di quegli anni del Festival. Scatti in grado di carpire l’informalità dell’istante, il dietro le quinte degli artisti, l’agitazione adrenalinica di chi sta per entrare in scena con il suo pezzo, giocandosi in meno di tre minuti un’intera vita di sogni, di sacrifici, di passione. Sale trucco, vestizioni nei camerini, passerelle dei più rinomati ospiti stranieri colti anche nelle loro visite turistiche alla città dei fiori, momenti particolarmente intensi durante le prove dell’orchestra, momenti di confronto in sala stampa, immagini che immortalano anche l’entusiasmo dei cittadini sanremesi alla ricerca di autografi dei loro idoli.

Ciò che emerge è lo spaccato di una storia tutta italiana che ancora oggi ci tratteggia e ci accomuna.

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