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Educazione

Università e Ricerca scientifica: il nostro impegno per il Paese

Assegni di ricerca, borse di studio, sostegno a cattedre di eccellenze e centri di innovazione, il prestito d'onore per Merito: sono molti gli strumenti con cui la nostra banca supporta l’istruzione.

L’importanza della scuola, dell’istruzione e della formazione per dare ai giovani un futuro, e in definitiva per dare un futuro al nostro Paese, è un concetto sui cui tutti sembrano essere d’accordo e che è sempre presente nei programmi istituzionali ma che spesso non è supportato da azioni sufficientemente incisive. I principali indicatori internazionali dicono che la realtà dei fatti è problematica: elevati tassi di abbandono, programmi scolastici che non tengono il passo dell’evoluzione della società, insufficiente formazione dei docenti, scarsi collegamenti con il mondo del lavoro, fino all’ultimo gradino, quello delle risorse per la ricerca scientifica, che da sempre vede il nostro Paese in coda alle classifiche europee.

Per costruire persone e cittadini per il domani, infatti, sono necessarie risorse ma anche azioni complesse che richiedono un forte impegno da parte di tutti. Intesa Sanpaolo è in prima linea: abbiamo messo  in opera una serie di iniziative a favore della qualità del sistema educativo che sviluppiamo in stretta relazione con il mondo scolastico (oltre mille istituti coinvolti finora), universitario (nel corso degli ultimi due anni ci siamo confrontati con oltre 25 rettori) e istituzionale, con incontri con il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

La nostra attenzione, insomma, va all’intero universo dell’istruzione, dalla scuola primaria alle scuole secondarie inferiori e superiori fino all’università, ai master, alle scuole di specializzazione e ai dottorati di ricerca. In particolare, per i livelli più elevati offriamo borse di studio per frequentare l’università e sostegni alla formazione post-laurea – master e dottorati di ricerca - con strumenti come Per Merito, un finanziamento senza garanzie, alla sola condizione di essere in regola con gli studi, la cui restituzione  può iniziare anche due anni dopo la laurea.

 

 

Recentemente, per far fronte dell’emergenza sanitaria, abbiamo sostenuto la ricerca di alcuni atenei istituendo Assegni di ricerca. Nelle Università di Padova, Milano, Cattolica di Roma e Calabria infatti quattro giovani ricercatori , grazie al nostro sostegno, sono stati inseriti in altrettanti gruppi di lavoro medico-scientifici che studiano il Covid-19.

" Si doveva giungere ad un così grave scenario emergenziale  per capire l'importanza della ricerca e sensibilizzare l'opinione pubblica: abbiamo un capitale umano straordinario ma risorse finanziarie e strutture non sono all’altezza” - spiega Fiorella Calabrese, professore ordinario del Dipartimento di Anatomia Patologica del Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità Pubblica dell’Università di Padova – “Per fortuna riceviamo un supporto anche dai privati che credono nel valore della nostra ricerca: le banche come Intesa Sanpaolo, alcune associazioni e le case farmaceutiche” .

 Il suo gruppo di lavoro, grazie all’ Assegno di ricerca bandito dall'Università di Padova, si avvale ora anche della collaborazione di Francesco Fortarezza, giovane medico specializzato in anatomia patologica, che sta studiando le lesioni polmonari provocate dal virus. “Ho visto il bando di gara, ho presentato la mia candidatura ed eccomi qui al lavoro” dice. “Capire  le lesioni provocate dal virus nei vari organi è un elemento fondamentale per riuscire a combatterla”.  

Sosteniamo inoltre alcune cattedre di eccellenza in quattro università, la Bocconi a Milano e la Luiss a Roma, l’Istituto Universitario Europeo di Fiesole (Firenze) e la Normale di Pisa. Infine abbiamo attivato due partnership con il Competence center Smact, promosso dall’Università di Padova, e con il Bi-Rex promosso dall’Università di Bologna.

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